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Guerra fredda: che cos’è? C’è il rischio che torni?

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Guerra fredda: che cos’è? C’è il rischio che torni?
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Cosa significa guerra fredda? Quali erano i blocchi con cui Stati America e Unione Sovietica divisero il mondo? E perché se ne parla ancora oggi?

L’invasione dell’Ucraina a opera delle truppe russe, iniziata a febbraio 2022, ha portato molte persone e molti esperti a parlare di Guerra Fredda. Ma tu non sai cos’è, giusto? Non preoccuparti, si tratta di un periodo storico che viene dopo la Seconda Guerra Mondiale e che viene trattato, quindi, soltanto alla fine dei programmi scolastici. Se ancora non ci sei arrivato, è normale che l’espressione Guerra Fredda non ti dica niente! Ecco tutto quello che c’è da sapere e, soprattutto, che può aiutarti a comprendere se c’è un rischio di tornare a quel periodo oppure no.

Che cos’è la Guerra Fredda

Il termine (Cold War) fu coniato dal grande scrittore George Orwell (che forse conoscerai per il romanzo 1984, in cui racconta un futuro distopico che però si ispira all’Unione Sovietica) nel suo saggio Tu e la bomba atomica, e venne poi ripreso nel 1947 dal giornalista americano Walter Lippmann e dal consigliere del presidente americano Bernard Baruch, che con esso vollero descrivere la contrapposizione tra Stati Uniti d’America ed Unione Sovietica dopo la fine della seconda guerra mondiale: senza conflitti bellici, ma con sanzioni e sgarbi da una parte e dall’altra.

Questa contrapposizione era dovuta alla spartizione del potere a seguito del conflitto bellico internazionale: a Ovest (occidente) il blocco sotto la sfera d'influenza americana, a Est (oriente), il blocco sovietico.

Guerra fredda
L'Europa venne idealmente divisa in due: da una parte i Paesi del blocco atlantico e filo-americano (in blu nella mappa), dall'altra i Paesi filo-sovietici. La linea di confine tra i due blocchi venne definita "Cortina di Ferro".
Credits: Wikicommon

Perché si chiama Guerra Fredda

Perché questa guerra fu definita “fredda”? Perché entrambi i blocchi non potevano risolvere la contesa con una guerra “calda”, ossia vera e propria, combattuta con le armi, visto che con la possibilità dell’uso di bombe atomiche l’umanità intera sarebbe stata in pericolo. I dissidi tra Stati Uniti e URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) iniziarono subito dopo il 1945 perché non erano d’accordo sulla ridefinizione dei confini europei. Ed entrambi i blocchi ambivano al controllo su più territori.

In breve: questa terra la controllo io, questa tu, no io non sono d’accordo e così via. Per semplificare, una specie di Risiko in cui le due superpotenze espansero la propria autorità economica e militare alle altre nazioni del pianeta. Uno dei simboli di tale contrapposizione era la Germania, che fino alla riunificazione del 1990 era divisa (senza possibilità di scambi o relazioni) in Germania Ovest, dove si viveva secondo il modello economico occidentale, e la Germania Est di stampo socialista. Se vuoi vedere un bel film che parla proprio della caduta del Muro di Berlino e di come sono le cambiate le cose a Berlino Est dopo il 1990 ti consigliamo Goodbye, Lenin!

Nato VS Patto di Varsavia, lo scontro tra capitalismo e comunismo

La Guerra Fredda è andata avanti fino al 1991, quasi cinquant’anni in cui vi furono tensioni che portarono in alcune occasioni a un passo da un vero e proprio conflitto. Questo costante clima di tensione bellica portò alla nascita di organizzazioni collettive di difesa. Nel 1949 nacque la NATO (North Atlantic Treaty Organization), patto di difesa militare che i Paesi occidentali (tra cui l’Italia) costituirono per tutelarsi da possibili attacchi del blocco sovietico, scontento delle spartizioni territoriali successive alla Seconda Guerra Mondiale. La Nato esiste ancora oggi e sono 30 i Paesi membri.

Sei anni dopo, nel 1955, i Paesi socialisti e del blocco orientale stipularono, come reazione alla Nato, il Patto di Varsavia, della stessa pasta del Patto Atlantico, sebbene con rapporti di potere più squilibrati. Proprio perché l’Unione Sovietica aveva il controllo assoluto sui paesi che ne facevano parte, molti popoli si ribellarono. Il 1968, ad esempio, fu l’anno della Primavera di Praga, in cui i cittadini cecoslovacchi reclamarono la libertà – soprattutto quella d'espressione - dal giogo sovietico, subendo però l’invasione delle truppe del Patto di Varsavia che protrassero l’egemonia sovietica e l’occupazione della Cecoslovacchia per altri 20 anni, fino alla caduta del muro di Berlino.

