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Pirati, corsari, bucanieri: che differenza fa?

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Pirati, corsari, bucanieri, quante volte hai sentito parlare di loro e ti sei appassionato alle loro avventure nei film. Ma questi tre generi di tipacci, benché tutti depredassero navi, attaccando e se necessario uccidendo, tra loro avevano delle differenze sostanziali: scopriamo insieme quali.

La pirateria ha origini antichissime: le prime popolazioni del mediterraneo (dai Fenici agli Etruschi e così via) praticavano già questa forma di brigantaggio in mare aperto. Ed esiste ancora oggi: con l'arrembaggio a sorpresa, ora con armi moderne, di navi con ricchi carichi commerciali anche alla ricerca di riscatti da chiedere. 

I pirati asiatici dello stretto di Malacca sono ancor oggi temuti e feroci

È durante il XVII secolo, che nel mar dei Caraibi nasce la pirateria cosiddetta moderna, quella romanzata nei film con Johnny Depp per intenderci (a proposito, sei pronto per le nuove avventure di Jack Sparrow?) , quella che ha lasciato alla leggenda nomi come Barbanera o Morgan. Ma non tutti questi personaggi erano definiti semplicemente pirati: si chiamavano anche bucanieri, corsari, filibustieri... guardiamo insieme le differenze, sottili o più marcate, tra questi briganti del mare.

Viene definito pirata colui che percorre il mare per assalire e depredare qualsiasi nave, indipendentemente dalla nazionalità, con il solo scopo di arricchirsi e per il gusto della rapina. Praticato anche il rapimento delle persone imbarcate, se di rango elevato per garantire un buon riscatto. Tutto questo anche nel passato andava contro ogni norma di diritto nazionale e internazionale. Come detto prima, la pirateria è ancora attiva al giorno d'oggi.

 

Il corsaro, invece è un capitano di bastimento che viene autorizzato alla cosiddetta "guerra di corsa". Così erano definiti gli arrembaggi compiuti durante le battaglie navali tra stati in guerra, ed erano autorizzati da uno degli Stati in guerra che forniva a questi capitani delle speciali "lettere di corsa", per permettere loro di assaltare e depredare le navi da guerra nemiche, ma anche quelle mercantili e private per contrastare i commerci e i rifornimenti dello stato nemico. Il fenomeno divenne famoso nel XVI secolo, dove troviamo i corsari addirittura al servizio di sua maestà Elisabetta I d'Inghilterra, come l'abile navigatore sir Francis Drake, insignito dalla regina del titolo di cavaliere per aver circumnavigato il globo.

I corsari hanno cessato le loro attività nel Settecento.

 

Troviamo poi i bucanieri, che sono i pirati delle isole dei Caraibi. In origine non erano navigatori, ma piantatori e cacciatori stanziali; quando gli Spagnoli nel 1630 però distrussero le loro proprietà, iniziarono una guerra di corsa confondendosi con i filibustieri (vedi definizione più sotto) e costruirono una flotta di veloci navi da arrembaggio, che poteva anche venire assoldata dai vari paesi europei, ma sempre per combattere contro il loro nemico, la Spagna. La storia dei bucanieri ebbe il suo apice nel periodo delle scorrerie di Henry Morgan fino poi a cessare quasi del tutto dopo il trattato di Utrecht nel 1713.

Una curiosità: il termine bucaniere deriva da boucan, nome che gli indigeni caraibici usavano per definire la griglia di legno su cui arrostivano gli animali.

Infine erano detti filibustieri (da filibustero, in spagnolo predone), i predoni di mare francesi, inglesi o olandesi del XVII secolo che percorrevano soprattutto le coste del Mar Caraibico arrembando le navi spagnole; si mescolarono nelle loro razzie con i locali pirati delle Antille, i bucanieri.

 

(fonte Treccani)

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