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Lucy, l’australopiteco più famoso del mondo

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Scoperta nel 1974 in Etiopia, Lucy è la nostra "bisnonna" e ha aiutato gli studiosi a mettere un altro tassello del percorso evolutivo dell'umanità. Scopri di più sull'ominide Lucy con Focus Junior!

La storia evolutiva dell'uomo è stata lenta e complessa: alcune specie di scimmia milioni di anni fa abbandonarono gradualmente la vita sugli alberi e assunsero una posizione eretta (su due zampe) per spostarsi.

Ma che caratteristiche avevano questi ominidi a metà tra la scimmia e l'uomo moderno? Molte risposte ce le ha date il ritrovamento di Lucy, l'australopiteco più famoso del mondo!

 

L'antenata ritrovata

I fossili di Lucy vennero rinvenuti il 24 novembre 1974 nella regione di Afar, in Etiopia, dal paleoantropologo Donald Johanson e dal suo studente Tom Gray, i quali scoprirono quasi per caso, in un punto di scavo che era già stato scandagliato più volte senza particolare successo, un lungo osso dalla forma e dimensione simile a quella di un braccio. Intensificando le ricerche nell'area immediatamente circostante, il team di studiosi riuscì quindi a raccogliere uno scheletro quasi completo (ben 52 ossa) di una creatura vissuta oltre tre milioni di anni prima.

Una scoperta eccezionale!

I ricercatori si accorsero quasi immediatamente che i resti fossili appartenevano ad una nuova specie di ominide mai analizzata prima e le diedero il nome scientifico di Australophitecus afarensis (dal nome della regione in cui si trovavano), anche se gli stessi paleontologi iniziarono ad utilizzare l'amichevole soprannome Lucy che era ispirato alla canzone dei Beatles Lucy in the sky with diamonds, che tanto veniva ascoltata nel campo.

 

La prima camminatrice?

Lucy era quindi alta 1,1 metri e pesava circa 29 kg. La sua scatola cranica era piccola, simile a quella di uno scimpanzé, ma l'elemento più interessante risultarono essere gli arti, i quali mostravano i segni di un cambiamento epocale: rispetto alle altre scimmie infatti, le braccia di Lucy erano più corte, mentre le gambe si mostravano leggermente allungate. Ciò venne interpretato come un chiaro segnale che la specie di Lucy stava iniziando a camminare in maniera eretta!

 

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Credit: YouTube

La sua condizione evolutiva incompleta (mandibola, forma della testa e le stesse breccia erano ancora molto "scimmiesche") rese quindi Lucy un importantissimo pezzo del puzzle da aggiungere alla scala evolutiva umana, rispondendo a molti (ma non tutti) interrogativi rispetto a quella fase intermedia tra la scimmia e l'Homo sapiens (che poi saremmo noi!).

 

Ora Lucy riposa in una camera segreta del Museo Nazionale dell’Etiopia ad Addis Abeba, mentre una sua copia rappresenta l'attrazione più famosa e visitata dell'area aperta al pubblico.