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Opera lirica: 10 curiosità da sapere

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Opera lirica: 10 curiosità da sapere
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L'opera lirica è una grande rappresentazione teatrale, dove gli attori anziché parlare cantano e sono accompagnati dalla musica dell'orchestra. Le trame variano da quelle storiche, a quelle letterarie, da quelle ispirate alle favole a quelle buffe. Ecco 10 curiosità per appassionarvi a uno degli spettacoli più belli del mondo.

A dicembre si apre la stagione dell'opera lirica. Ma di cosa si tratta? E' il "recitar cantando", cioè una rappresentazione teatrale in cui gli attori cantano accompagnati da un'orchestra. E' un po' come un musical del passato.
E se pensate che sia 'roba' noiosa, ascoltate qualche opera buffa e, non solo cambierete idea, ma diverrete dei melomani (che non è una malattia, ma vuol dire essere amanti dell'opera).

1. L'anno di Attila

Ogni anno il 7 dicembre al Teatro alla Scala di Milano si tiene l'apertura della stagione lirica più importante d'Italia: è "la prima della Scala" ed è talmente seguita che viene trasmessa in diretta televisiva.

Quest'anno sarà un'opera non molto conosciuta: l' "Attila" di Giuseppe Verdi. La storia racconta dell'arrivo di Attila, re degli unni, ad Aquileia e della coraggiosa Odabella, figlia del signore della città, che vuole vendicare la morte del padre uccidendo Attila.

2. L'Orfeo: la più antica

Uno dei primi melodrammi fu l'"Orfeo" del compositore Claudio Monteverdi ispirato a un mito greco. La prima rappresentazione si tenne nel palazzo ducale dei Gonzaga a Mantova nel 1607.

3. Mozart il più magico

Wolfgang Amadeus Mozart scrisse più di 20 opere e tra queste una delle più famose è il "Flauto magico", 1791. Si tratta di una vera e propria favola intrisa di magia. Esistono anche delle versioni per bambini e tradotte in italiano (l'originale è in tedesco). Il protagonista è il simpatico Papageno vestito di piume (ascoltate l'aria che è bellissima), il mago Sarastro e la Regina della Notte che canta le note più alte che si possano sentire in un'opera.

4. Le più buffe

Da metà del '700 al melodramma si affianca l'opera buffa. Una delle prime di questo genere è Il matrimonio segreto" di Cimarosa. Grande maestro del genere è Gioacchino Rossini. Tra le sue opere più irresistibili: "Il Barbiere di Siviglia", 1816, e "La Cenerentola", 1817 : basate su equivoci, gag e prese in giro dell'aristocrazia oramai in declino .

5. Le più popolari

A metà Ottocento la "star" tutta italiana della lirica è Giuseppe Verdi che musicò circa 30 opere.
Le più famose sono quelle della cosiddetta trilogia popolare: "Rigoletto" (chi non conosce "La donna è mobile"?), "Trovatore" e "Traviata". Altri classici: L'"Aida" e le opere ispirate a Shakespeare, come  "Otello" e "Falstaff".

6. La più lunga

Il tedesco Richard Wagner impiegò 26 anni per realizzare il ciclo dell'Anello del Nibelungo: quattro opere ispirate alla mitologia germanica. La rappresentazione integrale dura circa 20 ore. Il ciclo fu rappresentato per la prima volta nel 1876 a Bayreuth, Germania, in un teatro progettato appositamente .

7. Il golfo mistico

O "buca" è il posto in cui in teatro si posiziona l'orchestra quando accompagna un'opera (e quindi non sul palco come quando c'è un concerto). Questo è uno spazio interrato tra il palcoscenico e la platea.

8. Le voci maschili...

La voce dei cantanti può essere acuta o grave a seconda del tipo di voce. I cantanti maschi si dividono in: basso che è la voce maschile grave e rappresenta generalmente un personaggio anziano o buffo; baritono che è tra il basso e l'acuto, spesso il personaggio cattivo; tenore che è la voce maschile più acuta, solitamente è il protagonista giovane e innamorato o eroe romantico.

9. E quelle femminili

Le voci femminili invece si dividono in: contralto, la più grave, rappresenta il personaggio drammatico e può essere malvagio; mezzosoprano che è intermedia tra grave e acuta e spesso contraddistingue l'antagonista o la rivale del soprano; soprano generalmente la protagonista femminile, giovane e bella.

10. Palchi e loggione

Nei teatri lirici gli spettatori possono sedere giù in platea, nei palchi, piccoli balconcini a pochi posti che si affacciano sulla platea, o nel loggione, cioè sopra ai palchi, dove per vedere spesso è necessario stare in piedi.