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Maturità 2019: chi fu Gino Bartali, il ciclista eroe

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Maturità 2019: chi fu Gino Bartali, il ciclista eroe
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È stato uno dei più grandi ciclisti italiani e al tempo della Seconda Guerra Mondiale salvò centinaia di ebrei dalla persecuzione nazi-fascista. Conosciamo meglio questo personaggio incluso nelle tracce del tema di maturità.

Tra le scelte per il tema proposte ai maturandi del 2019 ha fatto la sua comparsa anche un personaggio insolito per l'ambiente scolastico, un ciclista, Gino Bartali, su cui gli studenti sono stati invitati ad elaborare un testo per riflettere sul rapporto tra sport, storia e società.

Ma perché questo Bartali è stato così importante?

IL CAMPIONE

Gino Bartali nacque nel 1914, a ridosso dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.

A quei tempi lo sport nazionale per eccellenza era il ciclismo, non il calcio, e Bartali divenne uno degli astri più luminosi del panorama ciclistico internazionale. Vinse tre volte il Giro d'Italia e due il Tour de France e la rivalità sportiva con Fausto Coppi, l'altro asso italiano della bici, regalò agli appassionati duelli indimenticabili.

Secondo l'opinione nazionale, la vittoria di Bartali al Tour de France del 1948 aiutò notevolmente a stemperare gli animi accesi dall'attentato al segretario del Partito Comunista Palmiro Togliatti, un fatto gravissimo e che rischiava davvero di degenerare in una rivolta di massa.

Il trionfo di Bartali servì da "colla" per compattare la nazione!

IL "GIUSTO TRA LE NAZIONI"

Gino Bartali però non è ricordato "solo" per i successi (probabilmente un mito come Alessandro Del Piero non comparirà mai in una traccia della maturità), ma anche per il suo impegno in questioni decisamente estranee all'ambito sportivo.

Nel 2013 infatti fu insignito del titolo di "Giusto tra le Nazioni", il titolo conferito dalle autorità ebraiche per omaggiare i gentili (così il popolo d'Israele chiama i non-ebrei) che al tempo della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah rischiarono la loro vita per salvare anche un solo ebreo.

Bartali però ne salvò quasi 800!

Durante il periodo dell'occupazione tedesca infatti il ciclista aderì alle guardie repubblichine del governo nazi-fascista per poter aiutare di nascosto gli ebrei perseguitati.

Aderendo all'associazione clandestina DELASEM (Delegazione per l'Assistenza degli Emigranti Ebrei),infatti, Bartali compì pericolosissimi viaggi in bicicletta - la scusa era che si stava allenando! - per trasportare documenti falsificati nascosti nella canna della bici che avrebbero aiutato intere famiglie ad espatriare e sfuggire così alle deportazioni.