La rivoluzione dei computer quantici si avvicina!

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Google

Si chiamano computer quantici e saranno una rivoluzione. Di tecnologia e, soprattutto, di potenza di elaborazione. Nulla (o quasi) sarà impossibile per loro. Scopri che cosa promettono di fare i computer quantici per cambiarci la vita e a che punto è la ricerca.

I computer quantistici saranno la rivoluzione prossima ventura: basta con i tradizionali bit, arrivano i qubit. Il vantaggio? Anziché i due soli valori di informazione dei bit, 0 e 1, i qubit (ossia i bit quantistici) avranno la capacità di assumere molti più valori.

 

Lo stato quantistico di una particella è una condizione molto difficile da spiegare, basti sapere che i qubit possono assumere molti più valori rispetto ai semplici 0 e 1 dei bit e dunque memorizzare ed elaborare, a parità di tempo, un'incredibile quantità di informazioni.

 

I grandi del mondo digitale, come Google (nella foto in alto vedete D-Wave, il suo prototipo di computer quantistico) ci stanno lavorando da anni, così come gli istituti di ricerca delle università più avanzate del mondo. Ma il passo più recente, quello che, forse, darà nuovo impulso alla ricerca, lo ha appena fatto una società francese poco nota al grande pubblico ma molto avanti e che ha fatto sue le idee di grandi della scienza come Albert Einstein, Max Planck e Marie Curie.

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I computer quantistici usano le proprietà stabilite dalle leggi della meccanica quantistica: ossia leggi super-complicate! | pixabay

La società in questione si chiama Atos e ha lanciato Atos Quantum Learnin Machine, ossia un “emulatore di computer quantico fino a 40 qubit”, in pratica una macchina che funziona come un computer quantico pur non essendolo.

 

Dalle prossime settimane le aziende che hanno un portafoglio piuttosto rifornito, diciamo dai 100 mila euro in su, potranno prenotare un computer che promette di surclassare la potenza dei migliori computer costruiti con tecnologie tradizionali.

 

Intelligenza artificiale, medicina, internet delle cose (ossia il mondo degli oggetti collegati alla rete, dalle auto alle abitazioni) e perfino la sicurezza: i computer quantici daranno un impulso incredibile a queste attività.

 

Tutto bene, dunque? Sì ma non ancora del tutto: il nuovo arrivato di Atos “imita” un computer quantico usando tecnologia tradizionali. Dunque non esprime la piena potenza di questa nuova frontiera perché, al momento, i veri chip quantici sono difficilissimi da costruire e hanno gravi problemi di affidabilità.

 

Ci vorranno ancora parecchi anni per vedere al lavoro, nell'industria e nei laboratori di ricerca, i primi veri computer quantici. E decenni per avere la possibilità di comperarne uno da tenere in casa. Ma poi - vuoi mettere? - calcolare la rotta per andare da casa a Marte sarà questione di un secondo...

11 Luglio 2017
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