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Il cavallo di Troia era davvero un cavallo?

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La vera storia del famosissimo cavallo di Troia, il più famoso tranello della storia antica: era davvero un cavallo di legno?

Il  cavallo di Troia era davvero un cavallo di legno pieno di guerrieri, lasciato nottetempo come omaggio ai troiani dai Greci,  che abbandonarono l'assedio alla città

 

Il decennale assedio di Troia narrato da Omero è considerato oggi dagli storici solo la narrazione epica e fantastica di un lungo periodo di incursioni e saccheggi avvenuti intorno al XIII secolo a. C. da parte dei Micenei (ossia gli abitanti di Micene, in Grecia) , con l’obbiettivo di acquisire il controllo di Troia, allora città ittita, e dello stretto dei Dardanelli, da sempre punto nevralgico per gli scambi commerciali perché separa la penisola di Gallipoli dall'Asia Minore. 
In realtà, quasi sicuramente non si trattava di un cavallo di legno , bensì un’innovativa macchina d’assedio su ruote che permetteva agli attaccanti di avvicinarsi alle mura, protetti dai proiettili incendiari lanciati dai difensori. 

Nella parte anteriore, questa macchina era munita di una piccola torretta (che assomigliava, forse, al lungo collo di un cavallo) dove era alloggiata una lancia pesante, manovrata dall’interno, che serviva a scalzare le pietre e i mattoni che formavano le mura di Troia. Tale macchina, che sarà utilizzata anche dagli Assiri, era già conosciuta dal XVII secolo a. C. circa nel regno ittita , in Siria e in Egitto, popolazioni e regioni a contatto con la civiltà micenea.

 

Ma dove si trovava davvero Troia?

Non si sa con certezza dove si trovasse la vera Troia del mito . Seguendo alla lettera le indicazioni fornite da Omero nell’Iliade, secondo le quali Troia sorgeva in prossimità di due sorgenti che alimentavano il fiume Scamandro, una sempre calda e fumante e l’altra sempre fredda e gelida, Heinrich Schliemann, nel 1870, individuò il sito sulla collinetta del villaggio turco di Hisarlik, alla confluenza del fiume Scamandro con il Simoenta, presso lo stretto dei Dardanelli . Questa, ancora oggi, è la tesi più accreditata . Durante gli scavi, Schliemann portò alla luce ben 7 strati di “abitati”, costruiti uno sopra l’altro. Secondo l’ archeologo tedesco, la Troia dell’Iliade sarebbe stata nel II strato dal basso . Secondo altri studiosi Troia potrebbe essere la città del VII strato, perché mostra tracce di un incendio avvenuto verso il 1200 a. C., l’epoca in cui Omero colloca la caduta di Troia, espugnata dai Greci grazie all’inganno del cavallo . La guerra tra Troiani e Greci, per altro, è storicamente accertata ed è collocata proprio tra XIII e XII secolo a. C.

 

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