La storia del telefono in attesa del nuovo Iphone 8

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Stasera Apple presenterà a Cupertino (Usa)  il nuovo I-phone 8. Nell'attesa, ripercorriamo la storia del telefono.

Stasera, alle 19 ore italiane la apple presenterà il nuovo iPhone 8. Nell'attesa ripercorriamo la storia del telefono.

 

Nel 1834 Antonio Meucci inizia a lavorare all'invenzione del telefono a Firenze.

Quando si trasferì a Cuba come rifugiato politico ne fece dei prototipi e li presentò alla società americana western telegraph company per chiedere finanziamenti per realizzarlo. La società non gli concesse i finanziamenti e perse anche i prototipi. 

Ma il primo brevetto del telefono (l'iscrizione ufficiale di un'invenzione) lo presentò l'ingegnere inglese Alexander Graham Bell nel 1876 e tre giorni dopo averlo ottenuti, il 10 marzo, fece la prima telefonata ufficiale della storia, in un laboratorio di Boston (Gran Bretagna). Chiamò il suo assistente Watson nella stanza vicino alla sua: "Mr Watson, vieni qui, voglio vederti”. Si era rovesciato addosso una boccetta di acido. 

Il nonno del telefono

Nel 1840, Samuel Morse, inventando il telegrafo, trasformò per la prima volta la voce in impulsi elettrici, che potevano “viaggiare” da una parte all'altra attraverso un sistema di cavi. In quegli stessi anni diversi studiosi cominciarono quindi a pensare a qualcosa che convertisse le vibrazioni elettriche generate dalla voce non in segnali ma in suoni. Meucci fu il primo a realizzare quello che chiamò il telettrofono, cioè un trasmettitore di onde elettromagnetiche: due campanelle (una per parlare e l'altra per ascoltare), collegate con dei fili ad un'altra coppia di campanelle. 

Da due telefoni alle interurbane

Il primo telefono commerciale installato per la prima volta a Boston collegava una banca a una società privata, e funzionava ancora come un citofono: la comunicazione quindi poteva avvenire solo tra due apparecchi collegati tra loro. Una conversazione telefonica come le intendiamo oggi, cioè potersi collegare a più di un telefono, era possibile solo connettendo manualmente le due linee. Così nel 1878 sorsero i centralini: il primo, inaugurato nel Cunnecticut (Usa) metteva in collegamento tra di loro 25 telefoni. Tre anni dopo i centralini in Europa collegavano 48 telefoni.

Le linee telefoniche aumentarono velocemente negli anni arrivando in poco tempo (1884) al primo collegamento tra due città diverse, cioè tra Boston e New York.

 

Come funzionava una telefonata?

Non era affatto immediato come ora: dovevi alzare il ricevitore e ruotare una manovella a lato dell'apparecchio, azionando il segnale per il centralino che, dopo pochi giri rispondeva. Dicevi “Hello” (in qualsiasi paese o quasi, v. box), poi il tuo numero di telefono e quello da chiamare. L'operatore quindi passava la comunicazione al centralino della zona del destinatario: lì un altro operatore inviava un segnale elettrico che azionava la campanella del suo telefono. Alla risposta “Hello” del destinatario, gli comunicava il tuo numero, a volte anche il tuo nome e la tua la zona. Finalmente poteva partire la conversazione.

 

L'invenzione dei numeri di telefono.

L'idea venne a un impresario di pompe funebri di Kansas City, Almond b. Strowger quando si accorse che la moglie centralinista di un suo concorrente, ascoltando le conversazioni dei cittadini, passava al marito i nomi dei defunti “di fresco” causando un calo del proprio lavoro. Nel 1889 brevettò allora un sistema in grado di stabilire automaticamente i collegamenti telefonici senza passare attraverso centraliniste spione. In pratica il telefono veniva dotato di un disco per la formazione del numero del destinatario. Una serie di dispositivi intermedi posti lungo le linee telefoniche, che funzionano tipo gli scambi ferroviari, facevano arrivare la chiamata a destinazione. Le prime grandi centrali automatiche entrarono in servizio verso il 1900, ma dato i costi elevati, ci misero tanti anni a prendere piede. Intanto le linee migliorarono costantemente fino ad eliminare completamente il rumore di fondo. Nel 1920 William G. Blauvelt perfezionò la ghiera per la composizione dei numeri che nel dopoguerra venne sostituito con la tastiera che usiamo oggi sul cellulare.

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E' il 3 aprile del 1976 e questo signore, che si chiama Martin Cooper, sta facendo la prima telefonata usando un telefono cellulare. Che ha inventato lui! Questo telefono, che pesava 1,3 chili e si scaricava in appena 30 minuti, non ha nulla di simile ai cellulari di oggi!

Ciao dove sei?

A proposito di cellulare, bisogna aspettare gli anni Novanta per poterlo “comprare” e per non chiamare più un posto (casa dei nonni, ufficio della mamma, il bar), ma la persona. La prima telefonata pubblica con un cellulare però fu fatta più di 20 anni prima, il 3 aprile 1973 dall'ingegnere della Motorola Martin Cooper: chiamò il suo rivale joel angel, che lavora anche lui a un prototipo di telefono cellulare per un'altra società: joel, sono marty. Ti sto chiamando da un telefono cellulare! Alla Motorola ce l'abbiamo fatta: la telefonia cellulare è una realtà”. Martin Cooper usò il portatile Motorola DynaTac: pesava 1,1 kg e la sua batteria durava 30 minuti e per ricaricare ci impiegava 10 ore. Entra in commercio negli Usa nel 1983 al costo di 4000 dollari, circa 2000 euro di adesso.

Ma perché “cellulare”? Il territorio su cui sono disposte le antenne ricetrasmittenti dei cellulari è diviso in aree ed ogni antenna raccoglie le telefonate di quel luogo per smistarle alle aree dei telefoni destinatari, un po' come facevano i centralini di cui abbiamo parlato prima. Queste aree sono disposte a nido d'ape e quindi vengono chiamate celle, collegate fra loro tramite la rete fissa.

 

Primo iPhone

Quest'anno l'iPhone compie 10 anni. Il primo fu messo in vendita il 29 giugno del 2007 in Usa.

 

12 Settembre 2017 | Aggiornato il 12 Settembre 2017
COMMENTI
Ci sono 1 commenti
12 Settembre 2017 20:49
Forteeee!!!
genoveffa###
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