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Ludwig van Beethoven, il primo compositore moderno!

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Vissuto in un periodo di grandi cambiamenti, Beethoven cambiò per sempre la storia della musica: scopri di più con Focus Junior!

Che tu sia amante della musica classica oppure no, c’è qualcuno che devi conoscere: si tratta di Ludwig van Beethoven, uno dei più grandi compositori mai esistiti. Scopri con noi questo genio musicale!

La storia di Beethoven, un inizio complicato

Il piccolo Ludwig van Beethoven nacque a Bonn (Germania) il 15, il 16 o 17 dicembre del 1770 da una famiglia di umili origini che però poteva vantare una certa predisposizione alla carriera musicale, poiché sia il padre che il nonno erano stati a loro tempo tenori e violinisti.

Il padre di Beethoven, Johann, era però un uomo brutale e dedito all'alcool che portò la famiglia sull'orlo della bancarotta, rendendo l'infanzia del futuro compositore un periodo piuttosto buio: non era raro, ad esempio, che il padre irrompesse nel cuore della notte per costringere il giovane a dar prova delle sue abilità musicali davanti ai suoi amici.

L'obiettivo di Johann era infatti di rendere famoso il figlio ancora piccolo, come qualche anno prima aveva fatto l'austriaco Wolfgang Amadeus Mozart.

Nonostante le difficoltà, Beethoven riuscì comunque a coltivare il proprio talento, in particolare sotto la guida dell'organista di corte Christian Gottlob Neefe, il suo primo grande maestro che gli insegnò i rudimenti della composizione e della direzione d'orchestra. Sotto l'occhio attento di Neefe, Beethoven entrò nell'orchestra di corte.

Come molti artisti, la fortuna di Beethoven fu di attirare l'attenzione di aristocratici e personalità di spicco della nobiltà cittadine e proprio grazie ad uno di questi mecenati, il conte Ferdinand Von Waldstein, il giovane Ludwig ottenne una borsa di studio per trasferirsi a Vienna.

Com’è diventato un grande compositore

Vienna allora, oltre ad essere la capitale dell'Impero asburgico, era la capitale mondiale della musica. Qui Beethoven entrò in contatto con il frizzante clima artistico della città, ma prima che la sua borsa di studio scadesse, dovette tornare a Bonn per assistere la madre morente.

A Bonn però Beethoven aveva incontrato il notissimo compositore Joseph Haydin, con il quale instaurò una relazione di stima reciproca che però non sfociò mai in vera amicizia. Grazie ad Haydn, Beethoven affinò ulteriormente il suo gusto e la sua tecnica artistica, apprestandosi al definitivo balzo verso la fama.

Dal 1795 infatti iniziarono a circolare le sue prime opere e sonate per pianoforte, facendogli guadagnare, oltre a cifre niente male, la stima dell'ambiente intellettuale dell'epoca.

Beethoven e la perdita dell’udito

In questi anni di primo Ottocento, Beethoven intreccia anche relazioni amorose: la sonata per pianoforte conosciuta come Al chiaro di Luna, per esempio, era dedicata alla sua allieva Giulietta Guicciardi, che però sposò un altro uomo.

Il successo di Beethoven però non coincise con un periodo di assoluta felicità. Oltre alle beghe amorose, infatti, Beethoven subì un deciso peggioramento dell'udito, tanto che nel 1816 divenne completamente sordo.

La sordità fu un duro colpo per l'artista, il quale cominciò a chiudersi in sé stesso e abbandonò quasi del tutto ogni forma di relazione sociale.

Paradossalmente però, gli anni in cui la sua condizione andava via via peggiorando furono anche quelli più prolifici.

Ispirato dagli eventi storici che stavano sconvolgendo il mondo (la Rivoluzione Francese prima e le conquiste di Napoleone poi), Beethoven si dedicò alla composizione di opere "eroiche", opere capaci di accendere l'animo dello spettatore dove la maestosità e la struttura delle sinfonie rivoluzionarono per sempre il panorama musicale.

Di questo periodo sono il Fidelio, il Prometeo e La Battaglia di Victoria.

L’apice musicale e gli ultimi anni

Con il passare del tempo Beethoven divenne sempre di più una figura scontrosa (litigò con molti dei suoi nobili protettori) ai margini della vita sociale, ma ciò non gli impedì di dare sfogo al suo genio, componendo la Messa solenne in Re e la Nona sinfonia, che diverrà la sua opera più famosa con il quarto movimento contenente il celeberrimo Inno alla Gioia.

Non riuscendo più a dirigere un'orchestra, Beethoven si abbandonò ai mali che lo tormentano da tempo e morì in semi-solitudine il 26 marzo 1827.

Al suo funerale, una folla oceanica tributa l'ultimo saluto all'artista scomparso dimostrando come la sua opera non potesse essere mia più dimenticata.

Beethoven è stato uno dei compositori più prolifici e geniali di sempre, la cui musica ancora oggi è un vero balsamo per l’anima.

ASCOLTA IL FAMOSISSIMO INNO ALLA GIOIA (che è anche l'Inno della UE)

 

FONTE Treccani

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