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Ludwig van Beethoven, il primo compositore moderno!

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Ludwig van Beethoven, il primo compositore moderno!

Il 26 marzo si celebra l'anniversario dei 190 anni dalla morte del grandissimo compositore tedesco Ludwig van Beethoven. Vissuto in un periodo di grandi cambiamenti, Beethoven cambiò per sempre la storia della musica : scopri, con Focus Junior, chi era Beethoven!

Il piccolo Ludwig van Beethoven nacque a Bonn (Germania) nel 1770 da una famiglia di umili origini che però poteva vantare una certa predisposizione alla carriera musicale, poiché sia il padre che il nonno erano stati a loro tempo tenori e violinisti.

Un inizio complicato

Il padre di Ludwig, Johann, era però un uomo brutale e dedito all'alcool che portò la famiglia sull'orlo della bancarotta, rendendo l'infanzia del futuro compositore un periodo piuttosto buio: non era raro ad esempio che il padre irrompesse nel cuore della notte per costringere il giovane a dar prova delle sue abilità musicali davanti gli altri suoi amici beoni.

L'obiettivo di Johann era di rendere famoso la bravura precoce del figlio come qualche anno prima aveva fatto l'austriaco Wolfgang Amadeus Mozart. 

 

Nonostante le difficoltà, Ludwig riuscì comunque a coltivare il proprio talento, in particolare sotto la guida dell'organista di corte Christian Gottlob Neefe, il suo primo grande maestro che gli insegnò i rudimenti della composizione e della direzione d'orchestra. Sotto l'occhio attento di Neefe, Beethoven entrò nell'orchestra di corte.

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Come molti artisti, la fortuna di Beethoven fu di attirare l'attenzione di aristocratici e personalità di spicco della nobiltà cittadine e proprio grazie ad uno di questi mecenati, il conte Ferdinand Von Waldstein, il giovane Ludwig ottenne una borsa di studio per trasferirsi a Vienna.

I primi passi verso la grandezza

Vienna allora, oltre ad essere la capitale dell'Impero asburgico, era la capitale mondiale della musica. Qui Beethoven entrò in contatto con il frizzante clima artistico della città, ma prima che la sua borsa di studio scadesse, dovette tornare a Bonn per assistere la madre morente.

 

A Bonn però Beethoven incontrò il notissimo compositore Joseph Haydin, con il quale instaurò una relazione di stima reciproca, che però non sfociò mai in vera amicizia. Grazie ad Haydn, Beethoven affinò ulteriormente il suo gusto e la sua tecnica artistica, apprestandosi al definitivo balzo verso la fama.

Dal 1795 infatti iniziarono a circolare le sue prime opere e sonate per pianoforte, facendogli guadagnare, oltre che un discreto guadagno, la stima dell'ambiente intellettuale dell'epoca.

Amori infranti e perdita dell'udito

In questi anni di primo Ottocento, Beethoven intreccia anche relazioni con il gentil sesso: la sonata per pianoforte conosciuta come Al chiaro di Luna, ad esempio, era dedicata alla sua allieva Giulietta Guicciardi, che però sposò un altro uomo.

 

Il successo di Beethoven però non coincise con un periodo di assoluta felicità. Oltre alle beghe amorose infatti, Beethoven subì un deciso peggioramento dell'udito, tanto che nel 1816 divenne completamente sordo.

La sordità fu un duro colpo per l'artista, il quale cominciò a chiudersi in sé stesso e abbandonò quasi del tutto ogni forma di relazione sociale.

Solo, scontroso e disperato, Beethoven in qualche occasione accarezzò anche l'ipotesi del suicidio.

Tormento e splendore

Paradossalmente però, gli anni in cui la sua condizione andava via via peggiorando, furono anche quelli più prolifici.

Ispirato dagli eventi storici che stavano sconvolgendo il mondo(la Rivoluzione Francese prima e le conquiste di Napoleone poi), Beethoven si dedicò alla composizione di opere "eroiche", opere capaci di accendere l'animo dello spettatore dove la maestosità e la struttura delle sinfonie rivoluzionarono per sempre il panorama musicale.

 

Di questi anni sono il Fidelio, il Prometeo e La Battaglia di Victoria.

Gli ultimi anni e l'apice della sua Arte

Con il passare del tempo Beethoven divenne sempre di più una figura scontrosa (litigò con molti dei suoi nobili protettori) ai margini della vita sociale, ma ciò ancora una volta non gli impedisce di dare sfogo al suo genio, componendo la Messa solenne in Re e la Nona sinfonia, che diverrà la sua opera più famosa con il quarto movimento contenente il celeberrimo Inno alla Gioia.

Non potendo più dirigere un'orchestra, Beethoven si abbandona ai mali che lo tormentano da tempo e muore in semi-solitudine il 26 marzo 1827.

Al suo funerale, una folla oceanica tributa l'ultimo saluto all'artista scomparso dimostrando come la sua opera non possa essere mia più dimenticata.

 

ASCOLTA IL FAMOSISSIMO INNO ALLA GIOIA (che è anche l'Inno della UE)

 

FONTE Treccani