La propaganda durante la Guerra Fredda

Avrai sentito parlare di propaganda anche ultimamente, a causa della contrapposizione tra Russia e Ucraina. La propaganda è il modo che hanno certi Stati di fare “il lavaggio del cervello” ai propri cittadini. Non sempre ha una definizione negativa, ma punta a fare in modo che tutti abbiano un’unica visione delle cose, quella decisa, appunto, dallo Stato. 

Dagli anni Cinquanta la propaganda fece parte della Guerra Fredda: da una parte l’austerità dei Paesi sovietici, dall’altra gli Stati Uniti con l’American way of life, ossia la libertà dell’individuo e l’espansione produttiva ed economica. In breve, capitalismo contro comunismo. 

Negli anni Ottanta l’ostilità tra le due superpotenze sembrò affievolirsi, con periodi di distensione importanti, per poi dissolversi con la caduta del muro di Berlino e lo scioglimento dell’Unione Sovietica. Anche l’Ucraina era una repubblica socialista sovietica, proprio come la Russia.

Russia VS Ucraina: rischio di una nuova Guerra Fredda?

Oggi stiamo assistendo a una seconda Guerra Fredda tra Stati Uniti e Russia. Il presidente di quest’ultima, Vladimir Putin, non ha mai accettato lo scioglimento dell’URSS e rivendica la terra ucraina mostrando i muscoli e minacciando il mondo con le sue armi nucleari. Gli Stati Uniti, dal canto loro, non stanno intervenendo militarmente, ma insieme all’Europa e ai Paesi della Nato stanno collezionando sanzioni su sanzioni nei confronti della Russia e inviando armi e denaro all’Ucraina perché possa difendersi e scacciare i russi.

Le sanzioni minano principalmente l’economia russa, ma in realtà stanno toccando tutti gli ambiti: FIFA e UEFA hanno escluso la nazionale russa dai mondiali di calcio in Qatar e hanno spostato la finale di Champions League di calcio da San Pietroburgo a Parigi, tanto per fare un paio di esempi. Inoltre, le sanzioni stanno aggravando la qualità della vita dei cittadini russi, che non solo sono obbligati ad andare al fronte ma anche privati di molti beni, con stipendi sempre più svalutati. 

A confermare il ritorno alla Guerra Fredda, è riapparso un simbolo di quegli anni: il telefono rosso (che in realtà none era fisicamente un telefono ma un canale di comunicazione privilegiato) usato dai presidenti americani negli anni tra il ‘47 e il ‘91 per avere una linea diretta con il Cremlino.

Esiste davvero una minaccia nucleare?

Dopo la tragedia delle bombe atomiche lanciate dagli Usa in Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, vi fu una simile minaccia pochi anni dopo. Nel 1962, l’Unione Sovietica installò dei missili capaci di trasportare testate nucleari a Cuba, a poco più di 100 km dalle coste della Florida (Usa). Quando tre anni prima Fidel Castro aveva preso il potere scacciando il dittatore filo-americano Fulgencio Batista, gli USA decisero l’embargo - cioè il divieto di esportazione e isolamento economico - nei confronti di Cuba. A loro volta, tuttavia, gli Stati Uniti avevano schierato le loro armi nucleari in Turchia a minacciare le città russe. Seguirono tredici giorni di tensione ai limiti, nei quali l’umanità si trovò a un passo da una guerra nucleare.

Fortunatamente l’Unione Sovietica fece marcia indietro, e così fecero anche gli Usa smantellando l’arsenale atomico posizionato in Turchia. Sessant’anni dopo, Vladimir Putin ha minacciato gli USA e il mondo intero di usare le proprie armi nucleari, ma sa già che la potenza nucleare della Russia è assai minore di quella della Nato. Inoltre, Putin non è solo: gli oligarchi gli garantiscono il potere e non hanno certo voglia di veder radere al suolo il proprio paese. 

La Guerra Fredda tra Ovest (USA) ed Est (URSS) è durata quasi cinquant’anni e se pensavamo che fosse finita, ci sbagliavamo: potremmo chiamarla in un altro modo, ma è sempre il desiderio di dominare sugli altri popoli che scatena conflitti e tensioni.