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Heracleion, la città sommersa

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Heracleion, la città sommersa
Franck Goddio/Hilti Foundation; Christoph Gerigk

Riportata alla luce nel 2000, l'antica città di Hercleion-Thonis è stata a lungo un tesoro sommerso che solo un determinatissimo archeologo è riuscito a scovare. Scopri di più con Focus Junior!

Può una città grande come Parigi rimanere nascosta per più di duemila anni? È quello che è capitato al Heracleion, l'antichissima città egizia che fino al 2000 era stata data per scomparsa, sommersa com'era sul fondale della baia di Abukir, a circa 6 km al largo dalla costa egiziana.



 



Heracleion, o Thonis secondo la lingua egizia, era un'importante porto del Mondo Antico (tra il VI e il IV secolo a.C era un passaggio obbligato per approdare al regno dei Faraoni) e alla gente dell'epoca doveva apparire più o meno come la Venezia dei nostri giorni, con una intricata rete di canali e fiumiciattoli sopra i quali svettavano palazzi, monumenti e templi colossali. 



Insomma, un gran bel colpo d'occhio! 


Un ulteriore indizio dell'importanza di Heraclion si può poi intuire dal fatto che in molti (tra qui il famoso storico greco Erodoto) facevano risalire la fondazione della città niente meno che a Elena e Paride, i due innamorati raccontati dall'Iliade di Omero che secondo la leggende approdarono proprio nei pressi di Heraclion durante la loro fuga da Menelao, il re di Sparta cui il principe troiano aveva rubato la bella Elena.



 



Ma allora come mai Heraclion sparì dalla Storia?



La città venne letteralmente sepolta dal mare e di lei rimasero solo i racconti degli antichi.



Non si è ancora certi della causa di un simile disastro. Potrebbe essere stato il peso dell'imponente complesso di edifici a far sprofondare Heraclion nel terreno argilloso, ma alcuni ritengono più plausibile attribuire le responsabilità ad un cataclisma naturale come un maremoto.



 



Comunque sia andata, la "città sommersa" di fatto rimase avvolta dal mistero fino all'arrivo dell'archeologo marino Franck Goddio.



Ipa-agency/ The Times/News Syndacation


Goddio infatti, 70 anni d'età e un'origine a metà tra Italia (papà) e Marocco (mamma), cominciò già nel 1992 a spulciare testi antichi e carte geografiche per individuare l'esatto punto dove un tempo doveva sorgere la vecchia Thonis.



Dopo 8 anni di lavoro e di ricerche a colpi di sonar, l'archeologo riuscì finalmente a scovare le prime vestigia della città al largo della costa egiziana, ben trenta metri sotto il livello del mare.



 



Ora i lavori e gli studi stanno rivelando sempre più dettagli sul sito archeologico sottomarino (che si è perfettamente conservato), il quale però verrà lasciato per gran parte lì dove si trova, sul fondo del mare.



Le regole dell'Unesco, la più alta autorità internazionale a tutela dei patrimoni artistici, non permette infatti l'estrazione totale dei ritrovamenti.





Anfore, statue, gioielli e monumenti continuano quindi ad essere fotografati e catalogati per poi essere studiati a distanza sulla terraferma.