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La moda in testa: la storia del cappello

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Che sia per proteggersi, per identificare un mestiere o un gruppo, o per bellezza, da sempre tutti usano il cappello, che però si è sempre evoluto nel corso dei secoli

Di paglia, di lana, di feltro o di pelliccia, di carta, pelle o bambù; giganti, minuscoli, magici o seriosi, i copricapi possono assumere un’infinità di varianti, troneggiando su qualsiasi testa, che sia di un imperatore o di un mendicante. Fondamentali per proteggersi dal freddo e dal sole o completamente inutili e oggetto di pura vanità, hanno una storia antichissima: da sempre, in tutto il mondo si indossa un cappello.

ORIGINI E ANTICHITÀ

La prima rappresentazione di un essere umano con la testa coperta è di 15 mila anni fa: lo testimoniano alcuni graffiti in una caverna a Lussac-les-Châteaux (Francia). Allora era uno strumento di difesa contro pericoli come la caduta di sassi. Col tempo divenne un simbolo, come il pileo, che per gli antichi Greci indicava l’appartenenza alle classi basse: in feltro o pelle, era usato da operai, pescatori e marinai (anche Ulisse veniva raffigurato col pileo). Nell’antica Roma, invece, era simbolo di libertà: veniva dato agli schiavi quando diventavano liberi.

Il primo cappello con la falda, sempre di origini greche, fu il petaso, grazie a cui ci si poteva riparare dal sole: tipico di contadini e viaggiatori, era anche quello di eroi come Teseo e Perseo e, con l’aggiunta di alette, del messaggero celeste Ermes (Mercurio).

MEDIOEVO

Per tutto il Medioevo e oltre, si utilizzava il cappuccio, spesso semplicemente una sciarpa o un lembo del mantello messo sulla testa. Verso la metà del 1400, le donne nordiche di ceto elevato calzavano l’hennin, un cono allungato con un velo che scendeva dalla punta: fate e principesse delle fabe vengono spesso rappresentate con questo copricapo, che poteva raggiungere i 90 cm e avere una coroncina sulla punta. Nello stesso periodo il cappello cominciò a diffondersi in Europa, tramite i re francesi Luigi XI e Carlo VIII, raffigurati con diversi copricapi preziosi. Ma fu dal 1500 che divenne un accessorio decorativo e ne vennero prodotti di tutti i tipi: in velluto, seta e pelliccia di castoro, arricchiti con gemme, piume, veli...

A fine 1600 Luigi XIV, il Re Sole, si fece addirittura montare un diamante da 35 carati sul suo copricapo: solo lui poteva metterlo a corte e a tavola, gli altri erano obbligati a levarsi il cappello. Luigi XIV estese anche l’uso del tricorno, prima portato solo da militari e marinai, noleggiandolo a chi voleva visitare la reggia di Versailles. Nel 1700 chiunque possedeva un tricorno, anche le donne, magari in versione mini, da appoggiare in cima alle parrucche.

UN CORNO IN MENO

Durante la Rivoluzione francese (1789) i soldati passarono al bicorno o feluca, mentre i ribelli portavano cuffie coniche dalla punta arrotondata, rivisitazione del berretto frigio: introdotto nei primi secoli prima di Cristo dai popoli della Frigia (Anatolia), distingueva i “barbari” dagli antichi Greci. Divenne simbolo di libertà e rivoluzione, portato anche da Marianna, icona della Rivoluzione francese.

IL CILINDRO

Il secolo d’oro del cappello è l’Ottocento, quando fu inventato il cilindro, calzato anche dal presidente Usa Abraham Lincoln. Il primo che ci mise dentro un coniglio fu il celebre mago francese Comte, nel 1814. Siccome questo copricapo occupava molto spazio, venne realizzato anche in versione pieghevole, il gibus, che grazie a un sistema di molle si poteva appiattire e sistemare sotto il sedile quando si andava all’opera. In questi anni ci fu una vera e propria esplosione di stili, forme e materiali per i cappelli femminili, avvolti da fiocchi, nastri e piume, di raso, velluto, panno, crine, merletto, pelliccia o paglia. I più celebri erano il gainsborough, con le sue super piume, e il cabriolet,allacciato con un grande nastro sotto il mento.

A inizio '900 nessuno usciva di casa senza il cappello: le donne ne avevano di così giganteschi da non riuscire a camminare in due affiancate sullo stesso marciapiede; gli uomini portavano il fedora (chiamato così perché un’attrice lo usò durante l’omonimo spettacolo), quello di Indiana Jones, in feltro e con una piega sulla cima, mentre la classe operaia calzava la bombetta, immortalata da Charlie Chaplin.

E il moderno berretto da baseball? Fu ideato nel 1940, ma un suo antenato apparve già nella seconda metà del 1800, sulle teste dei giocatori del Brooklyn Excelsior, a New York.

TESTE NUDE

Dopo la Seconda guerra mondiale si cominciò a uscire anche senza cappello, che però non ha mai smesso di essere usato: oltre a mantenere la sua originaria funzione protettiva, si vede ovunque, che sia lo zucchetto bianco sul capo di papa Francesco o un accessorio strambo sulla testa di Lady Gaga. E toglierselo è sempre un segno di educazione e rispetto: una testa senza cappello indica l’assenza di qualsiasi minaccia.