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Mummie: “librerie” dell’Antico Egitto

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Un team di ricercatori inglesi ha sviluppato una tecnica a raggi infrarossi che permette di “leggere “ che cosa c'è scritto sulle mummie

Per gli antichi egizi la preservazione del corpo del defunto era un fattore indispensabile dal quale dipendeva interamente la sopravvivenza dello spirito nell'aldilà. Proprio per questa ragione la civiltà egiziana divenne maestra nella tecnica dell'imbalsamazione dei corpi e, a partire dal I millennio a.C., l'uso del sarcofago fu sostituito da un sistema molto più economico: al posto della cassa modellata e poi dipinta, si applicava direttamente, intorno al corpo bendato del defunto, un rivestimento composto di frammenti di papiro, tenuti insieme da una colla. Questo rivestimento veniva successivamente ricoperto di stucco bianco che forniva la superficie adatta per potervi eseguire decorazioni, preghiere e testi funerari, ma non solo...

Tecnologia a infrarossi
 

Grazie a questa nuova tecnologia gli storici sono riusciti a comprendere come si svolgeva realmente la vita nell'antico Egitto. Sappiamo dai geroglifici trovati sulle pareti delle tombe dei Faraoni come vivevano i ricchi e i potenti, non sappiamo invece, come viveva la vita quotidiana la gente comune. Secondo il prof. Adam Gibson dell'University College di Londra, che ha guidato il progetto, proprio grazie a queste mummie siamo riusciti a capire di più sulla vita quotidiana dell'Antico Egitto. Infatti, commenta il prof. Gibson, queste mummie costituiscono una delle migliori librerie che abbiamo, perché ci forniscono informazioni su chi erano realmente gli antichi egizi e come vivevano la loro vita di tutti i giorni.

Frequenze di luci diverse

Grazie a particolari diversi tipi di luce, che fanno risaltare gli inchiostri, si sono potute decifrare le scritte sui papiri che avvolgono il corpo del defunto, spesso oscurate dalla pasta e dall'intonaco che tiene insieme la mummia.

Uno dei primi casi su cui questa nuova tecnica ha avuto successo è stato su una mummia custodita in un museo nel castello di Chiddingstone nel Kent. I ricercatori hanno scoperto una scritta sulla pedana non era visibile a occhio nudo.

 

La scansione ha rivelato la scritta Irethorru,  un nome molto comune in Egitto, che significava: l'occhio di Horus è contro i miei nemici.

Leggere senza distruggere

Fino ad ora, l'unico modo per vedere ciò che è scritto sulle mummie, era distruggerle, lasciando agli egittologi un difficile dilemma: “Distruggo la mummia? Mi arrendo, lasciando intatte le storie al loro interno senza raccontarle?"

Ma grazie a questa nuova tecnica di scansione, i ricercatori riescono a lasciare intatta la mummia e a leggere che cosa c'è scritto sul papiro. La dottoressa Kathryn Piquette dello University College di Londra, afferma che gli egittologi come lei, ora sono soddisfatti e, in unintervista afferma: 

"Sono davvero inorridita quando vediamo questi oggetti preziosi distrutti per arrivare a scoprire il testo: è un crimine. Sono reperti unici, non devono essere distrutti. Ma ora grazie a questa nuova tecnologia possiamo sapere come gli antichi egizi hanno vissuto realmente annotando ciò che era importante per loro, avendo due cosecontemporaneamente:  preservare questi meravigliosi oggetti e leggere al loro interno senza distruggerli.  ".