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Tasse pazze: quando la realtà supera la fantasia!

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Tasse pazze: quando la realtà supera la fantasia!
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Lo sapevate che nei secoli scorsi esistevano tasse sui cappelli, sulle finestre e sui guanti? Scoprite con Focus junior alcuni dei tributi più folli della Storia!

Nel corso della storia - Robin Hood ci insegna - le tasse non sono mai state viste di buon occhio.

In realtà però le tasse sono uno strumento utile alla collettività per fare in modo che tutti, pagando una certa somma allo Stato sulla base della propria situazione economica, possano usufruire dei servizi pubblici come scuole, ospedali, trasporti ecc...

Ma non è sempre stato così!

Nel Medioevo, ad esempio, il popolo doveva pagare dei tributi, in natura o in denaro, al proprio signore feudale per poter coltivare la terra o macinare il grano. Insomma, non proprio il massimo della giustizia.

Andando avanti nei secoli però, le società si sono evolute e attuando diversi sistemi di tassazione, se ne sono trovati alcuni decisamente particolari...

La tassa sui cappelli

In Inghilterra, per esempi, il Governo presieduto da William Pitt il Giovane stabilì nel 1784 una tassa sui cappelli da uomo!

Il cappello era un accessorio fondamentale nel look del gentleman inglese dell'epoca
Credits: Ipa-agency

L'idea di fondo non era nemmeno così bislacca: seguendo un certo principio di equità secondo il quale i ricchi avrebbero dovuto pagare un po' più dei poveri, con questa tassa il Governo pensava di andare ad interessare maggiormente le persone benestanti dal momento che queste possedevano più cappelli rispetto alle fasce meno abbienti.

Quanto si pagava?

L'ammontare del tributo era calcolato in base al valore del cappello: si andava dai 3 penny per i copricapi costati meno di 4 scellini ai 2 scellini per i cappelli che valevano più di 12 scellini.

Inoltre i negozi e i cappellai dovevano dotarsi di una speciale licenza che permetteva loro il commercio autorizzato (e tassato) dei cappelli!

Le pene per i trasgressori erano molto severe e nel caso della falsificazione dei bolli che indicavano l'avvenuto pagamento della tassa, si rischiava perfino la pena di morte!

La tassa sui cappelli durò fino al 1811.

Ma non finisce qui...

In quel periodo i "tassatori" inglesi erano molto ispirati dal momento che in anni differenti vennero tassati anche i guanti (dal 1785 al 1794), i dadi (1711-1862), la cipria per capelli (1786-1869) , la carta da parati (1712-1836)...E le finestre!

Casa luminosa e con tante finestra? Bisognava pagare!
Credits: Ipa-agency

La tassa sulle finestre

In realtà le tasse sulle finestre esistevano da tempo, fin dal 1697.

Anche qui si doveva pagare in base al tipo di casa posseduta e al numero di finestre (dunque le case dei ricchi, più grandi, dovevano pagare di più).

Per risparmiare, molti proprietari ricorrevano al "tamponamento" delle finestre - cioè le riempivano o coprivano con i materiali più svariati - così da renderle inservibili e dunque non dover pagare la tassa.

Il tamponamento però di fatto privava le abitazioni della luce del giorno e quindi la tassa sulle finestre divenne sempre più odiata fino alla sua definitiva abolizione nel1851.

 

FONTE: "L'originale miscellanea di Schott", Ben Schott