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Anne Frank la sua casa

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Otto, il papà di Anne, avvia un’impresa di spezie ad Amsterdam nell’edificio in via Prinsengracht 263. Ai piani superiori c’è la casa dove Anne e la sua famiglia si nascondono insieme alla famiglia di Hermann van Pels. Al piano terra c’è il magazzino: gli operai non sanno che nell’alloggio segreto ci sono dei clandestini e per questo non devono farsi assolutamente sentire.  

 



 



Di giorno dobbiamo camminare in punta di piedi e parlare a sottovoce perché nel magazzino non devono sentirci.



11 luglio 1942



 



Otto, il papà di Anne, avvia un’impresa di spezie ad Amsterdam nell’edificio in via Prinsengracht 263. Ai piani superiori c’è la casa dove Anne e la sua famiglia si nascondono insieme alla famiglia di Hermann van Pels. Al piano terra c’è il magazzino: gli operai non sanno che nell’alloggio segreto ci sono dei clandestini e per questo non devono farsi assolutamente sentire.



 



 



 





 



Gli uffici


 



Ieri siamo andati in quattro nell’ufficio ed abbiamo ascoltato la radio inglese. Avevo così paura che qualcuno ci sentisse da supplicare letteralmente papà di risalire con me. La mamma ha capito la mia ansia e mi ha accompagnato di sopra.



11 luglio 1942



 



Gli uffici degli impiegati che diventano anche i loro benefattori sono al primo piano: lì quando il personale se ne va a casa, Anne e gli altri si spostano lasciando il loro nascondiglio. E’ l’unico posto dove possono sbirciare fuori dalle finestre e prendere il cibo, gli abiti, i libri procurati dai loro benefattori.



 



Pianerottolo con libreria girevole


 



Il nostro alloggio adesso è diventato un vero e proprio nascondiglio. Il signor Kugler, il nostro benefattore, ha voluto coprire la porta di accesso al nostro rifugio con una libreria.



21 agosto 1942



 



Dagli uffici del primo piano con una scaletta di legno si sale al secondo piano dove si trova un pianerottolo. Dopo un mese di rifugio decidono di nascondere la porta che conduce all’alloggio segreto. Le finestre di quel luogo vengono coperte di carta opaca incollata ai vetri così che da nessun punto della casa si possa vedere il nascondiglio.



 



L’alloggio segreto


 



Di giorno non possiamo scostare le tende di un solo centimetro.



28 novembre 1942



 



Dall’alloggio non possono mai uscire. Di giorno quando gli operai lavorano nel magazzino devono essere molto silenziosi.



 



La stanza dei Frank


 



Margot impara l’inglese, il francese, il latino con corsi per corrispondenza



16 maggio 1944



 



Durante la clandestinità la famiglia di Anne passa gran parte delle giornate in questa stanza dell’alloggio segreto. Sulla carta da parati di questa stanza mamma e papà segnano l’aumento di statura delle loro bambine con delle piccole strisce. C’è anche una radio che i clandestini ascoltano e dalle notizie sull’andamento della guerra prendono coraggio.



 



La camera di Anne


 



Grazie a papà che fin dall’inizio aveva pensato di portare tutta la mia collezione di cartoline e di stelle del cinema, col pennello ho passato la colla su tutta la parete e ne ho fatto una specie di poster.



11 luglio 1942



 



Proprio come ogni ragazza della sua età anche Anne rallegra la sua camera con delle fotografie: quelle delle attrici come Greta Garbo e poi della principessa Elisabetta ma anche di artisti come Rembrandt. La sua più grande sofferenza è quella di non poter mai uscire. L’unico modo per sfogarsi è scrivere il suo diario.



 



Bagno


 



Sst…papà zitto Otto, sst…vieni, non puoi più far scorre l’acqua. Non fare rumore! Queste sono le raccomandazioni che vengono fatte a papà quando è in bagno. Allo scorrere delle otto e mezzo dev’essere nella stanza. Non una goccia d’acqua, il gabinetto non si usa, non un passo, silenzio totale



23 agosto 1943



 



Persino il bagno diventa un problema quando sei nascosto in una casa. Anne e gli altri di giorno devono evitare di usarlo. Le tubature dell’acqua e lo scarico del wc passano per il magazzino e gli operai non sono al corrente della presenza dei clandestini nell’edificio. Meglio non far sentire nulla…potrebbero insospettirsi.



 



 



La stanza di Peter van Pels


 



La sua stanza, …che cos’è in realtà? Non è che una specie di pianerottolo per andare in soffitta, piccolissima, buia e umida, ma lui ne ha fatto una vera camera.



22 febbraio 1944



 



Peter ha soli tre anni in più di Anne. È il figlio più giovane dei Pels e nel nascondiglio segreto è l’unico ad avere una “camera” tutta sua. La scala nella sua stanza porta alla soffitta che funge da dispesa ma non solo. Anne e Peter salgono spesso nel punto più alto della casa, è l’unico luogo dove possono essere soli e lì, tra i due, nascerà “qualcosa” al punto che Anne riceverà il suo primo bacio.



 



 



Il 4 agosto del 1944 i clandestini sono traditi e vengono arrestati dai nazisti. Anne e la sua famiglia finiscono nel campo di Sterminio di Auschwitz-Birkenau. L’unico a tornare salvo sarà papà Otto che nel 1947 decide di pubblicare il diario della figlia.