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Che cos’é un mito?

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Perché la mitologia era così importante nell'Antichità? Scoprilo con Focus Junior!

Il termine mito viene dal greco mythos, e significa "racconto". Questa tipologia narrativa affonda le proprie radici nella natura stessa dell'essere umano, il quale, anticamente, cercava di spiegare fenomeni ed eventi che non riusciva a comprendere (es: il fuoco, il tuono, l'origine del mondo...) con storie che avevano per protagonisti molti concetti soprannaturali.

Il mito è dunque un modo fantasioso adottato dagli Antichi per provare a spiegare la realtà ed il comportamento degli uomini (es: i greci e i romani avevano una divinità per ogni stato d'animo).

LA SPIEGAZIONE PER TUTTO

Ogni religione antica, ad esempio, aveva un proprio mito della Creazione: per i greci, tutto ebbe origine da Caos, per i cinesi l'universo nacque da un grande Uovo, mentre gli Inca gli umani erano emersi insieme al Dio Con Tiqui Viracocha dal lago Titicaca.

Tutte queste storie traevano spunto da elementi reali (il lago, l'uovo, il comportamento umano ecc...) che venivano poi elaborati per creare racconti, i miti appunto, che dessero risposte riguardo l'andamento dei fenomeni naturali.

Un esempio? Gli antichi Greci si chiedevano: Perché cadono i fulmini? La risposta mitologica: perché li lancia Zeus (che però agisce come un essere umano, non come un dio!)

UN CODICE DI COMPORTAMENTO

II mito poi, una volta che era entrato nella tradizione e nel sapere comune di una civiltà, si tramutava spesso in una "miniera" di storie da cui trarre degli insegnamenti da applicare nella vita di tutti i giorni. Sempre i Greci infatti erano fortemente legati ad alcuni miti che trattavano aspetti fondamentali - e spesso anche molto complessi - della società nella quale vivevano.

Prendiamo il mito di Antigone, una storia che poi Sofocle trasformò in una tragedia famosissima: la giovane Antigone è sorella di Polinice, un guerriero che perde la vita cercando di rovesciare il potere nella sua città, Tebe. Poiché morto in un atto violento contro la propria patria, il corpo di Polinice non può essere sepolto, cosa molto grave per quei tempi, poiché secondo i Greci le anime degli insepolti non potevano accedere all'Aldilà. Antigone però decide di trasgredire gli ordine del re Creonte, sovrano di Tebe, e nel rispetto della legge divina sceglie di seppellire il fratello, nonostante sia ben consapevole che questa trasgressione le costerà molto cara.

Questo mito che ad una lettura superficiale può apparire come una storiella, ai Greci invece offriva molti spunti di riflessione su temi importantissimi come la legittimità della legge (vale più la legge degli uomini o quella degli Dei?) e il rispetto dell'autorità.