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Ada Lovelace: la prima programmatrice della Storia

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Intervista immaginaria ad Ada Lovelace, la matematica inglese che ha creato il primo algoritmo

Un’orchestra di violini suona una musica allegra: gli invitati ballano un movimentato valzer nel grande salone dov’è in corso una festa scoppiettante. Ma Augusta Ada Byron, contessa di Lovelace, la protagonista di questo ricevimento, nonché la scienziata che devo intervistare, non è fra loro. Eccola lì, in disparte, con un signore brizzolato. Mi avvicino: è intenta a parlare di numeri... Cos’altro potevo aspettarmi dalla prima programmatrice di computer della Storia? E ricordate che siamo nel 1843... i computer non esistono ancora!

Ada Lovelace, mi scusi: sono qui per l’intervista, ricorda? Mi tolga una curiosità: come ha fatto, a soli 28 anni, a realizzare il primo programma informatico della Storia?

«Se intende il programma per far funzionare la macchina analitica ci sono riuscita con l’immaginazione. La maggior parte dei matematici non lo capisce,ma l’immaginazione è ciò che ci permette di fare scoperte: serve a vedere oltre, a entrare nei mondi invisibili intorno a noi. Forse è per questo che dieci anni fa mi colpirono le ricerche del mio amico Charles... il matematico, Charles Babbage».

Si riferisce alle ricerche sulla “macchina differenziale”, quella specie di calcolatrice gigante che funziona a manovella? L’ho vista!

«Esatto! Gli ci vollero dieci anni a costruirla: io la vidi nel 1833. Ci eravamo incontrati a una festa come questa, una festa a cui però non avevo nessuna voglia di partecipare. E invece fu fantastico: passammo la serata a parlare della sua invenzione: una vera macchina pensante!».

Quel macchinario diede inizio a una lunga amicizia e a una proficua collaborazione, vero?

«Sì, anche se all’inizio Charles pensava fossi solo una ragazzina curiosa. Poi capì che di numeri me ne intendevo e cominciò a discutere con me del suo nuovo progetto: la “macchina analitica”. Quando sarà pronta, diceva, potrà risolvere qualsiasi operazione, sia analitica sia algebrica. E farà molto altro...».

E dire che il suo ultimo insegnante affermava che sarebbe potuta diventare un ricercatore matematico di prim’ordine... se fosse stata un uomo. Quanto aveva torto!

«Certo! La nostra è una società maschilista e molti uomini pensano che non siamo abbastanza forti da sopportare la tensione mentale necessaria a risolvere i problemi di matematica. Io, però, ho avuto due grandi fortune: Babbage, che mi ha spronato a seguire il mio talento per i numeri. E prima ancora mia madre Annabella che mi ha fatto dare un’istruzione scientifica».

Quindi i suoi genitori le fecero studiare la matematica?

«Non proprio. I miei genitori si separarono un anno dopo essersi sposati. Mio padre era il famoso poeta George Byron. Fu mia madre a crescermi e ad affidare la mia formazione a Mary Somerville, un’astronoma e matematica scozzese. Grazie a lei mi appassionai alla scienza, al punto che a 12 anni mi misi in testa di costruire una macchina volante a vapore...».

Un’idea molto ambiziosa! Ce l’ha fatta?

«Ehm, no... Mia madre mi costrinse a mettere da parte il progetto, perché stavo trascurando gli studi. Aveva ragione: passavo il tempo a osservare gli uccelli per capire i meccanismi del volo, a testare i materiali per costruire le ali e ad annotare i risultati dei miei esperimenti. Scrissi una guida illustrata: Flyology (“Volologia”)».

Un lavoro da vera scienziata!

«Ho applicato lo stesso metodo allo studio che ho appena completato: un trattato in cui spiego il funzionamento della macchina analitica. Ma la parte più importante è nelle note: per farla funzionare ho creato una serie di istruzioni (gli algoritmi)».

Lo sa che è riuscita a immaginare il comportamento dei nostri moderni computer?

«No, non lo sapevo. Forse per questo Charles mi ha soprannominato “l’incantatrice di numeri”. Anche se io preferisco definirmi “l’alta sacerdotessa della macchina di Babbage”... Non trova che suoni meglio?».

CARTA IDENTITÀ DI ADA LOVELACE

Nome: Augusta Ada Byron contessa di Lovelace

Soprannome: l'incantatrice di numeri

Professione: matematica

Nata il 10 dicembre 1815 a Londra

Morta il l 27 novembre 1852 a Londra

Causa di morte: cancro all'utero

Segno zodiacale: Scorpione

Marito: William King-Noel, conte di Lovelace

Figli: Byron (1836), Anne Isabella (1837) e Ralph Gordon (1839)

Pregi: abilissima con i calcoli, ambiziosa, anticonformista

Passioni: la scienza, la matematica, il pianoforte, il ballo, l'arpa

Animale domestico: Puff, un gatto nero

Segni particolari: dal 2009, ogni anno a ottobre si festeggia l’Ada Lovelace Day, una giornata che vuole promuovere la partecipazione delle donne nel mondo delle scienze, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica

CHE COS'È LA MACCHINA DIFFERENZIALE DI BABBAGE?

Babbage non riuscì mai a realizzare la macchina analitica e così Ada non poté testare il suo programma. Ma se invece volete vedere la macchina differenziale, potete farlo: a Londra, al piano terra del London Science Museum, sono esposte una parte dell'originale costruito da Babbage e una sua ricostruzione completa, perfettamente funzionante, assemblata nel 1991 secondo i progetti originali e gli standard tecnologici del XIX secolo. Alta circa 2 metri e mezzo, larga 2 e profonda uno, i suoi ingranaggi ricordano l’interno di un orologio: un orologio enorme, composto da 25mila pezzi e con un peso di 3 tonnellate. Il suo funzionamento era complicatissimo: si trattava di un marchingegno straordinario, se pensiamo che all’epoca dovevano ancora nascere il telegrafo (1837), la macchina da cucire (1844) e le fotografie a colori (1891).