Odio online: 10 modi per sconfiggerlo

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Di Brian A Jackson / Shutterstock

Fake news, messaggi negativi, critiche di vario tipo, fino ad arrivare a veri propri insulti. Il web e i social network sembrano essere diventati il luogo perfetto per attirare bulli e commenti un po' sopra le righe. Ma è davvero così? E che cosa è possibile fare per difendersi? La parola all'esperto "di odio" Giovanni Ziccardi.

Un mondo di commentatori online. Sempre con la voglia e la necessità di digitare il proprio punto di vista sulla tastiera, con l'aspettativa e la possibilità di avere una platea planetaria. Il web a volte sembra essere creato apposta per fare commenti ironici e sarcastici, prendere in giro lo YouTuber che non ci piace tanto (tanto c'è lo schermo a nasconderci), dire la nostra opinione in modo più o meno civile, arrivare ad insultare e bullizzare altre persone senza davvero rendercene conto. 

 

Perché sul web e sui social network si arriva a odiare così tanto? 

Lo abbiamo chiesto a Giovanni Ziccardi, professore di Informatica giuridica all'Università di Milano e autore del libro L'Odio online. Violenza verbale e ossessioni in Rete (Raffaello Cortina) e la sua risposta è stata....

 

"Non si sa bene il perché si possa arrivare a odiare così tanto sul web. Quello che si è notato è che il mondo tecnologico ha cambiato la diffusione dell'odio e la natura dell'odio sotto tre aspetti: l'amplificazione, la persistenza e la socializzazione".

 

  1. l'amplificazione dell'odio, perché l'odio è visibile proprio grazie alla rete. Abbiamo in mano un mezzo potentissimo anche per far circolare la più piccola informazione;
  2. la persistenza: mentre prima una discussione si risolveva in un bar o in piazza in pochi minuti e finiva lì, ora non muore più, perché il dato rimane, visibile sul web. E quindi l'odio va, ritorna, si spegne e poi ritorna...
  3. la socializzazione: l'odio è in grado di coalizzare e unire le persone e diventa "social", creando un network di odiatori che ne aumentano ancora di più la potenza.

"Non è la tecnologia quindi a creare l'odio, ma amplificazione, persistenza e socializzazione ne hanno creato un fenomeno nuovo - continua Ziccardi - con una potenza e una diffusione che non c'erano mai state prima".

 

odioamore
Non è la tecnologia a creare l'odio, è solo diventato un nuovo fenomeno, con una potenza e una diffusione mai viste prima
A questo punto, come usare le tecnologie in modo responsabile e difendersi dall'odio online?

 

Una scuola media di Cecina a chiesto due cose al professor Ziccardi:

  1. di individuare una decina di punti per proteggersi nell'attività quotidiana in rete,
  2. di dare consigli per abbassare i toni online e renderli più pacati.
Ne è uscito questo decalogo

 

  1.  Ricordarsi che non esiste "il mio profilo", "la mia bacheca", la "mia chat”. Tutto è pubblico e visibile. #tuttopubblico. Infatti spesso quando si chatta, si abbassa un po' la guardia, pensando di scrivere privatamente a una persona e solo a lei. Tanto "whatsapp dice che il messaggio è cifrato". In realtà, basta uno screenshot per rendere pubblica una conversazione di una chat privata. O una foto che non si vorrebbe mostrare a tutti...
  2.  Più conoscete la tecnologia, più siete protetti. Oggi la conoscenza è di solito superficiale. #esserehacker. Ognuno dovrebbe essere un po' hacker nel quotidiano. Per esempio, lo sapevi che anche se cancelli un video da whatsapp, questo viene conservato nei loro server per un certo periodo di tempo? 
  3.  Tutto online è amplificato #megafono. Ogni cosa ha una potenza di amplificazione spaventosa... Bisogna stare attenti e capire che quando si usa l'online si usa un mezzo davvero potente, anche più della tv o della radio.
  4.  Tutto rimane, tutto è persistente #forever. Ricordiamoci che prima di pubblicare qualcosa online, bisogna fare un'analisi del rischio. Prima di diffondere un'informazione infatti proviamo a pensare che quello che stiamo facendo resterà online per i prossimi dieci, vent'anni... magari anche di più.
  5.  Tutto arriva dovunque, tutto è social #social. Oggi gran parte dei comportamenti non sono più uno contro uno ma si creano delle reti. Di odiatori, di bulli, ma anche di persone che decidono di far girare queste informazioni. Pensaci prima di far girare un'immagine di qualcuno che viene bullizzato. Diventeresti anche tu un bullo a tua volta...
  6.  Il dato va protetto, proprio e altrui #privacy. Nella nostra società la regola è l'esibizione, mostrare senza problemi momenti della nostra vita quotidiana. In realtà bisognerebbe tornare a dare un valore all'idea di privacy, all'idea di proteggere almeno una parte dei nostri dati. Quelli che ci stanno più a cuore, i più sensibili. Quelli che ci dispiacerebbe venissero pubblicati. Questo è un discorso che si dovrebbe fare anche prima di condividere i dati degli altri...
  7.  Non credere alle identità altrui #fake. Bisogna essere un po' "paranoici", alzare il livello di diffidenza, dato che è facile creare un'identità falsa online. 
  8.  Non cambiate comportamenti e linguaggio on-line #camaleonte. Cercare di mantenere l'educazione, il modo di dialogare anche in rete. E non cambiarlo.
  9.  Cercate sempre esempi positivi #guru. 
  10.  Siate diversi. Seguite strade tecnologiche non battute. #futuro. Meglio non omologarsi e mettere il like dove tutti mettono il like o seguire la massa che odia. Guardare il futuro essendo molto originali.

Per approfondire leggi anche: tutto sul bullismo

16 Giugno 2017
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