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Carlo Magno: intervista immaginaria al re dei franchi e primo imperatore del Sacro Romano Impero

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La nostra inviata nel tempo ha intervistato Carlo Magno, fu Re dei Franchi, Re dei Longobardi e primo imperatore del Sacro Romano Impero.

L'aria è densa di vapore: fuori fa fresco, ma l'acqua della piscina termale del palazzo di Aquisgrana (oggi Aachen, in Germania) ha una temperatura di 55 gradi. È un giorno qualunque dell'810 d.C. e nella grande vasca sguazzano almeno un centinaio di persone. Cerco con lo sguardo l'imperatore del Sacro Romano Impero: eccolo lì, Carlo Magno. Mi vede, fa un cenno e in un minuto la piscina si svuota.

La ringrazio molto, imperatore. Ma potevo aspettare che finisse il suo bagno...
«Mia signora, io adoro sguazzare nell'acqua calda: è un toccasana per i miei reumatismi. Quindi se non le dispiace, risponderò da qui alle sue domande».

Certo, non c'è problema. So che è molto impegnato...
«Eh sì, purtroppo anche quando non sono in guerra ho ben poco tempo da dedicare a me stesso: c'è sempre qualche assemblea con gli aristocratici, un'udienza con gli ambasciatori... Persino mentre mi vesto dignitari, amici e cancellieri non mi lasciano in pace. A volte devo pronunciare giudizi mentre mi infilo le mutande di lino!».

Caspita, un bel fastidio! Da piccolo pensava di diventare così importante?
«Certo non mi aspettavo il titolo di imperatore, sono figlio di Pipino il Breve, il re dei Franchi: sospettavo che un giorno avrei portato la sua corona. Per questo mio padre faceva esercitare me e mio fratello nel combattimento. Mi allenavo di continuo, in più nuotavo, cavalcavo e andavo a caccia: la forza, la destrezza e il coraggio sono qualità indispensabili per un uomo virtuoso».

E suo fratello non lo era?
«Mmmm... Carlomanno era molto diverso da me: io ero ambizioso e coraggioso, lui pavido e imbelle. E infatti non andavamo d'accordo. Con gran dispiacere di nostra madre, la regina Bertrada».

Suo padre tentò di non farvi litigare: prima di morire, nel 768, divise il regno in due. A lei toccò la metà nordoccidentale dellʼAquitania, a Carlomanno quella meridionale. Poi cosa accadde?
«Carlomanno morì tre anni dopo. Io riunii i nobili franchi e mi feci proclamare suo successore e unico re dei Franchi. In seguito strappai l'Italia ai Longobardi, l'Ungheria agli Avari, la Baviera ai Bavari e, nell'804, riuscii a sottomettere anche i Sassoni. Niente male, no?».

Eh già! Il suo regno adesso è grande oltre un milione di chilometri quadrati, tre volte il territorio che fu di suo padre. Ma in tanti anni di guerre vittoriose, quale considera la sua più grande sconfitta?
«Senz'altro Roncisvalle. Era il 778, tornavamo da una guerra contro i musulmani di Spagna. Valicate le gole dei Pirenei, le popolazioni basche aggredirono alle spalle la mia retroguardia: i miei uomini furono massacrati».

Mi dispiace molto... Non si rattristi, però. Piuttosto, mi dica: com'è riuscito a farsi nominare imperatore da papa Leone III?
«Fu lui a decidere. Nel 799 la nobiltà romana si ribellò: io lo aiutai a non perdere il suo posto e lui trovò il modo di sdebitarsi. Il 25 dicembre 800, durante la messa di Natale, dopo la preghiera mi unse il capo, pose sulla mia testa la corona di imperatore e per ben tre volte mi fece acclamare “Augusto, portatore di pace incoronato da Dio”. E il regno franco diventò il “Sacro romano impero”. Fu molto emozionante!».

Imperatore Carlo Magno il suo impero, lo abbiamo detto, è vastissimo: lo abitano genti di lingua e culture diverse. Con quali mezzi lo governa?
«La religione e la cultura. Regnando in nome di Dio, ho messo la preghiera al primo posto: io stesso, ogni giorno, mi reco a messa nella cappella palatina».

E la cultura?
«La rinascita culturale è cominciata nel 797, quando ordinai ai vescovi di fondare, nelle cattedrali, nelle abbazie e nei villaggi di tutto il regno, scuole aperte a tutti. L'importante era che seguissero il modello della scuola palatina, l'accademia nata in questo palazzo, dove insegnano i più grandi dotti. Pensi che qui abbiamo anche creato un nuovo tipo di scrittura: la scrittura carolingia, precisa e ben leggibile, con cui abbiamo sostituito quella merovingia, piena di abbreviazioni incomprensibili».

Saper scrivere è davvero molto importante...
«
Certo! Lo dico anch'io, che non sono mai riuscito a imparare. Mi esercito ogni sera su una tavoletta che tengo sotto al cuscino... Ma che vuole farci: sono Magno (cioè “grande”), non Perfetto».

QUANDO NACQUE IL PUNTO INTERROGATIVO?

 

Carlo Magno desiderava che tutto fosse messo nero su bianco, nell'amministrazione di palazzo: dalle leggi ai rapporti degli intendenti e alla contabilità. Gli errori d'ortografia non erano più ammessi e ovviamente anche la punteggiatura aveva la sua importanza. Nacque proprio in quest'epoca il moderno punto interrogativo. Derivava dalla sigla “qo”, che i copisti mettevano alla fine di ogni frase interrogativa al posto della parola latina “quaestio”, cioè “domanda”. Il punto interrogativo diventò la sua rappresentazione grafica: col tempo infatti la “q” venne posta sopra la “o” e la “o” si ridusse a un puntino.

CARTA IDENTITÀ
Nome: Carlo Magno
Professione: re dei Franchi e imperatore del Sacro romano impero
Nato: il 2 aprile 742 d.C.
Morto: ad Aquisgrana il 28 gennaio 814 d.C.
Causa di morte: pleurite
Lingue conosciute: lingua franca, latino e greco
Aspetto: era alto circa un metro e novanta, con un bel pancione e la vocetta stridula
Pregi: valoroso in guerra, magnanimo con i nemici, aperto verso le culture diverse
Cibo preferiti: carne arrosto
Hobby: la caccia, da solo o in compagnia, nella foresta delle Ardenne o nel suo serraglio ad Aquisgrana
Passioni: le terme, le donne (aveva molte concubine e diverse mogli), l'astronomia
Segni particolari: non sapeva scrivere, ma era bravo a fare calcoli matematici a mente

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