Donna Moderna
FocusJunior.it > Scuola > Storia > La dura vita nei castelli durante il Medioevo

La dura vita nei castelli durante il Medioevo

Stampa

I castelli sono descritti come luoghi fatati e favolosi. Ma lo erano davvero? Come si viveva, come ci si divertiva dietro quelle mura?

Château Gaillard (“Castel Gagliardo”, in francese) era una rocca quasi impenetrabile. Riccardo Cuor di Leone, re d’Inghilterra, la fece costruire nel 1196 in Alta Normandia (Francia, ma all’epoca possesso inglese) per difendere le sue terre dal sovrano francese. Immaginate di essere lì: le guardie hanno calato il ponte levatoio, lo attraversate scavalcando il fossato e varcate la grande porta d’ingresso difesa da una pesante saracinesca di legno o di ferro. Ora siete all’interno della prima cerchia di mura e solo dopo aver superato il fossato e le porte del secondo anello, fortificato con torri e merli, raggiungete il cortile del castello.

SERVI, CAVALIERI E FABBRI

Tra l’andirivieni di servi, cavalieri e guardie, sentite l’odore dei cavalli nelle stalle e il tintinnare degli attrezzi nelle fucine dei fabbri. Ma, se volete incontrare il signore, allora dovete superare il terzo anello di mura, quello che protegge il maschio, ossia il nucleo difensivo del castello. È qui che abitano il padrone di casa, la sua famiglia e il resto della corte. E qui si trovano le oscure segrete in cui gettare i prigionieri. Cosa sarebbe il Medioevo senza i suoi affascinanti castelli di pietra?

Eppure non è che la vita, lì dentro, fosse poi così confortevole. «Il castello era un “fortezza abitata”, una fortificazione e nello stesso tempo un’abitazione per il signore e la sua corte» scrive nel suo libro Castelli medievali Aldo Settia, che la Storia medievale l’ha insegnata all’Università di Pavia. Re e ricchi signori cominciarono a farli costruire intorno alla fine del IX secolo, per proteggere dalle aggressioni nemiche le proprie terre e i contadini che le lavoravano. Stavano in posizioni elevate per avvistare in anticipo chi si avvicinava, ospitavano sempre una guarnigione di soldati ed erano attrezzati per resistere ad attacchi e ad assedi, anche lunghi.

Più un castello era grande, più importante e ricco era il suo proprietario, ma dimenticatevi le comodità: niente luce elettrica, riscaldamento o doccia. E neppure privacy: lo spazio era condiviso con servitori, uomini di chiesa, soldati, amici e perfino sovrani in visita con i loro parenti. Al mattino tutti si svegliavano prestissimo e, dopo essersi solo sciacquati il viso con l’acqua gelata di una bacinella, si dedicavano ognuno alle proprie occupazioni.

LA VITA NEL CASTELLO

Come passavano le giornate i vostri coetanei medievali, i ricchi figli del signore del castello? Tanto per cominciare anche loro dovevano studiare! Fino a sei anni con la mamma, poi con un vero maestro, che nasco non risparmiava frustate e castighi a ogni minima mancanza. Dopo le lezioni, poi, veniva il momento di esercitarsi a combattere: le guerre, infatti, erano frequenti durante il Medioevo e anche i più giovani dovevano imparare a tirare con l’arco, andare a cavallo e usare la spada. Occupati da queste attività avevano poco tempo per giocare e pochi e rudimentali giocattoli. I genitori avevano una vita completamente diversa l’uno dall’altro. Le madri erano molto indaffarate: cucivano, tessevano e in genere passavano la giornata in compagnia di altre dame, nella propria camera, con il letto a baldacchino nascosto da pesanti tende. Il signore, invece, stava ore nella sala principale del castello ad amministrare la giustizia, a prendere decisioni e a ricevere ospiti e messaggeri. La stanza era ampia, però molto buia e fredda. Ricordate? L’elettricità non esisteva e tutti gli ambienti erano rischiarati solo dalle candele e riscaldati unicamente dal fuoco del camino. Per questo, sui muri, venivano appesi arazzi e tappeti: mantenevano il calore e tenevano lontana l’umidità.

