Alla scoperta dell'intelligenza artificiale

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Computer, telefonini e perfino gli elettrodomestici diventano sempre più intelligenti e non è un modo di dire! Scopriamo che cos'è l'I.A., l'intelligenza artificiale e perché, con lei, dovremo fare i conti sempre di più. Dittatura dei robot in arrivo? No, per fortuna. O, almeno, non ancora...

L'intelligenza artificiale (I.A. in italiano e A.I. Artifical Intelligence in lingua inglese) è un concetto al quale gli esseri umani stanno lavorando da oltre 60 anni. Precisamente dal 1956, quando il matematico statunitense John MacCarthy ha coniato il termine Artifical Intelligence per indicare la capacità delle macchine di fare delle cose o eseguire dei compiti che, se fatti da esseri umani, richiederebbero intelligenza.

 

In pratica, semplificando al massimo, possiamo dire che l'I.A. è una macchina capace di copiare e simulare ogni aspetto dell’apprendimento e dell’intelligenza umana. È, cioè, un insieme di circuiti elettronici e di istruzioni software capaci di dare l'impressione, a un osservatore umano, di essere alle prese con un altro uomo e non con una macchina.
 

Fantasia, fantascienza, realtà? Da sempre il cinema di fantascienza e di avventura attinge a piene mani al concetto di intelligenza artificiale. Basta pensare alla saga di Star Wars e ai simpatici C-3PO e R2-D2. Ma il cinema non è solo. Da alcuni anni, infatti, l'I.A. è comunemente usata in una serie di campi con i quali siamo in contatto tutti i giorni. Eccone alcuni: lo avresti mai detto?

 

GOOGLE

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Una delle potentissime "server farm" di Google. Ossia l'insieme delle migliaia di computer che fanno funzionare Google in tutto il mondo.

Ogni volta che facciamo una ricerca usando Google, il più famoso motore di ricerca, il software che lo governa ci dà dei risultati che sono basati, in parte, sulle necessità e sulle potenzialità della mente umana. Non solo: Google è capace di riconoscerci e di darci dei risultati specifici, mirati su di noi. La prova? Basta che tu e un tuo compagno di scuola facciate la stessa ricerca su Google (da due pc diversi) e vedrete che la lista dei risultati sarà diversa!

 

VIDEOGIOCHI

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I videogiochi in prima persona sfruttano al meglio l'intelligenza virtuale per imparare le vostre abitudini e fare evolvere la storia di conseguenza.

I videogiochi sfruttano benissimo e in modo intensivo l'I.A. È merito suo se la storia procede in modi sempre diversi e, quasi, sembra che gli avvenimenti tengano conto delle vostre mosse: in realtà è proprio così! Lo si vede soprattutto nei videogiochi “in prima persona”. Quelli, cioè, in cui voi interpretate un personaggio o un eroe: gli avversari reagiscono alle vostre manovre in modo intelligente. In pratica, l'I.A. incorporata nei videogiochi governa situazioni e personaggi per creare situazioni sempre nuove ma legate al vostro modo di giocare.

 

ASSISTENTI VIRTUALI

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Cortana è l'assistente virtuale di Windows e dell'Xbox: voi chiedete, a voce, lei vi risponde.

Se avete lo smartphone, gli assistenti virtuali li conoscete di sicuro. E, probabilmente, sapete di cosa parliamo anche se, ogni tanto, usate il telefonino di mamma o papà: si chiamano Cortana, Siri, Google Now, Amazon Alexa e sono dei veri e propri “maggiordomi digitali” al nostro servizio. Insieme di istruzioni software capaci di riconoscere le nostre parole, capire che cosa stiamo chiedendo loro e darci una risposta pertinente. Per esempio per fare ricerche su internet o per mandare un messaggino senza usare la tastiera, semplicemente dettandolo. Oppure per compilare liste o creare dei promemoria. Questi assistenti virtuali non solo usano l'intelligenza artificiale per capire che cosa diciamo loro, ma anche per imparare, col tempo, le nostre abitudini e diventare sempre più precisi ed efficienti.

 

GIORNALISMO

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Junior Reporter: per ora non c'è pericolo che veniate sostituiti da un software di intelligenza artificiale!

Se siete Junior Reporter o, magari, da grandi volete fare il giornalista leggete bene: l'I.A. ha già imparato a scrivere le notizie facendo a meno dei giornalisti in carne e... penna! Per il momento si tratta di brevi notizie sportive o finanziarie. Ma, nel prossimo futuro, è sicuro che ai pochi siti che ora usano l'intelligenza artificiale per scrivere i propri contenuti se ne aggiungeranno molti altri. Ed è altrettanto sicuro che molto difficilmente riusciremo a capire se l'articolo che stiamo leggendo è stato scritto da un giornalista o dal computer.

07 Ottobre 2017
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