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L’intelligenza artificiale batte 60 a 0 i campioni umani al gioco del “Go”

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Alphago, una macchina con "intelligenza artificiale" costruita da una società di Google ha battuto per ben 60 volte gli esseri umani campioni di Go, un popolare (e antichissimo) gioco da tavolo. Ecco com'è andata

I creatori hanno iscritto la loro macchina di intelligenza artificiale a un torneo di Go (uno dei giochi da tavolo più antichi del mondo) con due nomi strani: Master (maestro, insegnante in lingua  inglese) e Magister (maestro in latino).

 

E lei senza far capire che in realtà era “Alphago”, una macchina, un incredibile intrico di righe di codice e comandi digitali, ha battuto per 50 volte di seguito i maggiori campioni al mondo del gioco Go, antico di 2500 anni e  ancora molto popolare in Oriente. In una sola settimana, prima che il torneo finisse, giocando via internet contro esperti di tutto il mondo ha collezionato altre 10 vittorie e un pareggio, senza mai essere sconfitta!

 

Master e Magister erano così forti che alcuni, in realtà, sospettavano che non si trattasse di esseri umani bensì di macchine. E così, alla fine del torneo, Demis Hassabis il capo della società britannica Deepmind (di proprietà di Google) che ha progettato Alphago ha confessato e svelato il “trucco”.

Google

Come si gioca a Go

Le regole di questo antichissimo gioco a due sono semplici. Vincere una partita, però, è tutta un'altra cosa. I giocatori mettono le loro pedine su una tavola di gioco con 19 x 19 riquadri e poi non le possono più muovere, possono solo essere catturate e tolte dalla tavola.

La vittoria va a chi, al termine del gioco, è riuscito a conquistare la maggior parte del territorio circondando le pedine avversarie. Facile? Per niente: ogni partita ha un numero praticamente infinito di mosse, la bellezza di 10 seguito da 170 zeri di combinazioni

Wikimedia

Il segreto della bravura di Alphago è stato di migliorare giocando contro sé stessa e imparando le tattiche dei giocatori più bravi: ecco perché è una macchina di intelligenza artificiale, perché sa imparare cose nuove già durante le partite e usare subito queste sue nuove conoscenze, come facciamo noi esseri umani. Non sa solo mettere in fila milioni di combinazioni a caso.

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