Nel tempo libero il castellano si allenava con le armi o andava a caccia nei boschi vicini, che erano
di sua proprietà. In occasioni particolari organizzava dei tornei (le famose “giostre”) per divertire se stesso e i suoi ospiti: allora, i cavalieri al suo servizio si affrontavano in duello usando lance spuntate. Era solo un gioco, ma i rischi non mancavano: le fonti antiche raccontano che un re francese morì proprio durante una giostra, perché una scheggia di legno della sua lancia gli attraversò un occhio e si conficcò nel cervello.

Meno pericolosi, sempre che un nemico non avvelenasse il cibo di nasco sto, erano i banchetti: la tavola veniva imbandita e il pasto durava ore, accompagnato da canti e danze, spettacoli di mimi, attori e giullari. Pensate che nel 1206, per far fronte a una visita del re, un castellano inglese fu costretto a ordinare, per organizzare la cena, 1.500 polli, 20 buoi, 100 maiali e 100 pecore da cucinare allo spiedo! I bambini non prendevano parte agli eventi dei grandi perché andavano a letto presto, senza lavarsi e senza spazzolarsi i denti: l’igiene, nei castelli e in quel periodo, lasciava molto a desiderare. Vi basti sapere che il wc non era altro che un buco su un sedile di pietra aperto direttamente sul fossato e che, al posto della carta igienica, si usavano delle strisce di stoffa. L’acqua veniva presa a secchiate da un pozzo nel cortile, perciò fare il bagno era un evento raro. Gli abiti erano sempre infestati da pulci e parassiti, e in questo modo la pessima igiene personale, la vita a stretto contatto con altre persone e con gli animali, mettevano a dura prova la salute.

Anche per queste ragioni il Medioevo è stato un’epoca d’oro per malattie che nei secoli precedenti non erano così diffuse e pericolose. Le epidemie si susseguivano l’una all’altra con frequenza impressionante: colera, meningite, morbillo, parotite e varicella, che oggi si prevengono grazie a un semplice vaccino, a quel tempo erano gravi e spesso mortali. Così come una comune influenza. La notte è ormai giunta a Castel Gagliardo: suona la campana, le porte vengono chiuse, nessuno potrà più uscire dalle mura fino all’alba. E quando anche l’ultima candela viene finalmente spenta, il castello piomba nel silenzio.

UN CASTELLO È FATTO COSÌ

Li vediamo nei film e nei videogiochi, oppure li immaginiamo leggendole storie di dame, cavalier, d’arme e d’amori: sono i castelli medievali. Ma come erano fatti, per davvero, e come ci si viveva? Scopritelo in questa illustrazione!

1. Le torri di guardia. Nelle torri (di solito quelle della cerchia più esterna di mura) erano alloggiate la guarnigione e la servitù del castello.

2. Il ponte levatoio. Era mobile, di legno e serviva per attraversare il fossato o sbarrare l’ingresso. In caso di aggressioni i soldati lo sollevavano dall’interno e abbassavano la pesante saracinesca in ferro posta appena dietro.

3. Il fossato. Serviva a difendere la fortezza, circondandone le mura e a volte era pieno d’acqua. I visitatori potevano attraversarlo solo se il ponte levatoio era abbassato.

4. Il cammino di ronda. È un passaggio lungo le mura, riparato da merli e sorvegliato dalle guardie. In caso di assedio, da lì si potevano gettare proiettili e olio bollente verso gli assalitori.

5. Il cortile centrale. Era il luogo di ritrovo degli abitanti e di addestramento dei soldati. Sul cortile affacciavano le stalle e la fucina del fabbro. Lì c’era anche il pozzo dell’acqua.

6. Gli alloggi del feudatario. In molti castelli il feudatario e la sua famiglia avevano un vero alloggio. In quelli più antichi, invece, a volte il feudatario viveva nel mastio, la torre più alta posta al centro del castello e usata anche come ultima difesa in caso di attacco.

7. Il cammino di ronda. È un passaggio lungo le mura, riparato da merli e sorvegliato dalle guardie. In caso di assedio, da lì si potevano gettare proiettili e olio bollente verso gli assalitori.