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Tensione Stati Uniti-Corea del Nord: cosa sta succedendo?

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Tensione Stati Uniti-Corea del Nord: cosa sta succedendo?
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Le cause dello scontro diplomatico tra Corea del Nord e Stati Uniti che fa temere lo scoppio di una nuova guerra: i missili, il regime e Donald Trump

Da alcuni mesi, nei tg e sui giornali, si parla delle tensioni tra Corea del Nord e Stati Uniti. Tensioni che – dicono alcuni – potrebbero sfociare in una nuova guerra.

 

Ad aggravare la situazione, ci sono i missili lanciati dal governo – da noi occidentali definito “regime” (e vedremo perché) – di Pyonyang, capitale della Corea del Nord: si tratta di test, in realtà, che stanno però facendo andare su tutte le furie il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, uno tra quelli che teme addirittura che si possa arrivare a una guerra nucleare.

 

Ma come mai si è arrivati a questo punto? Partiamo dagli ultimi episodi e facciamo un po' di ordine in una questione che, forse, una volta letto questo articolo, potrete spiegare meglio anche ai vostri genitori.

L'ultimo lancio di missili da parte della Corea del Nord

Il 4 luglio, data simbolica per gli Stati Uniti in quanto ricorre la festa dell'Indipendenza, la Corea del Nord ha lanciato un razzo intercontinentale che è finito in mare ma che, per la sua potenza, avrebbe tranquillamente potuto raggiungere l'Alaska, Paese che si trova nel Nord America ed è separato dall'Asia orientale – dove si trova la Corea – soltanto dallo stretto di Bering.

 

Non è il primo razzo lanciato negli ultimi mesi da Pyongyang, ma gli Usa sono subito corsi ai ripari perché il missile è di una nuova tipologia: è “intercontinentale”, appunto, ossia può essere lanciato molto più lontano (tra un continente e un altro), e rappresenterebbe un passo avanti verso dei test nucleari.

 

Inoltre, ulteriore smacco, i lanci vengono definiti dalla Corea del Nord dei “pacchi regalo” per gli Stati Uniti. Stati Uniti che negli ultimi mesi, come prova di forza, hanno risposto a loro volta con il lancio di alcuni missili nelle acque della Corea del Sud, loro alleato. E ora chiedono l'intervento dell'Onu, le Nazioni Unite, che già in passato ha deciso di “multare” la Corea del Nord per i suoi comportamenti scorretti.
 

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Perché tutti hanno paura della Corea del Nord?

La Corea del Nord, la cui capitale è Pyongyang (da non confondersi con la Corea del Sud, la cui capitale invece è Seul), è uno Stato dell'Asia orientale – anche detta “estremo Oriente” in quanto molto distante, ma solo in apparenza, dall'Occidente.

 

Confina a nord con la Cina, terzo Stato al mondo per superficie e primo per popolazione (e altro protagonista della vicenda dei missili, come vedremo in seguito), e la Russia, e a ovest con il mare. A sud c'è appunto con la Corea del Sud, e tra le due Coree – tra cui non corre buon sangue – c'è una zona demilitarizzata: una sorta di cuscinetto creato in maniera tale che i due Paesi non si possano scontrare.

 

Da Costituzione, la Corea del Nord è uno Stato socialista, ma per la maggior parte del mondo è un Paese governato da un regime militare, con in assoluto il più basso livello di rispetto dei diritti umani fondamentali.

Insomma, la vita per la popolazione (circa 24 milioni di persone) non è affatto facile, e se qualcuno commette un'azione che non va bene al governo rischia di essere incarcerato o torturato: lo dice anche un'importante organizzazione internazionale come Amnesty International.

A governare il Paese, come una sorta di despota assoluto, è Kim Jong-un, erede di Kim Jong-il – detto il “caro leader”, morto nel 2011 – a sua volta figlio del “presidente eterno” Kim Il-sung, che dopo la Seconda guerra mondiale aveva assunto la guida della Corea del Nord. Per capire il livello di venerazione dei leader, queste tre figure (Kim Il-sung, Kim Jong-il e Kim Jong-un) sono le uniche ammesse come divinità nel Paese, che di base si proclama ateo, ossia non religioso.
 

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Una guerra nucleare è alle porte?

Kim Jong-un ha raccolto l'eredità del padre inasprendo i rapporti con l'intero Occidente, e con gli Stati Uniti in particolare, a suon di lanci missilistici. L'ultimo, in particolare, rappresenterebbe un ulteriore test per lanciare, in un prossimo futuro, delle bombe nucleari ai Paesi “nemici”.

Gli Stati Uniti – che oltre ad aver chiesto l'intervento dell'Onu (vedi sopra), lasciano aperta la possibilità di un intervento unilaterale (cioè di intervenire loro, facendosene un baffo degli accordi internazionali) – hanno definito il test una “minaccia globale”. Secondo gli esperti, però, ci vorranno ancora molti anni perché l'obiettivo di Kim Jong Un – il lancio di una bomba atomica – si realizzi.

Inoltre, cosa da non sottovalutare, sulla scena c'è un altro importantissimo attore: la Cina, che ha chiesto agli Stati Uniti di “mantenere la calma” e di rispettare gli accordi, quindi di fatto di non intervenire in Corea del Nord.

Lo scontro diplomatico è dunque difficile da decifrare (così come lo è la risposta alla nostra domanda iniziale), anche perché da un lato c'è l'alone di mistero che copre su tutto quello che succede a Pyongyang e dintorni, dall'altro la totale imprevedibilità che dal momento della sua elezione ha sempre dimostrato il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.