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Emoji: come si inventano?

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Ogni giorno nel mondo ci si scambiamo oltre 6 miliardi di emoji. Ma chi li ha inventati? E come si fa a proporne uno nuovo?

I primi emoji non erano per niente simili alle faccine gialle che conosciamo e utilizziamo adesso: fu Shigetaka Kurita, un tecnico giapponese che stava lavorando al lancio di uno dei primi cellulari con la connessione Internet, ad inventarli alla fine degli anni 90 del secolo scorso. Voleva arricchire la tastiera dei normali caratteri con simboli che potessero trasmettere anche pensieri ed emozioni, e si ispirò ai manga giapponesi, ai caratteri dell'alfabeto cinese e ai simboli dei cartelli stradali.

Hanno più di 20 anni!

Oggi di emoji ne esistono più di 1900,  tutte controllate dal Consorzio Unicode, che si occupa di selezionarle e di rilasciarne delle versioni compatibili con tutti i mezzi di comunicazione, dai computer agli smartphone. Questo Consorzio, al quale aderiscono le principali aziende che operano nell'ambito tecnologico, è dunque l'unico organismo che decide quali simbolini possono funzionare e quali no.

Chi vuole proporre un nuovo emoji (di solito aziende di Internet, sviluppatori o semplici gruppi di persone) deve sottoporre la sua proposta al Consorzio Unicode, seguendo una procedura lunga e tortuosa (la domanda da compilare è in inglese) che può richiedere anche anni prima di portare a una risposta, che può essere positiva se si verifica che il simbolo grafico non esiste e  può essere di interesse generale, oppure negativa, se il simbolino esiste già o si prevede non possa avere successo.

Prima di approvare un nuovo simbolo, infatti, vengono fatte molte valutazioni sulla sua opportunità, sulla praticità e sulla possibilità che sia reso dai vari sistemi informatici senza problemi tecnici. Per questo motivo i nuovo emoji approvati ogni anno non sono molti: in media tra i 60 e i 70! Tra quelli che arriveranno tra poco: il biscotto della fortuna cinese, i vampiri e gli elfi!

 

 

L’Unicode Consortium, inoltre, non disegna direttamente gli emoji: quando ne approva uno nuovo fornisce ai produttori di sistemi operativi un abbozzo con una descrizione, sulla base della quale ogni sviluppatore realizzerà il suo simbolo mantenendo la coerenza grafica con quelli che aveva creato in precedenza. Per questo ogni sistema operativo ha le sue faccine caratteristiche, che non sono uguali alle altre, e ogni azienda decide quando e come renderne disponibili di nuove (per esempio Apple ne lancerà un nuovo set tra poco).