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Guerra fredda: cos’è stata (e perché potrebbe tornare)

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Guerra fredda: cos’è stata (e perché potrebbe tornare)
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Cosa significa guerra fredda? Quali erano i blocchi con cui Stati America e Unione Sovietica divisero il mondo? E perché se ne parla ancora oggi?

Con la drammatica situazione che da giorni si sta verificando in Europa, con l’invasione dell’Ucraina ad opera delle truppe russe, si è tornati a parlare di ritorno alla guerra fredda. Ma che cos’è la guerra fredda? Il termine (Cold War) fu coniato dal grande scrittore George Orwell nel suo saggio Tu e la bomba atomica, e venne poi ripreso nel 1947 dal giornalista americano Walter Lippmann e dal consigliere del presidente americano Bernard Baruch, che con esso vollero descrivere la contrapposizione tra Stati Uniti d’America ed Unione Sovietica dopo la fine della seconda guerra mondiale: senza conflitti bellici, ma con sanzioni e sgarbi da una parte e dall’altra.

CONTRAPPOSIZIONE PER IL POTERE: IL SOLITO RISIKO

A cosa era dovuta la contrapposizione? Ovviamente al potere e alla sua spartizione a seguito del conflitto bellico internazionale: a Ovest (occidente) il blocco sotto la sfera d'influenza americana, a Est (oriente), il blocco sovietico.

Guerra fredda
L'Europa venne idealmente divisa in due: da una parte i Paesi del blocco atlantico e filo-americano (in blu nella mappa), dall'altra i Paesi filo-sovietici. La linea di confine tra i due blocchi venne definita "Cortina di Ferro".
Credits: Wikicommon

Perché questa guerra fu definita “fredda”? Perché entrambi i blocchi non potevano risolvere la contesa con una guerra “calda”, ossia vera e propria, combattuta con le armi, visto che con la possibilità dell’uso di bombe atomiche l’umanità intera sarebbe stata in pericolo. I dissidi tra Stati Uniti e URSS (Unione Repubbliche Socialiste Sovietiche) iniziarono subito dopo il 1945 perché non erano d’accordo sulla ridefinizione dei confini europei. Ed entrambi i blocchi ambivano al controllo su più territori.

In breve: questa terra la controllo io, questa tu, no io non sono d’accordo e così via. Per semplificare, una specie di Risiko in cui le due superpotenze espansero la propria autorità economica e militare alle altre nazioni del pianeta. Uno dei simboli di tale contrapposizione era la Germania, che fino alla riunificazione del 1990 era divisa (senza possibilità di scambi o relazioni) in Germania Ovest, dove si viveva secondo il modello economico occidentale, e la Germania Est a stampo socialista.

NATO VS. PATTO DI VARSAVIA, CAPITALISMO CONTRO COMUNISMO 

E così è andata dal 1947 al 1991, 44 anni di “guerra fredda” in cui vi furono tensioni che portarono in alcune occasioni ad un passo da un vero e proprio conflitto. Ma, soprattutto, a mosse che sfociarono in vere e proprie organizzazioni collettive di difesa da vere o presunte possibilità di subire attacchi. Nel 1949 nacque la NATO (North Atlantic Treaty Organization), patto di difesa militare che i Paesi occidentali (tra cui l’Italia) costituirono per tutelarsi da possibili attacchi del blocco sovietico, scontento delle spartizioni territoriali successive alla seconda guerra mondiale. Adesso sono 30 i Paesi membri della Nato.

Sei anni dopo, nel 1955, i Paesi socialisti e del blocco orientale stipularono, come reazione alla Nato, il Patto di Varsavia, della stessa pasta del Patto Atlantico, sebbene con rapporti di potere più squilibrati. Il 1968, ad esempio, fu l’anno della Primavera di Praga, in cui i cittadini cecoslovacchi reclamarono la libertà – soprattutto quella d'espressione - dal giogo sovietico, subendo però l’invasione delle truppe del Patto di Varsavia che protrassero l’egemonia sovietica e l’occupazione della Cecoslovacchia per altri 20 anni, fino alla caduta del muro di Berlino.

E poi, a partire dagli anni ‘50 fino ad oggi, la propaganda: all’austerità dei Paesi sovietici, gli Stati Uniti opponevano l’American way of life, ossia la libertà dell’individuo e l’espansione produttiva ed economica. In breve, capitalismo contro comunismo. Dal canto loro, i sovietici hanno visto il capitalismo americano come la potenza distruttrice dell’umanità.

Negli anni Ottanta l’ostilità tra le due superpotenze sembrò affievolirsi, con periodi di distensione importanti, con la caduta del muro di Berlino e lo scioglimento dell’Unione Sovietica in molte repubbliche democratiche nel 1991, tra cui, appunto, l’Ucraina. E pensare che pochi anni prima delle tensioni, ossia durante la seconda guerra mondiale, Stati Uniti e Unione Sovietica erano alleati contro il nazifascismo...

CI RISIAMO: ARRIVA UNA SECONDA GUERRA FREDDA?

E ci risiamo: oggi, nel 2022, stiamo assistendo ad una seconda guerra fredda tra Stati Uniti e Russia. Il presidente di quest’ultima, Vladimir Putin, non ha mai accettato lo scioglimento dell’URSS e rivendica la terra ucraina mostrando i muscoli e minacciando il mondo con le sue armi nucleari. Gli Stati Uniti, dal canto loro, non stanno intervenendo militarmente, ma insieme all’Europa e ai Paesi della Nato stanno collezionando sanzioni su sanzioni nei confronti della Russia.

Sanzioni che ne minano principalmente l’economia, ma che stanno toccando tutti gli ambiti: FIFA e UEFA hanno escluso la nazionale russa dai mondiali di calcio di quest’anno in Qatar e hanno spostato la finale di Champions League di calcio da San Pietroburgo a Parigi, tanto per fare un paio di esempi. Intanto, a confermare il ritorno alla guerra fredda, è riapparso un simbolo di quegli anni: il telefono rosso (che in realtà none era fisicamente un telefono ma un canale di comunicazione privilegiato) usato dai presidenti americani negli anni della guerra fredda tra il ‘47 e il ‘91 per avere una linea diretta con il Cremlino.

LA MINACCIA NUCLEARE

Dopo la tragedia delle bombe atomiche lanciate dagli Usa in Giappone durante la seconda guerra mondiale, vi fu una simile minaccia pochi anni dopo. Nel 1962, in piena guerra fredda, l’Unione Sovietica installò dei missili capaci di trasportare testate nucleari a Cuba, a poco più di 100 km dalle coste della Florida (Usa). Quando tre anni prima Fidel Castro aveva preso il potere scacciando il dittatore filo-americano Fulgencio Batista, gli USA decisero l’embargo - divieto di esportazione e isolamento economico - nei confronti di Cuba. A loro volta, tuttavia, gli Stati Uniti avevano schierato le loro armi nucleari in Turchia a minacciare le città russe. Seguirono tredici giorni di tensione enorme, nei quali l’umanità si trovò ad un passo da una guerra nucleare.

Fortunatamente l’Unione Sovietica fece marcia indietro, e così fecero anche gli Usa smantellando l’arsenale atomico posizionato in Turchia. Sessant’anni dopo, Vladimir Putin ha minacciato gli USA e il mondo intero di usare le proprie armi nucleari. Speriamo che l’esito sia simile a quello del ‘62.