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Certificazioni di inglese: 4 cose da sapere

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Certificazioni di inglese: 4 cose da sapere
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Le certificazioni linguistiche sono riconoscimenti che attestano il livello di conoscenza di una lingua straniera in base a standard riconosciuti a livello internazionale. Ecco perché sono utili.

Sapere bene l'inglese serve. Per esempio per trovarsi a proprio agio durante le vacanze all'estero con la famiglia, ma anche nei viaggi studio, per saper sempre come ritrovare la strada quando ci si perde in una città straniera, ma soprattutto per costruirsi un futuro come cittadini del mondo e garantirsi più opportunità nel mondo del lavoro. Come prepararsi al meglio per questa sfida?

Le certificazioni linguistiche

Una via per ottenere un riconoscimento di questa conoscenza sono le certificazioni, che attestano ufficialmente il livello di apprendimento e sono modulate in base al Quadro Comune di Riferimento Europeo per la conoscenza delle lingue (QCER).

Ma come funzionano? A quali competenze reali corrispondono i diversi livelli del Quadro e qual è il momento migliore per affrontarle?

Ne parliamo con Roberto Forleo, marketing and digital manager di Cambridge Assessment English, primo ente certificatore in Italia e nel mondo che è parte dell’Università di Cambridge e ha uno stretto contatto con il sistema scolastico del nostro Paese. Sono infatti oltre 4mila le scuole pubbliche e private italiane che offrono corsi di preparazione ai loro esami.

1  - Che cosa sono e a che cosa servono le certificazioni linguistiche?

«Le certificazioni linguistiche sono riconoscimenti che attestano, tramite una prova, il livello di conoscenza di una lingua straniera in base a standard internazionali formulati dal Consiglio d’Europa».

Perché pensare di prendere in considerazione l’idea di conseguire una certificazione già durante il periodo degli studi scolastici?

«Iniziare questo percorso già dalla scuola primaria permette di avvicinarsi in modo divertente allo studio della lingua inglese. Le certificazioni, poi, sono un’attestazione del livello di conoscenza di una lingua, non dei corsi, che possono rivelarsi davvero fondamentali per il futuro». E si tratta di una documentazione che non scade: «I certificati sono come un titolo di studio (ad esempio la laurea): durano a vita. Se poi li si vuole utilizzare per presentarli ad enti o università, queste possono chiedere che le certificazioni siano state sostenute entro un certo periodo di tempo».

Sapere bene l'inglese è utilissimo! Per esempio in vacanza a... Londra!
Credits: pixabay

2 - Cos’è il Quadro Comune di Riferimento Europeo per la conoscenza delle lingue?

«Il Quadro definisce le abilità che corrispondono ai diversi livelli di apprendimento, dal livello base (A1) al livello di padronanza della lingua in situazioni complesse (C2). Nel complesso sono sei i livelli di competenza (A1, A2, B1, B2, C1, C2) più tre livelli intermedi (A2+, B1+, B2+). Parlando dell’inglese, al livello B2 una persona può interagire tranquillamente in contesti lavorativi anglofoni, fare telefonate, rispondere alle e-mail. Per destreggiarsi in un hotel oppure ordinare del cibo al ristorante il B1 è sufficiente, mentre il C1 è il livello avanzato richiesto ad esempio per frequentare un master in lingua inglese».

3 - Quali sono le età migliori per conseguire i diversi livelli?

«Il percorso non è propedeutico, si può iniziare da qualsiasi livello, e non è necessario arrivare a quello più avanzato. Non ci sono limiti di età o età più indicate di altre per conseguire un particolare livello».

4 - Come si ottiene una certificazione?

«Chiariamo intanto che nessun corso è obbligatorio: la certificazione si ottiene con un esame che avviene nella stessa data, con la stessa prova, in tutto il mondo. Ci si iscrive, si prenota la data e l’esame, si sostiene la prova che poi viene inviata a Cambridge, corretta e restituita. L’esame consiste in quattro passaggi: ascolto, lettura e comprensione di un testo, composizione scritta ed espressione orale. Le prime tre si svolgono al computer o a mano, il colloquio con un esaminatore. I corsi sono una proposta parallela che offriamo, ma non è mai obbligatoria».

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