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Ti piacerebbe una scuola senza zaino e senza cattedra?

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La maestra Rita Gentili ha avuto un'idea luminosa: una nuova scuola senza zaino, senza banchi e senza cattedra. E anche senza voti, perché si studia meglio, si rende di più e ci si diverte. Leggi come le è venuta quest'idea.

Ti piacerebbe se nel tuo zaino ci fossero solo la merenda e un paio di quaderni per i compiti? Una scuola in cui andare con un peso piuma sulle spalle esiste: è una scuola primaria di Classe (Ravenna) in Emilia Romagna. 
Nelle aule di questa scuola-novità non c'è cattedra. E nemmeno banchi. Ok, ma allora come si fa lezione? 
La mattina, appena si arriva, ci si siede nell’agorà e si discute di quello che si farà durante la giornata.   Agorà   è la parola con la quale,  nell'antica Grecia , si indicava la piazza principale della città, dove i cittadini si riunivano per discutere di filosofia, commercio, politica, condividendo liberamente opinioni e idee. 
Nella scuola di Classe l'agorà è il centro dell'aula, e condivisione è la parola d'ordine degli alunni.

 

Niente libri pesanti, il materiale si condivide a scuola

Ma questa scuola dei sogni esiste davvero?  Sì, esiste. E il merito è di  Rita Gentili,  l’insegnante che dopo aver conosciuto  il metodo educativo chiamato "Senza Zaino",  usato nei Paesi del Nordeuropa, non tornerà più alla scuola  tradizionale.
È così entusiasta e convinta che  riesce a coinvolgere le colleghe della scuola : «Chiesi loro se fossero disposte a cambiare metodo, a studiare, a mettersi in gioco. E loro non esitarono a dirmi di sì». Le maestre di Classe, infatti, si sono appassionate a tal punto da spiegare esattamente ai tecnici del Comune responsabili della scuola,  in che modo dovessero essere allestite le nuove aule .

 

Sì, perché "Senza Zaino" significa anche una scuola fisicamente diversa: tappeti per sedere nell’agorà, dove ci si dà il buongiorno; pareti colorate come se le classi fossero camerette e poster nuovi per fissare bene le cose che si imparano. Non mancano i laboratori di italiano e di matematica, dove i  lavori si svolgono a piccoli gruppi attorno a grandi tavoli .
« La nostra è una scuola accogliente e condivisa » , dice Rita,  « i materiali sono sempre a disposizione e lo spirito è quello di una comunità » . Le regole , infatti, vengono discusse e poi scritte insieme ai bambini e non imposte dall'alto. E nel caso non funzionino, vengono cambiate, sempre tutti insieme.

 

Quando scappa la pipì si va in bagno senza chiedere il permesso: basta non disturbare i compagni!

« I bambini imparano ad organizzarsi, a fare da soli. Diventano responsabili . Un esempio? Se per esempio un alunno ha difficoltà con le ‘c’ e le ‘q’, prende una scheda di auto-verifica e si esercita. Ha tutta la libertà per farlo » . 

L’insegnante  non ha una cattedra ma gira tra i tavoli
, non dà i voti ai bambini (ma sul registro sì, occhio!) e crea con loro giochi per imparare.

 


E i genitori cosa ne pensano?
Le maestre di Classe li rassicurano:  « Alcuni genitori obiettano che lavorare sempre insieme non aiuta i bambini a fare da soli. Noi rispondiamo che non sempre il lavoro è collettivo. E poi, vedessero come i bambini imparano dal compagno ! ».
Al momento, nella scuola di Classe seguono il  metodo  “Senza Zaino”  solo le prime le seconde e le terze , ma t ra due anni, la  scuola  di Classe sarà tutta completamente “Senza Zaino”. 
Fonte: www.oggiscuola.it - Foto: Alamy/Ipa  

 

Di' la tua: ti piacerebbe studiare in una scuola come quella di Classe, a Ravenna?

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