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10 cose che (forse) non sai sulla vita di un Antico Romano

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10 cose che (forse) non sai sulla vita di un Antico Romano
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Riti per la barba, lunghissime sessioni di trucco e... rutto libero! Ecco alcune curiosità che forse, a scuola, non vi hanno detto riguardo agli antichi romani!

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Nell'Antica Roma i coniugi dormivano, se erano ricchi abbastanza da possedere una grande casa, in camere separate. Se invece si trattava di una coppia non molto abbiente, con una casa piccola, il letto era quello matrimoniale, in cui dormivano entrambi.

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Gli Antichi Romani non avevano l'abitudine della colazione, ma si limitavano a bere dell'acqua al risveglio. Solo i ricchi avevano nella propria camera una tavola che alla mattina i servi e gli schiavi riempivano di frutta e di leccornie.

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Gli Antichi Romani si lavavano il corpo solo con l'acqua corrente. Raramente usavano lavarsi subito dopo essersi alzati dal letto. Di solito si vestivano e uscivano per andare a svolgere le proprie attività. Non si radevano mai da soli, ma andavano tutti dal tonsor (barbiere), il quale bagnava la pelle dei clienti solo con acqua prima di radere. Ma anche i più bravi barbieri, purtroppo, sfregiavano spesso i volti dei loro clienti, le cui ferite venivano curate con un'applicazione di tele di ragno bagnate in olio e aceto. E' anche per questo motivo che molti Romani preferivano farsi crescere la barba.

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Gli Antichi Romani ricchi avevano l'abitudine di andare dal tonsor (il barbiere) per farsi fare un trattamento di ringiovanimento: si facevano arricciare i capelli, sui quali facevano versare tinture e profumi. Sulle guance si facevano mettere dei belletti che dovevano nascondere i difetti della pelle (che per loro erano soprattutto i nèi) e ravvivarne il colore.

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Gli Antichi Romani celebravano un vero e proprio rito religioso quando un giovane si faceva radere per la prima volta la barba. La cerimonia si chiamava depositio barbae (deposizione della barba). Era un giorno solenne, con feste e banchetti ai quali erano invitati gli amici di famiglia. La barba tagliata per la prima volta doveva essere offerta alle divinità.

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Le donne dell'Antica Roma si facevano acconciare i capelli dalle ornatrices (pettinatrici), che avevano anche il compito depilare le loro padrone e truccarle. Come? Di bianco sulla fronte e sulle braccia mediante un gesso e della biacca, in rosso con ocra o feccia di vino sui pomelli e sulle labbra, di nero con fuliggine o polvere di antimonio sulle ciglia e intorno agli occhi, polvere di corno per pulire i denti. Dopo il trucco, gli ornamenti: diadema sui capelli, orecchini, collana e catenelle, spille, anelli e braccialetti a braccia e caviglie. Una lunghissima preparazione, insomma.

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Erano moltissimi i giorni che gli Antichi Romani dedicavano alle feste: ben 182, ossia più della metà dell'anno. In queste festività si svolgevano gare di diversi tipi, soprattutto di corsa con i cavalli. Durante queste gare affollavano gli anfiteatri gli scommettitori. Molti erano coloro che scommettendo si arricchivano, e altrettanti erano quelli che si impoverivano. Ma non pochi erano anche i giochi d'azzardo in cui giravano molti soldi: soprattutto il gioco dei dadi e il gioco delle noci.

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Nel giorno dell'inaugurazione del Colosseo, nell'anno 80, morirono migliaia di animali e moltissimi gladiatori. Erano spettacoli di una crudeltà incredibile, che piacevano però alla gente che gremiva gli anfiteatri. I gladiatori erano soprattutto soldati catturati in guerra, che combattevano negli anfiteatri con lo scudo e la spada come i sanniti, con una rotella e un pugnale come i traci, con un casco oppure con la rete e il tridente. Tutti i gladiatori venivano addestrati per “divertire” il popolo. Prima del combattimento veniva preparato un banchetto in cui le persone potevano circolare tra i tavoli prendendosi gioco dei gladiatori, molti dei quali, poco dopo, avrebbero fatto una triste e crudele fine. Un circo terribile.

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Anche gli Antichi Romani giocavano a palla. Giocavano al trigon, un gioco con la palla a tre, alla palla al balzo, alla palla al muro e molti altri. I Romani giocavano di solito a palla prima del bagno nelle terme o nei bagni pubblici (non tutti potevano permettersi un bagno nella propria casa). Il bagno veniva effettuato prima del pranzo.

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A tavola, fra gli Antichi Romani, era permesso e giustificato il rutto, considerato dai più un “gesto di civiltà”. Non solo il rutto era autorizzato: diciamo che erano concessi anche altri rumori. Ma le cene, di solito lunghissime, che si svolgevano fra i meno abbienti, erano invece simbolo di compostezza e non avevano eccessi, neanche nel mangiare.