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Punteggiatura: chi l’ha inventata e quando è nata?

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Punteggiatura: chi l’ha inventata e quando è nata?
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Punto, punto e virgola, due punti… Sono i segni della punteggiatura. Lo sapevi che fino a tutto il Medioevo l’unico segno di punteggiatura usato era solo il punto?

Lo sappiamo, la punteggiatura svolge un ruolo importante per dare un senso logico a un testo e, a seconda di dove viene messo un punto, una virgola, un punto interrogativo... si trasformano le parole che leggiamo in immagini. Saremmo persi senza di loro (o, per lo meno, estremamente confusi), eppure i primi lettori e scrittori sono riusciti a farne a meno per migliaia di anni.

QUANDO È NATA LA PUNTEGGIATURA?

I primi esempi conosciuti di punteggiatura - quelli che indicavano pause nel discorso - compaiono per esempio nella Stele di Mesha che riporta un'iscrizione effettuata nel IX secolo a.C. da re Mesha dei Moabiti. Altri esempi li troviamo anche negli Antichi greci che usavano dei puntini, spesso uno sopra l’altro per indicare delle pause nella scrittura; i Romani invece introdussero anche la virgola.

LA PUNTREGGIATURA NEL MEDIOEVO 

Furono soprattutto i copisti medioevali a farne uso, e a idearne di nuovi. E fu soprattutto tra il XIII e il XIV secolo che avvenne il cambiamento. Fu con i monaci copisti medioevali che la punteggiatura si è sviluppata, arricchendosi. Il passo successivo avvenne nel 1500, quando lo stampatore veneziano Aldo Manuzio introdusse il punto e virgola e l’apostrofo, mentre a inventare il punto esclamativo sembra sia Iacopo Alpoleio da Urbisaglia addirittura nel 1360.

CHI HA INVENTATO IL PUNTO INTERROGATIVO?

Il punto interrogativo fa parte di un insieme di segni di punteggiatura creato nell'VIII secolo. Indicava le inflessioni della voce da sottolineare durante le letture delle preghiere e degli altri riti cristiani. All'epoca i monaci copisti avevano l’abitudine, per indicare le domande, di scrivere alla fine delle frasi la sigla qo, che stava per quaestio (dal latino, domanda). Per evitare di confondere questa sigla con altre, in seguito cominciarono a scrivere le due lettere che la componevano, l'una sull'altra e a stilizzarle, mutando la Q in un ricciolo e la O in un punto, dando così vita al punto interrogativo ("?")

CHI HA INVENTATO LA LETTERA MAIUSCOLA?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un salto nell’antica Roma dove le lettere maiuscole venivano usate in tutta la frase. Col passare dei secoli è avvenuto un processo di evoluzione e nel periodo merovingio è stata usata la scrittura onciale, una versione modificata e più arrotondata della scrittura usata dai Romani.

Ma fu Carlo Magno (incoronato imperatore nell’800 d.C.) che durante il suo regno diede grande importanza alla scuola e all’alfabetizzazione cercando di unificare la cultura europea. Tra i suoi tanti progetti cercò di uniformare la scrittura. Fu così che nacque la minuscola carolina (o carolingia) che facilitò la trascrizione di testi classici agli amanuensi. Dopo l'invenzione della stampa, verrà codificato l'uso delle lettere minuscole e maiuscole.

Insomma, Carlo Magno ebbe una bella intuzione, soprattutto se si pensa che il sovrano sapeva leggere... ma non sapeva scrivere!