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Giornata della Memoria, 6 luoghi da visitare in Italia

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Il 27 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata della Memoria per commemorare le vittime dell'Olocausto. Ecco i principali luoghi simbolo da visitare nel nostro Paese

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il Giorno della Memoria. È  una ricorrenza importante: ogni anno, nel mondo, in questo giorno vengono ricordate le 15 milioni vittime dell'Olocausto rinchiuse e uccise nei campi di sterminio nazisti prima e durante la Seconda Guerra mondiale. Sei milioni di morti appartenevano al popolo ebreo: il loro genocidio viene chiamato Shoah.

Ci son dei luoghi che bisognerebbe visitare: sono appunto i “luoghi” della memoria, campi, snodi ferroviari e strutture che testimoniano il tentativo dei nazisti di sterminare intere popolazioni - non solo gli ebrei - in nome di una folle ideologia razzista.

Il campo di concentramento più famoso è quello di Auschwitz, in Polonia, dove i prigionieri lavorano allo stremo in attesa di passare al vicino campo di Birkenau, dove invece si trovavano le camere a gas.

Anche in Italia però ci sono diversi luoghi della memoria. Durante la guerra infatti, il fascismo accolse l'ideologia razzista di Hitler - nel 1938 le leggi razziali escludevano gli ebrei italiani dalla società civile - e negli ultimi anni prima della vittoria degli Alleati, sul nostro territorio sorsero centri di smistamento e raccolta per organizzare l'invio degli ebrei italiani verso Est, verso lo sterminio.

IL PERCORSO 

Per intraprendere questo viaggio bisogna partire da Fossoli nel comune di Carpi (Modena), campo di raccolta per gli ebrei provenienti dal territorio. Seconda tappa: Trieste, alla Risiera di San Sabba, utilizzato come campo di detenzione di polizia nonché per il transito e l'eliminazione di un gran numero di detenuti, in prevalenza prigionieri politici o ebrei. Da qui passarono anche le sorelle Bucci nel loro viaggio verso Auschwitz.

La Terza “sosta” è a Milano, al Binario 21, dov’è possibile vedere ancora il convoglio sul quale transitarono fra il 1943 e il 1945 migliaia di ebrei, tra i quali Liliana Segre.

Quarta tappa: il campo di internamento di Ferramonti, nel comune di Tarsia in provincia di Cosenza, che è stato il principale (in termini di consistenza numerica) tra i numerosi luoghi di internamento per ebrei, apolidi (persone senza più cittadinanza), stranieri nemici e slavi aperto dal regime fascista tra il giugno e il settembre 1940, all'indomani dell'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale.

Infine, nelle Marche il campo di internamento di Urbisaglia che venne allestito, tra il giugno 1940 e l'ottobre 1943, nella villa Giustiniani Bandini presso l'Abbadia di Chiaravalle di Fiastra e il campo di prigionia di Servigliano (nella Prima Guerra Mondiale) che diventò campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale.

Potrete trovare altre informazioni sul sito dell'Associazione figli della Shoah