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Torna “Trame”, il festival di Lamezia Terme dedicato ai libri sulle mafie

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Torna “Trame”, il festival di Lamezia Terme dedicato ai libri sulle mafie
Trame, Coccole Books

Giunge all'ottava edizione l'evento che porta i più giovani a conoscere i crimini della criminalità organizzata attraverso la lettura. Quest'anno verrà presentato anche il libro "L'altra metà di Yusuf", una raccolta di racconti ispirati a veri fatti di cronaca rielaborati dai ragazzi di Lamezia

A Lamezia Terme (Calabria) ritorna dal 20 al 24 giugno l'ottava edizione di "Trame", l'evento per giovani e meno giovani dedicato alla letteratura di mafia.

Il festival nasce dalla Fondazione Trame e come ogni ogni anno molti progetti sono dedicati ale scuole: Trame di Memoria, rivolta a scuole primarie e secondarie di primo grado, e Trame OFF pensata per gli istituti superiori.

Proprio nell'ambito di Trame di Memoria è nato il libro "L'altra metà di Yusuf", ideato e curato da Fabio Truzzolillo, che raccoglie il punto di vista dei bambini sulla mafia. Il testo verrà presentato proprio al festival di quest'anno.

Come è nato?

"L'altra metà di Yusuf" è stato realizzato nel corso di un laboratorio di scrittura creativa che ha coinvolto 13 classi (9 quinte e 4 quarte elementari) di sei diverse scuole di Lamezia.

Tra le pagine del libro vengono raccontati ai più piccoli degli episodi di 'ndrangheta (il crimine organizzato calabrese) poco noti, con lo scopo di evidenziare le dinamiche mafiose e i meccanismi con i quali la mafia si infiltra nel territorio.

«I bambini hanno interpretato e rielaborato i fatti di cronaca con la loro creatività dando vita a storie nuove, dal respiro più ampio e universale - ha affermato Truzzolillo - Per questo lo slogan del nostro laboratorio è stato: la memoria per comprendere la mafia, la fantasia per sconfiggerla!»

Le trame

Il libro racchiude tre storie sulla mafia ispirati a tre episodi reali ma poco conosciuti: "L’altra metà di Yusuf" nasce dalla vicenda umana dei figli degli ‘ndranghetisti, "La mafia in padella" esplicita la necessità dell’impegno collettivo per resistere all’oppressione mafiosa mentre "Libero e la scatola magica" racconta l’assurdità del potere criminale costruito, nei bunker, a scapito della libertà.