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Rivoluzione: quando il popolo si ribella, la scienza evolve, i costumi si ribaltano

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Cosa vuol dire Rivoluzione? Vuol dire che un popolo si ribella, ma anche che si aprono nuove strade alla scienza o ai costumi.

Immagina che la mamma ti vieti di uscire perché le hai perso il cellulare. In realtà, è stato il tuo fratellino, ma lui nega, facendo a lei gli occhi da triglia (e a te un sorrisetto satanico).

Sei contento di subire un castigo per una colpa che non hai commesso? No, ti arrabbi, protesti, sbatti i piedi, e urli a tua madre che “non è giusto”.

 

Ora immagina che sia un’intera nazione ad arrabbiarsi e urlare contro “chi comanda”: le persone si riuniscono spontaneamente nelle strade per manifestare, innalzare cartelli, gridare slogan di protesta (e, a volte, anche qualcosa di più, fino a veri scontri armati). Insomma si ribellano, come accade con i giovani dei Paesi arabi, che aspirano a liberarsi da governi ingiusti e oppressivi.

“Invenzione” recente. Prima del 1700 era molto raro che il popolo contestasse il proprio sovrano, perché si credeva che regnasse per volere divino. Fu la Rivoluzione francese a diffondere nel mondo i princìpi di libertà, fraternità e uguaglianza: per la prima volta nella storia un intero popolo osava ribellarsi a un regime dispotico per sostituirlo con un governo retto dal popolo.

Ecco le rivoluzioni che hanno segnato gli ultimi secoli.

 

4 luglio 1776: Rivoluzione americana.

Le 13 colonie americane della Gran Bretagna (gli antenati degli Usa) protestano per le tasse sui prodotti importati e l’impiego di militari per assicurarne i pagamenti. A Boston, nel 1773, un gruppo di coloni mascherati da indiani assalta alcune navi della Compagnia delle Indie cariche di tè, buttando la merce in mare per protestare contro le condizioni di favore con cui i mercanti inglesi erano trattati. Da allora gli scontri si intensificano fino a diventare una guerra vera e propria. Le colonie proclamano la loro indipendenza e nel 1783, a Versailles, Londra riconosce l’autonomia degli Stati Uniti d’America.

 

14 luglio 1789: Rivoluzione francese.

A Parigi i cittadini scendono in piazza per manifestare contro gli sprechi del governo che hanno fatto alzare il prezzo del pane. Organizzano una milizia e, per recuperare la polvere da sparo per i fucili, si dirigono verso la prigione della Bastiglia, la fortezza simbolo della monarchia, che viene occupata da una folla sempre più
numerosa di ribelli. Il 22 settembre 1792 viene abolita la monarchia e
Robespierre proclama la Repubblica. L’anno dopo re Luigi XVI è condannato
a morte e ghigliottinato.

26 ottobre 1917: Rivoluzione russa.

San Pietroburgo si riempie di manifestazioni spontanee. Le proteste contro ingiustizie e povertà portano alla formazione di un governo che, anche se garantisce libertà di stampa, non attua una riforma agraria per togliere le terre ai ricchi e darle ai contadini.

Lo faranno Lenin e i comunisti con la Rivoluzione d’ottobre.

1 gennaio 1959: Rivoluzione cubana.

Un gruppo di 82 ribelli esiliati in Messico sbarca a Cuba, dove viene assalito dai soldati del dittatore Fulgencio Batista. Ne sopravvivono 12, tra cui Ernesto Che Guevara e i fratelli Fidel (scomparso di recente) e Raul Castro (oggi al potere). A loro si uniscono operai e contadini, e insieme sconfiggono le truppe governative, rovesciando la dittatura.

Culturale, tecnologica...

Nel 1800 la macchina a vapore ha stravolto l’economia mondiale: le campagne furono abbandonate e le città si riempirono di fabbriche (rivoluzione industriale).

 

Nel 1968 i giovani hanno manifestato per diritti civili e libertà di opinione, eliminando vecchi pregiudizi, come il ruolo inferiore della donna nella società (rivoluzione culturale). I vostri genitori invece hanno vissuto senza Internet e cellulari, prima che il computer stravolgesse i metodi di comunicazione (rivoluzione digitale).

 

Quale sarà la “vostra” rivoluzione? 

 

Tipi di rivoluzione

Politica

È la rivolta del popolo contro i governanti per tentare di rovesciarli. 

 

Scientifica

Nel ’500, Copernico dimostrò che è la Terra a girare intorno al Sole e non il contrario (come si credeva all’epoca). Era una tesi così rivoluzionaria che gli
causò problemi legali.

 

Industriale

Inizia in Inghilterra, dove nel 1854 è stato costruito questo mulino ad acqua. Ad oggi è ancora funzionante ed è il più grande del mondo.

Pacifica

Il Mahatma Gandhi ha teorizzato la “satyagraha”, la disobbedienza non violenta come mezzo di rivoluzione. Nel 1947 le proteste da lui guidate hanno portato all’Indipendenza dell’India dalla Gran Bretagna.

 

Colorate o fiorite

A volte le rivoluzioni (specie se pacifiche) prendono i nomi del simbolo che adottano, per esempio un fiore o un colore. Nella foto a sinistra, alcuni bambini ucraini ascoltano un comizio durante la rivoluzione arancione (2004). Le altre: delle rose (Georgia, 2003), dei tulipani (Kirghizistan, 2005), di velluto o gentile (Repubblica Ceca, 1989). In quella dei garofani (Portogallo, 1974) i soldati che rovesciano la dittatura mettono nelle canne dei loro fucili i garofani che la gente regala loro, facendo diventare questo gesto un simbolo mondiale di non violenza.

Culturale

Come quella degli hippy, giovani americani che contestavano la guerra in Vietnam in difesa dei diritti civili e della libertà di opinione.

 

 

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