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Illuminismo: cos’è è stato e i suoi protagonisti

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Illuminismo: cos’è è stato e i suoi protagonisti
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Origini e principi fondamentali dell'Illuminismo, il movimento filosofico e politico che cambiò per sempre il pensiero occidentale.

Cosa vi fa venire in mente la parola Illuminismo? Sicuramente il verbo “illuminare”. E con che cosa si illumina se non con la luce? E i lumi, che altro sono se non luci? Nei fumetti, quando un personaggio ha un’idea, la nuvoletta sopra la sua testa contiene il disegno di una lampadina accesa: sì, perché ha avuto un’idea, ha capito qualcosa, ha trovato una soluzione ad un problema. E la lampadina si è accesa attraverso il pensiero, la ragione, l’uso dell’intelletto. Ecco l’accoppiata luce-ragione.

Tre secoli fa, in Europa, si diffuse un movimento filosofico, sociale e politico che faceva dell’uso della ragione il proprio marchio distintivo. Si chiamava appunto Illuminismo, ma è conosciuto anche come “secolo dei lumi”. È durato meno di cento anni, in realtà, e la sua fine si fa coincidere con la Rivoluzione Francese (1789). Ma, nonostante ciò, ha cambiato per sempre il nostro approccio verso il mondo.

VIA DAL BUIO DELL'IGNORANZA E DELLA SUPERSTIZIONE

Lungo il corso della Storia, gli uomini si sono spesso mossi guidati dall’ignoranza, dalla suggestione e dalla paura, che è il fondamento di ogni superstizione, senza basarsi su dati razionali e scientifici o empirici (ossia derivati dall’esperienza). Alcuni filosofi capirono che era il momento di “illuminare” il cammino delle persone. Come? Attraverso l’uso della ragione, dell’intelletto, della scienza.

All’inizio del ‘700 in Francia, grazie a pensatori quali Montesquieu, Voltaire, Rousseau, Diderot e altri, si diffuse l’Illuminismo. Alla base c’era il pensiero dei filosofi inglesi Locke (soprattutto) e Hume, i quali affermavano che l’uomo doveva muoversi guidato dal libero pensiero, dalla ragione empirica e dalla conoscenza scientifica, un approccio che avrebbe aperto le porte ad ogni sorta di sapere. Una rottura netta col passato, quindi, che aveva lo scopo di creare una cultura aperta a tutti e l’uguaglianza sociale.

Illuminismo
Denis Diderot (1713-1784).
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LOCKE, IL VERO FONDATORE DELL'ILLUMINISMO

Abbiamo citato i filosofi inglesi come base e spunto per gli illuministi francesi. Tra essi, uno va considerato di diritto il vero fondatore dell’Illuminismo. Si tratta di John Locke (1632-1704). Egli creò l’empirismo, ossia la teoria filosofica secondo cui la conoscenza dipende completamente dall’esperienza. Egli sosteneva infatti che quando si deve conoscere qualcosa è meglio partire dalla pratica, dall’esperienza, attraverso la quale si può comprendere la realtà.

Nel suo libro dal titolo Saggio sull’intelletto umano, del 1690, Locke scrisse: “Da dove l’intelletto ha tratto tutti questi materiali della ragione e della conoscenza? Rispondo con una sola parola: dall’esperienza. È questo il fondamento di tutte le nostre conoscenze, da qui esse traggono la loro prima origine”.

È da questo testo e da queste parole che trassero ispirazione i filosofi francesi per dar vita all’Illuminismo.

L’ENCICLOPEDIA DI DIDEROT E D'ALEMBERT

Denis Diderot e Jean D’Alembert, due delle massime figure dell’Illuminismo francese, furono i creatori dell’opera-simbolo di questo movimento: L’Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri. Un’enciclopedia vera e propria, di ben 17 volumi, che fu pubblicata tra il 1751 e il 1772, che toccava tutti i saperi e le conoscenze. Diderot si occupò della parte umanistica, mentre D’Alembert di quella scientifica.

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Jean-Baptiste Le Rond d'Alembert (1717 – 1783).
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E DONNE, NELL'ILLUMINISMO, ALZANO LA TESTA

Per la prima volta nella Storia, le donne – da sempre costrette dagli uomini al silenzio e alle retrovie – durante l’Illuminismo poterono avere un ruolo intellettuale importante, ponendo all’attenzione di tutti la propria condizione e facendone scaturire una discussione - che rappresenta il primo passo nel cammino verso l’emancipazione e la libertà – in cui si criticarono le disuguaglianze tra i sessi e l’immagine della donna come “essere inferiore”.

Centrali in questo periodo furono i salotti letterari: signore nobili o aristocratiche organizzavano in casa propria riunioni con intellettuali, invitando anche donne di rango inferiore per dar loro la possibilità di crescere culturalmente. Lì si parlava di arti e scienza. Ad affermare l’uguaglianza intellettuale delle donne rispetto agli uomini furono soprattutto Voltaire e Diderot, oltre alla scrittrice e filosofa Mary Wollstonecraft e alla drammaturga Olympe de Gouges, che scrisse “La dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”. Purtroppo, però, la donna in Francia in quegli anni non era considerata una “cittadina”, e la de Gouges fu ghigliottinata.

Ma il cammino di emancipazione delle donne era ormai iniziato.

ILLUMINISMO IN ITALIA, GERMANIA E STATI UNITI

L’Illuminismo si diffuse rapidamente in tutta Europa e negli Stati Uniti. In Italia i maggiori esponenti di questo pensiero furono Pietro Verri e Cesare Beccaria, autore del famoso Dei delitti e delle pene; in Germania furono Kant e Lessing, mentre negli Stati Uniti furono Benjamin Franklin e Thomas Jefferson. Dato che l’Illuminismo auspicava anche che l’uomo si liberasse dai condizionamenti della religione, molti suoi esponenti furono perseguitati dalla Chiesa e dai loro Governi.

Fonti:

  • A.De Bernardi e S.Guarracino, La conoscenza storica vol.II, Ed. Bruno Mondadori
  • E.Tortarolo, L’illuminismo. Ragioni e dubbi della modernità, Carocci editore
  • V.Ferrone, Il mondo dell’Illuminismo. Storia di una rivoluzione culturale, Einaudi