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5 invenzioni nate per caso | 2

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A volte, dietro le grandi invenzioni, non ci sono anni di studi ma, semplicemente, un colpo di fortuna. Ecco 5 invenzioni che usiamo tutti i giorni e che sono state fatte per caso!

La gomma vulcanizzata

L'americano Charles Goodyear (sì, quello degli pneumatici) era fissato con il lattice , la gomma naturale, prodotta dall'albero della gomma . Nel XIX secolo, infatti, se lasciato al caldo questo elemento si scioglieva, mentre al freddo diventava fragile: la gomma naturale non era molto pratica da usare . Una sera del 1839, per non essere rimproverato per l'ennesima volta dalla moglie rincasata improvvisamente (e che era stufa dei continui pazzi esperimenti del marito ), nascose una miscela di gomma e zolfo nel forno caldo: tornando a riprenderla, la mattina dopo, scoprì che quella gomma si manteneva flessibile e resistente a qualunque temperatura : aveva inventato la gomma vulcanizzata che ancora oggi usiamo. Purtroppo Goodyear non aveva il senso degli affari e, anziché diventare milionario grazie alla sua invenzione, morì povero .

 

Il ghiacciolo

Nel 1905 un ragazzino americano di 11 anni, Frank Epperson, dimenticò sul portico di fronte a casa, di notte, un bicchiere con acqua, zucchero e il bastoncino per mescolarla. Il giorno dopo lo trovò ghiacciato e si accorse... di aver inventato il ghiacciolo! Però dovette aspettare di diventare adulto, prima di poterlo commercializzare.

Il forno a microonde

L'ingegnere americano Percy Spencer, nel 1945 stava studiando un nuovo tipo di radar (la speciale antenna radio capace di "scoprire" a centinaia di km di distanza gli oggetti) quando, mettendo la mano nella tasca della giacca, si accorse che la barretta di cioccolato che conteneva si era sciolta: le onde radio emesse dal radar che stava sperimentando avevano completamente sciolto il cioccolato . Incredulo, ripeté l'esperimento mettendo davanti al radar dei popcorn : in pochi minuti scoppiarono tutti! E questo gli fece venire un'idea: usare quella tecnologia per costruire un forno , che chiamò forno a microonde (dal tipo di onde usate nel radar che lo faceva funzionare). Quando si dice il caso!

La saccarina

Nel 1879 il chimico tedesco Constantin Fahlberg si imbatté per caso in questo dolcificante . Una sera, a cena, mangiando del pane lo trovò stranamente dolce. Sua moglie, invece, non notò nulla di strano. Così si lecco le dita e... sorpresa! erano dolci! Infatti, prima di mettersi a tavola   non si era lavato le mani  
(ma voi lavatele sempre, eh!), e gli erano rimasti appiccicati alle dita residui degli esperimenti con sostanze a base di catrame di carbone   che stava conducendo nelsuo laboratorio , Dal giorno dopo si mise d'impegno e scoprì il mistero: aveva inventato il primo dolcificante artificiale !

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Il cellofan

Oggi lo usiamo per avvolgere e contenere di tutto , ma l'idea del cellofan, la più famosa delle pellicole trasparenti, venne per caso a Jacques Brandenberger , ingegnere chimico svizzero, ai primi del '900. Infatti, dopo aver visto il cliente di un ristorante rovesciare del vino sulla tovaglia , cominciò a pensare a come avrebbe potuto rendere impermeabili i tessuti, in modo da proteggerli da questi incidenti.  Cominciò a studiare l'uso di differenti materiali, provando anche a colare sul telo usato come campione della viscosa (una fibra artificiale che imitava la seta). L'esperimento non riuscì , perché il telo diventò rigido come cartone e fragile allo stesso tempo. Però Brandenberger notò che la viscosa si sfogliava dal supporto di tela formando una pellicola sottile ed elastica . Che ebbe l'idea di usare per produrre dei fogli da imballaggio: nel 1908 la sua idea diventò un successo grazie alla speciale macchina che inventò e, grazie alla quale, riuscì a produrre il cellofan in modo industriale.