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Alla scoperta dell’intelligenza artificiale

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Alla scoperta dell’intelligenza artificiale
Shutterstock

Scopriamo che cos'è l'I.A., l'intelligenza artificiale e perché, con lei, dovremo fare i conti sempre di più. Dittatura dei robot in arrivo? No, per fortuna. O, almeno, non ancora anche se...

L'intelligenza artificiale (I.A. in italiano e A.I. Artificial Intelligence in lingua inglese) è un concetto al quale gli esseri umani stanno lavorando da oltre 60 anni. Precisamente dal 1956, quando il matematico statunitense John MacCarthy ha coniato il termine Artificial Intelligence per indicare la capacità delle macchine di fare delle cose o eseguire dei compiti che, se fatti da esseri umani, richiederebbero intelligenza.

In pratica, semplificando al massimo, possiamo dire che l'I.A. è una macchina capace di copiare e simulare ogni aspetto dell’apprendimento e dell’intelligenza umana. È, cioè, un insieme di circuiti elettronici e di istruzioni software capaci di dare l'impressione, a un osservatore umano, di essere alle prese con un altro uomo e non con una macchina.

Fantasia, fantascienza, realtà? Da sempre il cinema di fantascienza e di avventura attinge a piene mani al concetto di intelligenza artificiale. Basta pensare alla saga di Star Wars e ai simpatici C-3PO e R2-D2. Ma il cinema non è solo. Da alcuni anni, infatti, l'I.A. è comunemente usata in una serie di campi con i quali siamo in contatto tutti i giorni. Ma è negli ultimi mesi che il suo sviluppo ha avuto un'incredibile accelerazione, grazie a sistemi di I.A. ormai divenuti delle vere e proprie star, come per esempio Chat GPT.

Chat GPT (abbreviazione di Generative Pretrained Transformer, in italiano una cosa tipo "Trasformatore Preaddestrato Generativo") è un sistema basato su algoritmi (istruzioni informatiche) avanzati di apprendimento automatico capaci di elaborare, ossia di comprendere, il linguaggio umano, cioè il linguaggio naturale. Il risultato è che alle domande che riceve sa dare risposte simili a quelle che darebbe un essere umano.

Questo è possibile perché dispone di un'enorme quantità di dati di testo, che usa per imparare e per creare delle risposte coerenti con la domanda. Non solo: ChatGPT è in gradi di ammettere i propri errori, di contestare premesse errate e rifiutare richieste inappropriate.

Secondo i suoi creatori, ChatGPT può essere utilizzata in tantissimi campi: per esempio nelle traduzioni linguistiche in tempo reale, nel servizio clienti automatizzato di un'azienda (per gestire domande frequenti dando risposte rapide e accurate) e persino nella scrittura creativa (per esempio aiutando a generare idee per storie e altri lavori scritti, consentendo agli scrittori di esplorare nuove idee e di espandere la creatività).

Macchine governate dall'intelligenza artificiale potranno, nel tempo, sostituirsi agli esseri umani che oggi le utilizzano.
Credits: Pixabay

Naturalmente non è tutto oro qual che luccica e, insieme alle meraviglie, l'I.A. nasconde anche tante insidie. Due su tutte: potrebbe di fatto sostituirci in tantissimi lavori oggi svolti da noi esseri umani e, questo vale soprattutto nei campi della ricerca, dello studio e di altre professioni scientifiche, potrebbe dare informazioni non corrette o addirittura sbagliate. Quest'ultimo aspetto verrà migliorato e probabilmente corretto con il tempo ma, al momento, va tenuto in grande considerazione: mai fidarsi ciecamente di un'I.A.

Chat GPT non è sola: esistono, infatti, molti tipi di I.A., alcune delle quali specializzate. Per esempio esistono le I.Ai artiste che, a partire da una richiesta fatta in modo testuale, creano immagini. Una di queste, al momento molto di moda è DALL-E. Come le altre I.A. anche DALL-E non ha occhi, dunque le immagini che crea sono sequenze di pixel, ossia di puntini che, messi assieme, formano le immagini.

Noi la abbiamo provata recentemente e, per ora, non sempre ha saputo capire bene quali siano i contorni dei vari elementi dell’immagine che le avevamo chiesto. Così, a volte ha creato immagini assurde.

Vediamo, adesso, in quali altri campi d'azione l'IA si sta diffondendo.

ASSISTENTI VIRTUALI
Se avete lo smartphone, gli assistenti virtuali li conoscete di sicuro. E, probabilmente, sapete di cosa parliamo anche se, ogni tanto, usate il telefonino di mamma o papà: si chiamano Cortana, Siri, Google Now, Amazon Alexa e sono dei veri e propri “maggiordomi digitali” al nostro servizio.

Sono un insieme di istruzioni software capaci di riconoscere le nostre parole, capire che cosa stiamo chiedendo loro e darci una risposta pertinente. Per esempio per fare ricerche su internet o per mandare un messaggino senza usare la tastiera, semplicemente dettandolo. Oppure per compilare liste o creare dei promemoria. Questi assistenti virtuali non solo usano l'intelligenza artificiale per capire che cosa diciamo loro, ma anche per imparare, col tempo, le nostre abitudini e diventare sempre più precisi ed efficienti.

MOTORI DI RICERCA
Ogni volta che facciamo una ricerca usando Google, il più famoso motore di ricerca o anche Bing (l'equivalente prodotto da Microsoft), il software che lo governa ci dà dei risultati che sono basati, in parte, sulle necessità e sulle potenzialità della mente umana.

VIDEOGIOCHI
I videogiochi sfruttano benissimo e in modo intensivo l'I.A. È merito suo se la storia procede in modi sempre diversi e, quasi, sembra che gli avvenimenti tengano conto delle vostre mosse: in realtà è proprio così! Lo si vede soprattutto nei videogiochi “in prima persona”. Quelli, cioè, in cui voi interpretate un personaggio o un eroe: gli avversari reagiscono alle vostre manovre in modo intelligente. In pratica, l'I.A. incorporata nei videogiochi governa situazioni e personaggi per creare situazioni sempre nuove ma legate al vostro modo di giocare.

GIORNALISMO
Se siete Junior Reporter o, magari, da grandi volete fare il giornalista leggete bene: come abbiamo detto sopra, l'I.A. ha imparato a scrivere le notizie facendo a meno dei giornalisti in carne e... penna! E nel prossimo futuro, è sicuro che ai pochi siti che ora usano l'intelligenza artificiale per scrivere i propri contenuti se ne aggiungeranno molti altri. Ed è altrettanto sicuro che, molto difficilmente, riusciremo a capire se l'articolo che stiamo leggendo è stato scritto da un giornalista o dal computer. Occhi aperti, dunque!

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