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Carnevale di Ivrea: come è nata la famosa battaglia delle arance?

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Avete mai sentito parlare della battaglia delle arance a Carnevale? In Italia succede da secoli ad Ivrea, durante il Carnevale tra i più antichi del nostro Paese. Leggete da dove nasce questa curiosa tradizione e dove finiscono le tonnellate di arance che i cittadini si lanciano addosso

Il Carnevale di Ivrea è uno dei più antichi d'Italia ed è l'unico che porta avanti alcune tradizioni fin dal  Medioevo. Una delle caratteristiche più affascinanti di questo Carnevale italiano è la famosa  "battaglia delle arance": per strada, durante la parata, scatta una vera e propria battaglia a suon di arance tra i cittadini!

Tutti si sporcano e a volte si prende qualche bella botta, perché le arance sono dure!

SPRECO DI CIBO?

La polemica, però, c'è da sempre: perché sprecare, ogni anno, ben 600 tonnellate di ottime arance lanciandole e distruggendole a terra? La risposta è semplice: perché non sono arance buone da mangiare.

Gli agrumi lanciati durante i giorni del carnevale di Ivrea, infatti, sono arance "speciali" che arrivano dalla Calabria e che non hanno le caratteristiche adatte al consumo umano. In pratica, non sono buone da mangiare
Inoltre, alla fine della giornata l'azienda dei servizi ambientali di Ivrea raccoglie le arance da terra e le deposita in vasche speciali dove, in alcune settimane diventeranno compost, ossia un ottimo concime naturale per uso agricolo.

UNA TRADIZIONE SECOLARE

La  battaglia delle arance è il simbolo del Carnevale di Ivrea, che tiene sempre vivo il ricordo delle  lotte che i cittadini hanno portato avanti nei secoli per non soccombere ai soprusi dei tiranni.

La tradizione di lanciare le arance dai balconi sui carri e viceversa, si dice che sia nata nel Medioevo, quando i feudatari regalavano una volta all'anno una cesta di fagioli al popolo. Tale ridicola elemosina, nel tempo, portò le varie famiglie a lanciare con disprezzo i fagioli fuori dalla finestra.

Durante il Carnevale questo gesto di ribellione ha preso vita attraverso diversi oggetti. Prima gli stessi fagioli, poi i coriandoli, i confetti e in tempi recenti le arance, che venivano usate soprattutto dalle ragazze, che dai balconi volevano farsi notare dai ragazzi sui carri.

Un carnevale storico, una tradizione che mischia leggenda e presente

Nel tempo quest'usanza è diventata una vera battaglia che attira tanti curiosi da  tutta Italia per vedere questo scontro all'ultimo spicchio!

Oggi si rischia di essere presi ad "aranciate" se si arriva al Carnevale senza il tradizionale copricapo rosso, che deriva da un'altra leggenda molto cara agli abitanti della città piemontese: la storia della Mugnaia Violetta, una leggenda che dimostra come il popolo si sia sempre ribellato alle ingiustizie dei potenti.

Violetta, era una bellissima ragazza, figlia di un mugnaio, che portava un cappello rosso, molto lungo che le cadeva su una spalla. Promessa in sposa ad un ricco signore locale, una sera che era stata invitata al palazzo dal tiranno, Violetta invece di sottomettersi, lo fece ubriacare e lo uccise.

Dopo questo gesto di protesta poi, la ragazza scese in piazza e sollevò tutto il popolo contro i ricchi del paese.

 

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