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Che cos’è il Ban sui social e le piattaforme streaming?

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Che cos’è il Ban sui social e le piattaforme streaming?
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Perché alcuni account online spariscono o non possono essere più utilizzati? Quali sono le regole da rispettare sul Web? facciamo un po' di chiarezza.

Ogni luogo, reale o virtuale che sia, ha delle regole da rispettare. Ma cosa succede quando queste regole vengono infrante? A scuola ci si può beccare una nota o, nei casi più gravi, incorrere in un sospensione, mentre su Internet, nelle community, nei social network e nelle piattaforme di streaming il rischio è quello di essere "bannati". Ma cos'è precisamente un Ban?

Il Ban, l'esilio della Rete

Al momento dell'iscrizione ad un sito o un social  - Facebook, Twitter, TikTok, Twitch, nessuno escluso - è necessario accettare alcune condizioni d'uso per poter iniziare ad interagire con i contenuti e crearsi un profilo. Si tratta di quel lunghissimo testo che in pochissimi leggono per intero, ma che rimane vincolante per tutta la permanenza di un utente su quella piattaforma.

Ciò significa che in caso di violazione di tali regole d'utilizzo, l'account potrebbe subire un ban, ossia sospeso o cancellato. In inglese infatti To ban significa "bandire", "espellere".

Che tipi di Ban esistono?

Quando un utente si comporta in modo scorretto (es: offese in chat, pubblicazione di frasi o immagini razziste ecc...), gli altri utenti possono segnalare l'account "canaglia" ai moderatori della pagina, ossia figure che vigilano sul rispetto delle regole interne e possono punire eventuali infrazioni. Nelle piattaforme più grandi i moderatori sono affiancati da algoritmi in grado di scovare autonomamente i contenuti vietati, (anche se non sempre ci azzeccano).

Quando la piattaforma riscontra un irregolarità dunque, di solito si provvede a rimuovere il contenuto incriminato, procedendo ad avvisare l'utente di non dover più replicare l'infrazione, come una sorta di ammonizione. Quando però la violazione è troppo grave o l'utente continua a trasgredire il regolamento, allora scatta il cosiddetto Ban, che, nello slang della rete, può essere di diversi tipi:

  • Ban a tempo: una sospensione temporanea dell'account, in cui l'utente non può accedere al social o al sito per un certo periodo di tempo (di solito 30 giorni, ma varia da pagina a pagina)
  • Perma-ban: cancellazione definitiva dell'account. Quell'utente non è più bene accetto e viene bandito per sempre da quella community.
  • Shadow-Ban: il ban "ombra", che alcuni considerano il più insidioso. In questo caso l'account in questione resta attivo e funzionante, ma ne viene ridotta notevolmente la visibilità agli altri profili.  Su Instagram, ad esempio, quando un utente "viene shadowbannato" i suoi post non compaiono più nei feed dei suoi follower, così come le Stories e i Reel.

Quali sono i comportamenti bannabili?

I grandi social network e le piattaforme online aperte al grande pubblico hanno regole molto simili in materia di contenuti inappropriati. Banditi, ad esempio

  • Linguaggi offensivi e/o minacce personali.
  • Promozione di attività illegali.
  • Messaggi e/o contenuti razzisti e/o omofobi.
  • Contenuti che incitano alla violenza.
  • Account che inviano in continuazione messaggi indesiderati (i cosiddetti spam).
  • Account che diffondono virus informatici.

Ogni singolo sito poi adotta delle politiche particolari per tutelare al meglio la propria community (e i propri interessi). Su Twitch, la piattaforma di streaming dove tantissimi creator realizzano contenuti in diretta e interagiscono con i loro seguaci, non si possono ad esempio pronunciare alcune parole specifiche (es: vocaboli dispregiativi e razzisti) o compiere alcuni gesti (come il saluto romano con il braccio teso, riconducibile all'ideologia fascista), pena il ban.

 

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