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Isola di Pasqua: alcune gigantesche statue Moai avevano il cappello

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Isola di Pasqua: alcune gigantesche statue Moai avevano il cappello
Pixabay

I Moai, gigantesche statue di pietra dell'isola di Pasqua, hanno sempre affascinato molte persone. Ci si chiede soprattutto come siano stati trasportati dalle cave ai luoghi dove sono oggi. E ci si interroga anche su come siano stati trasportati i "pukai", copricapo che sono in cima ad alcuni enormi moai. Scopriamolo insieme.

I Moai sono le gigantesche statue, simbolo di prosperità, dell'isola di Pasqua, nell'Oceano Pacifico, realizzate con molta probabilità dai polinesiani che abitavano Rapa Nui (nome dell'isola in lingua nativa) dall'anno 1.000 in poi.

I Moai erano ricavati da blocchi di tufo vulcanico dai 2,5 ai 10 metri. In cima ad alcuni c'è un secondo elemento che si chiama pukai: probabilmente è un copricapo o una particolare acconciatura.

Moai, un affascinante mistero

I Moai hanno sempre affascinato molte persone. Ci si chiede soprattutto come siano stati trasportati dalle cave ai luoghi dove sono oggi. Probabilmente sono stati fatti "dondolare" fino ai luoghi dove li si intendeva posizionare.

Inoltre il pukai dei moai più massicci ha 2 metri di diametro e pesa 12 tonnellate. I pukai, con molta probabilità, erano fatti rotolare dalla cava fino al monolito sopra il quale dovevano essere collocati.

I pukai, "cappelli" dei Moai: come furono posizionati

Secondo una ricerca realizzata dall'antropologo Carl P. Lipo (Binghamton University, Usa), pubblicata sul Journal of Archaeological Science, i polinesiani sfruttarono il parbuckling, che è una tecnica ancora in uso per raddrizzare le navi arenate su di un fianco, come è avvenuto per la Costa Concordia.

Statue Moai a Ahu Nau Nau sull'Isola di Pasqua, Cile
Credits: Ipa

Secondo Lipo i polinesiani avrebbero usato rampe e funi: le corde da un lato erano avvolte attorno a un cilindro e all'altro erano legate attorno al pukai, che veniva fatto avanzare lungo una rampa che portava da terra fino alla cima del Moai. Wow!

L'esperto ha dichiarato che "In questo modo si riduceva al minimo lo sforzo necessario per fare avanzare il pukai lungo la rampa. Una soluzione semplice e realizzabile con quanto si trovava sull'isola".

Vuoi saperne di più? Leggi l'approfondimento del magazine sull'Isola di pasqua