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Mondiali: il Brasile del ’50 e la “tragedia” del Maracanazo

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Mondiali: il Brasile del ’50 e la “tragedia” del Maracanazo
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Può una partita di calcio trasformarsi in un dramma nazionale? Ecco la storia del Maracanazo che mise in ginocchio il Paese del Carnevale e dell'allegria!

Ai Mondiali spesso le partite significano molto più che una vittoria o una sconfitta su di un prato verde.

In parecchi casi, la partecipazione ad un evento simile rappresenta un'occasione unica per mostrarsi al resto del mondo, vendicare un affronto, alimentare antiche rivalità o anche solo unire un popolo intero verso il raggiungimento dell'obiettivo.

Quando simili sentimenti scendono in campo, allora le partite possono entrare nella leggenda.

Ecco, la finale del '50 tra Brasile, Paese ospitante dell'edizione, e Uruguay, appartiene a questa categoria!

1950, Brasile-Uruguay: il Maracanazo

Nel 1950 il Mondiale di calcio torna a fare la sua comparsa dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale.

La Coppa Rimet, il trofeo che prima dei Mondiali moderni veniva alzato dai vincitori!
Credits: Ipa-agency

Ad ospitare l'edizione della "rinascita" è l'ambizioso Brasile guidato dal presidente Getúlio Vargas, un semi-dittatore che voleva sfruttare le grande popolarità del calcio come mezzo di propaganda per il suo regime.
In effetti la Nazionale brasiliana è uno squadrone e la vittoria al Mondiale sembra il modo perfetto per dire a tutti che il Brasile è ormai un Paese di cui avere rispetto!

Come da copione infatti, il Brasile arriva a suon di vittoria alla partita finale: ultimo ostacolo verso la conquista del sogno è l'Uruguay, uno staterello di nemmeno tre milioni di abitanti ma che ha già una grande tradizione calcistica.

Tetro della finale è lo spettacolare Maracanà, uno stadio futuristico dove più di 200.000 tifosi aspettano solo il fischio finale per portare la squadra in trionfo.

Il leggendario Maracanà del 1950
Credits: Ipa-agency

L'attesa è spasmodica e non c'è un solo brasiliano che si perderebbe la partita.

Fischio d'inizio!

Il primo tempo finisce 0-0, ma i brasiliani sanno che il gol è solo questione di tempo: il Brasile non può perdere questa partita!

E infatti, poco dopo la ripresa del gioco, il fortissimo Ademir segna con un diagonale perfetto l'uno a zero. Il Brasile è in vantaggio!

Il portiere dell'Uruguay Maspoli viene "trafitto" da Adimir. Il Brasile è a un passo dal sogno. Ma la Storia ha altri piani...
Credits: Ipa-agency

Il Marcanà è una bolgia, ma i giocatori dell'Uruguay non si scompongono. Guidati dal loro capitano, Obdulio Varela, gli uruguagi continuano a fare il loro gioco, un mix di tecnica e grinta da vendere che in poco tempo porta il grande Schiaffino (che ha giocato anche nel Milan) a siglare il pareggio.

Lo stadio comincia a rumoreggiare preoccupato, anche perché l'Uruguay adesso sembra avere una marcia in più. La partita si trasforma in una sfida epica

La preoccupazione però diventa disperazione quando Ghiggia segna il 2-1 in favore dell'Uruguay. A nulla valgono i tentativi brasiliani per pareggiare: al triplice fischio l'Uruguay è campione del mondo!

Per il Brasile questa sconfitta, che passa alla storia come il "Maracanazo", è una vera tragedia nazionale, quasi da fine del mondo. Ogni abitante è in lacrime e qualcuno decide persino di togliersi la vita!

Per il Brasile è il giorno in cui i suoi sogni di grandezza si sono infranti.

Avrà però modo di rifarsi...