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L’incredibile storia del batiscafo Trieste, il primo mezzo a scendere negli abissi

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L’incredibile storia del batiscafo Trieste, il primo mezzo a scendere negli abissi
Getty Images

Il batiscafo Trieste è stato il primo mezzo a scendere nelle profondità degli abissi con un equipaggio umano a bordo. Progettato da un ingegnere svizzero e costruito in Italia, è sceso addirittura nella Fossa delle Marianne. Oggi lo trovi esposto al Museo Navale di Washington.

Il batiscafo Trieste è stato il primo mezzo a scendere negli abissi del mare con degli esseri umani a bordo, raggiungendo prima 3.150 metri di profondità, nel 1953, nella Fossa Adriatica e poi toccando addirittura il punto più basso della terra (10.916 metri sotto il livello del mare) nella Fossa delle Marianne nel 1960. Fu costruito nei primi anni '50 su progetto di un ingegnere svizzero e oggi si trova al Museo Navale di Washington. Scopriamo assieme la sua incredibile storia!

Cos'è un batiscafo

Un batiscafo è una sorta di scatola di metallo costruita in modo da poter scendere sui fondali marini raggiungendo profondità a cui un sommergibile non può, e soprattutto non poteva allora, neanche sognarsi di arrivare.

Chi era Auguste Piccard

Il primo batiscafo che si immerse con un equipaggio umano era italiano e si chiamava appunto Trieste dalla città che lo aveva visto nascere ma era stato progettato da un geniale scienziato svizzero, il fisico Auguste Piccard.

Piccard nel secondo Dopoguerra era già famosissimo perché nel 1931 era stato il primo uomo a osservare la curvatura terrestre raggiungendo la stratosfera (17.500 m,) a bordo di un pallone aerostatico progettato da lui; il fisico svizzero era talmente noto che il professor Trifone Girasole del fumetto belga Ten Ten era ispirato a lui!

Piccard ebbe l’idea di utilizzare lo stesso concetto della cabina pressurizzata con cui era salito in cielo per scendere in acqua e pensò di sfruttare anche il medesimo principio dei palloni, cioè servirsi di una sostanza più leggera dell’acqua, la benzina, (così come in cielo se ne usa una più leggera dell’aria), per far galleggiare il batiscafo. 

Lo scienziato svizzero arrivò a Trieste chiamato da un altro personaggio straordinario, lo studioso e collezionista Diego de Henriquez che, come Piccard, voleva dimostrare al mondo che la tecnologia al servizio della guerra porta solo risultati tragici, come quelli causati dalla Seconda guerra mondiale che era appena finita, mentre l’ingegno dell’uomo può fare moltissimo per la Pace se applicato alle grandi scoperte scientifiche.

La costruzione del batiscafo Trieste

Il batiscafo Trieste fu costruito in Italia tra il 1952 e il 1953. Era costituito da una camera, riempita di benzina per permettere il galleggiamento, in cui erano inglobati due serbatoi con nove tonnellate di pellet in ferro come zavorra da liberare per poter tornare a galla. Sotto questa struttura era “appesa” una sfera a pressione costante con uno spesso strato in plexiglas trasparente per vedere al di fuori in cui stavano i due uomini dell’equipaggio.

Il Trieste inoltre aveva delle eliche per cui poteva, muoversi autonomamente sul fondale marino a differenza delle vecchie sfere sommergibili che era collegate alla nave dalla quale erano calate.

Batiscafo Trieste
Il Batiscafo Trieste, costruito in Italia negli anni '50
Credits: GetArchive

Cos'è riuscito a fare il batiscafo Trieste?

La prima impresa del batiscafo fu quella di immergersi nella Fossa Adriatica al largo dell’isola di Ponza toccando la profondità record di 3.150 metri. Era il 30 settembre 1953 e a bordo del Trieste c’era Auguste Piccard in persona con il figlio Jacques che diventerà poi un grande oceanografo e paladino della lotta contro l’inquinamento per la conservazione dei mari.

Quando scese nella Fossa delle Marianne

Lo stesso batiscafo, comprato dalla marina americana, pochi anni più tardi, nel 1960, raggiungerà il punto più profondo della terra toccando i 10.914 metri di profondità nel Challenger Deep della Fossa delle Marianne nell’Oceano Pacifico. 

Questo record rimarrà imbattuto per 52 anni dopo fino a quando, nel 2012, il regista premio Oscar ed esploratore, James Cameron, quello di Titanic per intenderci, effettuò la discesa in solitaria a bordo del batiscafo Deepsea Challenger.

A bordo del Trieste nella Fossa delle Marianne, c’erano Jaques Piccard, come pilota, e il giovane tenente della marina Usa Don Walsh.

Sono stati questi primi esploratori “marini” a capire quanto potesse essere interessante studiare il fondo dell’oceano anche perché riferirono di avere visto dei pesci simili a sogliole o platesse a dimostrazione dell'esistenza di forme di vita anche a questa profondità.

Fonti: Enrico Halupca, autore del libro Il Trieste (Italo Svevo edizioni) ha ricostruito la storia avventurosa del batiscafo italiano e della prima immersione nella fossa Adriatica e l'ha raccontata nell’ambito della XX edizione del Festival Internazionale della Storia, èStoria, che si è svolto a Gorizia dal 20 al 26 maggio scorso. Alla presentazione del libro ha partecipato anche Pietro Mosetting di Gorizia, che allora aveva 16 anni ed era imbarcato sulla corvetta della marina italiana Tenace in appoggio all’impresa del Trieste.

 

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