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Chi erano i Maya? Civiltà, curiosità e storia

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Tra le cosiddette civiltà precolombiane, i Maya sono l'enigma più grande per gli storici: una civiltà così fiorente nonostante grosse lacune tecnologiche, è andata però a scomparire in pochissimo tempo e in circostanze poco chiare. Inoltre, la straordinaria conoscenza degli astri e dell'aritmetica, gettano sui Maya un alone di mistero che tutt'oggi affascana gli studiosi

Mentre in Europa, Asia e Africa sorgevano e crollavano Imperi e culture che in un modo o nell'altro entravano in contatto fra di loro, in quella che oggi viene chiamata America Latina si sviluppava un mondo parallelo, sconosciuto al resto del mondo fino al 1492 (anno dello sbarco di Cristoforo Colombo), costituito da genti che prosperarono per secoli e diedero vita a fiorenti civiltà.

 

Tra queste culture "precolombiane" (cioè esistenti già prima dell'arrivo di Colombo), la più enigmatica è sicuramente quella dei Maya, una popolazione giunta da Nord intorno al 2000 a.C che abbandonò lo stile di vita nomade e si stanziò nell'area compresa tra lo Yucatan (Messico) e l'odierno Guatemala.

 

L'espansione dei Maya non avvenne come un Impero unitario, ma attraverso la fondazione di numerose città-stato, le quali, nonostante la lingua e la religione comune, rimanevano molto indipendenti tra di loro anche se non pare che siano mai sorte grandi rivalità o guerre intestine (come invece accadeva nell'Antica Grecia!).

 

All'interno di questi centri urbani, la vita era regolata da un'élite (cioè la classe dominante) di nobili e sacerdoti, al di sopra dei quali stava un re che veniva venerato come un semidio.

Il resto dei comuni cittadini era composto perlopiù da coltivatori di mais (cereale che era ancora sconosciuto nel resto del pianeta), artigiani e mercanti, i quali, nonostante l'assenza di cavalli (non esistevano in America, così come la ruota!), riuscirono a tracciare fitte rotte commerciali su grandi distanze!

 

CULTURA E SVILUPPO

 

Fagioli, cacao, mais e monili  erano gli elementi alla base della vita quotidiana e del commercio dei Maya, i quali erano anche abili incisori (numerosi i reperti su pietra giunti da iscrizioni e templi) e intagliatori di oro, metallo che però ebbe un valore esclusivamente decorativo, poiché nella loro cultura non era contemplata la moneta.

 

Le guerre, per quel che ne sappiamo, non erano molto frequenti ma quando si decideva di espandersi o proteggersi da un nemico, i nobili che detenevano il potere militare si mettevano alla testa di eserciti ben disciplinati, composti da soldati e comuni cittadini chiamati alle armi, e si lanciavano nel combattimento equipaggiati di archi, frecce, lance e rudimentali spade.

Al fianco di certi elementi di arretratezza però, i Maya furono capaci di dare vita ad una vera civiltà "monumentale", poiché al fianco delle case e magazzini dei cittadini comuni (in legno e fango), costruirono numerosi ed imponenti edifici in pietra, destinati alla corte del re e alle funzioni religiose.

 

LA RELIGIONE
 

La religione era un elemento molto importante della vita quotidiana e per secoli i Maya si impegnarono nel costruire monumenti e palazzi in onore di divinità della natura che favorissero la loro felicità.

Molto famose, ad esempio, le piramidi che furono erette per il dio Sole, le quali sono molto simili a quelle presenti in Egitto e in Mesopotamia, cosa che ancora oggi solleva parecchi interrogativi tra gli studiosi.

 

I Maya pensavano che il loro mondo fosse un intermezzo tra il Cielo delle Divinità e l'Inferno, dimora di mostri spaventosi che portavano siccità e carestie; gli dei dovevano dunque essere propiziati ogni giorno con rituali e offerte che favorissero la benevolenza divina e l'arrivo delle piogge, elemento fondamentale per la vita.

 

La lotta tra bene e male dunque, veniva semplificata in un combattimento tra forze favorevoli alla vita (pioggia, acqua, piante ecc...) ed elementi di distruzione (siccità, terremoti, carestie...)

 

ASTRONOMIA E CONTRADDIZIONI

 

Una delle tante contraddizioni che la storia ci ha riportato sui Maya riguarda il loro sviluppo tecnologico e culturale: se da un lato infatti non si ebbero mai grandi innovazioni in campo agricolo (l'aratro era sconosciuto) e tecnologico, come fecero a diventare così grandi coltivatori e, soprattutto provetti matematici e astronomi?

 

Il forte rapporto tra Maya e divinità celesti è infatti frutto di una conoscenza all'avanguardia dell'astronomia: senza telescopi e strumenti sofisticati, erano riusciti a stilare un calendario solare molto più preciso di quello europeo composto da 365,242 giorni (sbagliando di appena 17 secondi sulla reale lunghezza del periodo di rotazione della Terra!).

Al fianco di queste esatte misurazioni, i Maya ricavavano premonizioni su eventi atmosferici ed eventi futuri: celeberrima la profezia che avrebbe voluto la fine del mondo nel 2012, anno di un diluvio che avrebbe spazzato via l'umanità dalla faccia del pianeta. Fortunatamente queste previsioni non furono accurate quanto i loro calcoli astronomici!

 

IL MISTERO DEL DECLINO

 

Se molti aspetti della vita e della cultura Maya (come la scrittura a pittogrammi) presentano ancora parecchie lacune, il declino della civiltà rimane un vero e proprio mistero.

 

Nel '500 gli Spagnoli scoprirono e soggiogarono questa popolazione nascosta nella giungla, ma ormai era solo un ricordo della magnificenza che aveva vissuto nel passato.

Dagli studi e i ritrovamenti archeologici infatti si è calcolato infatti che tra il 760 e il 930 d.C, una delle più grandi civiltà della Terra entrò in un declino tanto veloce quando inspiegabile:  le grandi città divennero in pochi decenni cumuli di macerie e gli abitanti degli altipiani migrarono o sparirono nel nulla.

 

Come è stato possibile un tracollo così rapido? Una catastrofe naturale? Un'epidemia?

 

Qualcuno negli anni ha anche voluto accostare questo mistero alle immense doti astronomiche dei Maya, ipotizzando che essi fossero alieni giunti sulla Terra per colonizzarla e che, ad un certo punto, decisero di tornare nell'alto della volta celeste!

 

Spiegazioni stravaganti a parte, i Maya sono ancora un capitolo oscuro che gli storici stanno cercando di riportare alla luce.

 

FONTE: "La Conoscenza Storica", De Bernardi-Guarracino.

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