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La battaglia di Zama riprodotta con i Playmobil!

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La battaglia di Zama riprodotta con i Playmobil!

L'epica battaglia di Zama, lo scontro che fu decisivo per la Seconda Guerra Punica, è stata riprodotta in un colossale diorama!

Jean-Michel Leuillier è un ingegnere appassionato di modellismo che, per battere il record per il più grande diorama del mondo , ha scelto di riprodurre un evento la cui aura epica avrebbe dato ancor più valore alla grande impresa modellistica: la battaglia di Zama!

 

Il diorama è una riproduzione in scala ridotta di ambienti e scene naturali, storiche o di narrativa

In un capannone sportivo a  Heyrieux , vicino a Lione, Leullier ha quindi disposto più di 26.000 pupazzetti Playmobil per ricreare gli schieramenti, le azioni e gli scontri che ebbero luogo a Zama più di 2000 anni fa.
Il leggendario scontro fu decisivo per le sorti della Seconda Guerra Punica.
A Zama, nell'Africa settentrionale, si incontrarono infatti il 18 ottobre 202 a.C  gli eserciti di Roma e Cartagine , la potenza militare e commerciale che voleva sottrarre all'Urbe (così era anche detta Roma) il predominio del Mar Mediterraneo.
Le due forze si erano già affrontate decine di anni prima, con Roma che ne uscì vittoriosa e rafforzata, ma nel 218 a.C. l'esercito cartaginese guidato dal genio militare Annibale Barca, era tornato per vendicarsi, e sbaragliò a più riprese le legioni romane.
Grazie all'intervento di un altro grande generale, Publio Cornelio Scipione , però, i Romani riuscirono a ridestarsi, ricacciando fuori dalla penisola italica i Cartaginesi e giungendo infine al combattimento decisivo di Zama. Chi fosse uscito vincitore da quello scontro, avrebbe dominato l'Occidente!
VUOI SAPERE COME ANDÒ? CONTINUA L'ARTICOLO DOPO LA FOTOGALLERY!

 

 

 

La battaglia di Zama fu uno degli scontri più importanti dell'antichità!

A Zama Annibale schierò le sue truppe migliori, compresa la cavalleria numidica  (i Numidi erano un polo del Nord Africa) e i celeberrimi elefanti da guerra , con cui aveva addirittura osato varcare la Alpi.
Scipione vi contrappose un esercito meno numeroso (35mila romani circa contro quasi 40mila Cartaginesi), ma meglio schierato.
La fanteria delle legioni romane era infatti composta da  manipoli , nuclei di combattenti divisi a loro volte in due centurie , ciascuna contente 60/80 guerrieri . Questi manipoli erano suddivisi a seconda dell' armamento e del livello di esperienza dei soldati .
I veliti ( velites ) erano i soldati più poveri e venivano posti sul fronte dei manipoli per scagliare i loro giavellotti contro il nemico e poi ritirarsi tra le file amiche Gli astati  ( hastates ) erano i soldati più giovani e irruenti, adatti al primo impatto con il nemico, che combattevano con le lance e spade leggere. I principi ( princeps ) avevano armature più pesante rispetto agli astati, essendo più facoltosi, e facevano parte della seconda ondata I triarii ( triares ) erano i veterani, i combattenti più esperti che attendevano nella retroguardia e intervenivano solo in caso di bisogno.

 

Fu una lotta molto cruenta!

Scipione, che aveva imparato dalle pesanti sconfitte imposte più volte dal rivale Annibale, schierò i manipoli non a scacchiera come era solito fare, ma allineandoli in modo che si formassero dei corridoi in cui gli elefanti potessero passare senza fare troppi danni .
Proprio gli elefanti furono una chiave di svolta per lo scontro, poiché i romani usarono grida e trombe dal suono acuto per spaventare gli elefanti, che in buona parte si diedero ad una fuga disordinata che devastò la cavalleria numidica di Annibale.
Nonostante ciò però , le truppe cartaginesi seppero riorganizzarsi e diedero parecchio filo da torcere alle stanche truppe romane.
Fatale fu però l'apporto della cavalleria che riuscì a disperdere gli avversari numidici e diede manforte a Scipione nell'accerchiare il grosso dell'esercito cartaginese. 
Annibale dovette darsela a gambe e Scipione, che dopo una tale vittoria venne soprannominato l'Africano , riuscì a sconfiggere Cartagine.
FONTE: La Storia dei Romani , G. De Sanctis.
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Di Niccolò De Rosa