Donna Moderna
FocusJunior.it > Scuola > Storia > Egitto > Nefertiti: la tomba della regina d’Egitto non è nel sepolcro di Tutankhamon

Nefertiti: la tomba della regina d’Egitto non è nel sepolcro di Tutankhamon

Stampa
Nefertiti: la tomba della regina d’Egitto non è nel sepolcro di Tutankhamon
Ipa-agency

Le ultime ricerche hanno chiuso definitivamente il caso riguardante il mistero della tomba di Tutankhamon: la camera segreta, dove si pensava potesse essere celato il sarcofago di Nefertiti, non esiste!

La salma della leggendaria regina Nefertiti non è nascosta in una camera segreta all'interno della tomba di Tutankhamon. Anzi, è proprio la camera stessa a non esistere!

A risolvere il mistero che per quasi tre anni ha tenuto con il fiato sospeso tutti gli appassionati di egittologia è stato un gruppo di studiosi, coordinati dall'italiano Franco Porcelli del Politecnico di Torino, che hanno sfruttato le misurazioni di sofisticatissime apparecchiature per scansionare in ogni direzione la zona intorno al sepolcro del faraone.
Risultato: non c'è nulla al di là delle mura!

La speranza che la regina Nefertiti riposasse in qualche stanza segreta proprio vicino a Tutankhamon (forse il faraone più famoso di sempre), era stata alimentata nel 2015 dall'archeologo inglese Nicholas Reeves, il quale aveva ipotizzato che la tomba dell'antico sovrano, stranamente angusta, inizialmente non fosse stata costruita per custodire le sue spoglie.



Secondo Reeves infatti, dietro le pareti della camera mortuaria si sarebbe potuta nascondere una seconda stanza, all'interno della quale gli archeologi avrebbero potuto trovare il sarcofago della stessa Nefertiti, famosa regina del XIV secolo a.C che insieme al marito, il faraone Akehnaton, cercò di rivoluzionare il complesso sistema religioso egizio in favore del dio Aton.

La teoria di Reeves sembrava posare su solide supposizioni e la stessa prospettiva di ritrovare la donna più iconica (insieme a Cleopatra) della storia egizia, contribuì ad accrescere le speranze per un esito positivo.

Al team del dott.Porcelli però è toccato il ruolo di guastafeste, ma, come spesso accade, la ricerca si nutre anche di simili insuccessi per continuare a progredire in vista degli obiettivi più inaspettati!