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Intelligenza artificiale: creato un chip capace di “imparare”!

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Intelligenza artificiale: creato un chip capace di “imparare”!
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Un gruppo di ricercatori francesi ha sviluppato un dispositivo in grado di imitare il funzionamento delle sinapsi del cervello. Ossia dei collegamenti alla base della velocità d'apprendimento: l'idea è quella di creare un chip capace di "imparare", così come fa il nostro cervello.

Fino ad ora i cervelli elettronici, anche quelli capaci di operazioni straordinarie, hanno sempre e solo eseguito i comandi dati loro dal software di programmazione. Ma che ne direste se, in un prossimo futuro, queste macchine fossero in grado di imparare nuove funzioni in maniera del tutto autonoma?

 

Questa è la "sfida dell'Intelligenza Artificiale" e ogni anno la scienza si avvicina a questo traguardo sempre di più.

L'alleata Madre Natura

Nel corso dei secoli, i processi naturali sono spesso stati presi ad esempio dall'uomo per migliorare le proprie invenzioni. E, anche stavolta, Madre Natura si è rivelata essere un'ottima fonte da cui abbeverarsi.

 

I team di ricercatori francesi del National Center for Scientific Research (Cnrs) e delle Università di Bordeaux, Evry e di Paris-Sud hanno preso spunto dalle attività cerebrali che ogni giorno governano i nostri organismi per poi provare a replicarle in forma "meccanica".

 

Verso un cervello artificiale

L'idea è di replicare il funzionamento del computer. Nel cervello, le informazioni e i comandi vengono inviate al resto delle cellule grazie ad impulsi elettrici e chimici. 

Il mezzo che permette il passaggio di tali impulsi sono le sinapsi, fitti collegamenti neurali che sono anche alla base dell'apprendimento: se stimolate a dovere, infatti, le sinapsi potenziano le connessioni cerebrali e ci fanno imparare con maggiore facilità!

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Sfruttando questo principio, i "geniacci" francesi hanno messo a punto un dispositivo capace di replicare un simile meccanismo per aumentare lo scambio di informazioni tra i vari circuiti di un chip.
 

Tale"memristore (lo hanno chiamato così, dall'unione delle parole inglesi memory e transistor) è dunque un componente elettrico che "memorizza" la quantità di energia che lo ha attraversato, generando un processo di riconoscimento degli impulsi ricevuti che "imita" l'apprendimento umano.

 

 

Il risultato è stato ottenuto aggiungendo al dispositivo un sottile strato di cui si può regolare la resistenza al passaggio della corrente elettrica, abbassandola o innalzandola a seconda dell'effetto desiderato: se la resistenza è bassa, maggiore sarà la connessione tra gli impulsi e dunque sarà più facile la trasmissione di informazioni!

 

Grazie a questo studio gli scienziati sono convinti di poter arrivare a produrre in poco tempo una struttura "tecno-cerebrale" ben più complessa, con neuroni artificiali connessi a nuovi macchinari del tutto paragonabili a un cervello umano. Vedremo nei prossimi anni se quest'idea diventerà realtà.