Curiosità poco conosciute sulla storia del telefono

 Stampa
martin_cooper-primo-cellulare

Chi ha inventato i numeri di telefono? Perché si dice pronto? In occasione della presentazione del nuovo I Phone 8, ecco alcune curiosità sulla storia del telefono.

Ciao o pronto. In Italia, quando il collegamento tra due interlocutori si attivava l’operatore avvertiva quello che aveva chiamato dicendo : “Pronto!”, cioè “la connessione è pronta, puoi iniziare a parlare”. Alexander Graham Bell nei suoi primi esperimenti col telefono chiamava: “Ahoy ahoy!”, per capire se qualcuno dall’altra parte del filo riusciva a sentirlo, come a dire: “C’è qualcuno?”. “Ahoy”, da cui deriva “Haloo” e poi “Hello”, era anche il segnale d’imbarco per i passeggeri che aspettavano una nave. Nel 1877 Thomas Edison, in una lettera al presidente della Compagnia del Telegrafo di Pittisburgh scrisse che secondo lui il modo migliore di rispondere al telefono era proprio “Hello”. In America il suo consiglio fu seguito, tanto che nel 1899 le operatrici telefoniche erano soprannominate “Hello girls”. In Europa i primi telefoni arrivavano dall’America, e con loro anche i primi operatori che si occupavano dei collegamenti. Per questo ancora oggi in Francia si dice “Allo”, in Spagna “Hola”, in Cina “Wei” e in Giappone “Moshi moshi”. Alcuni paesi seguono altre regole: in Germania si risponde dicendo il proprio cognome, in Inghilterra anche, oppure pronunciando il proprio numero di telefono, in Olanda al cognome si aggiunge il nome, in Russia si usa il francese “Allo” ma anche “Da”, cioè “si”, in Messico si dice spesso “Bueno” e in Spagna “Diga”, cioè “Parla”. Nei Paesi arabi come prima cosa ci si augura una giornata piena di bene e protetta da dio.

Tastiera. Vi siete mai chiesti perché la tastiera dei telefoni è organizzata su tre file da 1 a 9 con lo zero lasciato da solo, al fondo al centro, mentre quella delle calcolatrici va da 9 a 1 partendo in alto da destra con lo zero al fondo, di solito vicino al tasto per inserire la virgola dei decimali? Quando si passò dalla ghiera rotante ai tasti da digitare per comporre i numeri di telefono. I Bell Labs elaborarono diverse soluzioni: dai tasti collocati a scaletta a quelli messi in cerchio, passando per versioni più creative. Ogni schema fu testato da centinaia di volontari per capire quale fosse quello più pratico. Furono necessarie altre prove per verificare se fosse più pratico fare iniziare la numerazione dal primo tasto in alto a sinistra o dall’ultimo in basso a sinistra, come sulle calcolatrici. I test dimostrarono che la prima soluzione consentiva di comporre più rapidamente i numeri e fu scelta quella.
La telefonata sulla Luna. Il 20 luglio 1969 Buzz Aldrin e Neil Armstrong posarono i piedi sulla Luna. Poco dopo ricevettero la telefonata del Presidente Nixon: “Vi chiamo dallo Studio Ovale e questa telefonata resterà nella storia" 

il numero

Il numero più costoso venduto è stato il 666 6666 all'asta di beneficenza per il Qatar, per una cifra di 2,7 milioni di dollari.

 

telefoni pubblici: Il posto di telefonia pubblica (ptp) prima dei cellulari era l'unico modo di contattare qualcuno mentre eri fuori casa. Funzionava con il gettone, una moneta apposita, che costava 200 lire, circa 2 centesimi di oggi e ci potevi fare una telefonata urbana oppure, a scatti, un'interrurbana, da una città all'altra, consumando più gettoni. Poi furono messe in commercio le schede telefoniche vendute in edicola o dai tabaccai. Costavano 5 o 10 euro, la inserivi nella feritoia apposita. 

12 Settembre 2017 | Aggiornato il 13 Settembre 2017
Non ci sono ancora commenti!
Per poter aggiungere un commento fai login oppure registrati!