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La storia della magia: chi erano maghi e illusionisti

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Formule misteriose, incantesimi, alchimie e illusioni. Chi ha inventato la magia e le formule magiche come "abracadabra"? Ecco come la scienza spiega questo mistero

La storia della magia non è mai stata la materia preferita di Harry Potter quando studiava a Hogwarts. E forse è un peccato, perché le vicende dei maghi del passato hanno molto da insegnare anche ai maghi di oggi. Certo, dire chi siano stati i primi maghi è davvero difficile.

LE ORIGINI

A inventare il termine sono stati, indovina un po’, gli antichi Greci, che chiamavano maghi, o magi, gli astrologi persiani. Ma c’erano maghi anche prima, almeno fin dall’antico Egitto. In un papiro antichissimo si parla di tre che si chiamavano Ubainer, Giaigia-em-Anekh e Djedi e che facevano cose straordinarie alla corte del faraone Cheope, quello della famosa piramide. Il primo creava coccodrilli con la cera (cioè, li faceva di cera e poi li trasformava in animali veri con un incantesimo), il secondo svuotava i laghi per recuperare talismani perduti e il terzo beveva 100 boccali di birra e riattaccava le teste mozzate. Niente da invidiare a quelli venuti dopo di loro, insomma.

Nella religione degli Egizi c’era persino un dio dei maghi, che si chiamava Toth. E qualcuno pensa che fosse un po’ mago anche Mosè. Ma se lo fosse stato, non sarebbe di certo andato in giro a raccontarlo. Comunque per i Greci, i magi o maghi, erano astrologi e scienziati, saggi e potenti, come i Magi del Vangelo, che sapevano che sarebbe nato un re. Non facevano tanto gli incantesimi, ma studiavano il cielo e le costellazioni e prevedevano il futuro.

MAGIA E SCIENZA A BRACCETTO

Magia e scienza hanno viaggiato insieme per parecchio tempo. Ci sono scienziati che sono stati considerati anche un po’ maghi. Per esempio Pitagora, proprio quello del teorema sui triangoli rettangoli: la scuola di matematica che fondò a Crotone, in Calabria, 500 anni prima di Cristo, assomigliava parecchio a una setta magica. Chi entrava a farne parte non poteva raccontare nulla di quello che imparava agli estranei. E di sicuro la geometria e i numeri dovevano sembrare parecchio magici all’epoca. In fondo anche adesso certi calcoli e certi ragionamenti matematici sembrano difficili da accettare senza un po’ di magia. Figuriamoci più di 2.500 anni fa!

Una che invece era maga sul serio e non aveva niente a che fare con la scienza. La si può trovare nelle avventure che capitarono a Ulisse per tornare a casa dopo la guerra di Troia. Si chiamava Circe, era bella, viveva su un’isola e faceva proprio le magie come le conosciamo noi, con le pozioni magiche e toccando con una bacchetta le sue vittime. È con questo sistema che trasformò i compagni del re di Itaca in maiali. A quanto pare, infatti, le piaceva molto trasformare le persone in animali.

Ulisse si salvò, ma solo perché Ermes, un dio che tifava per lui, gli diede l’antidoto alla pozione magica. Ermes era considerato dai Greci il dio dei maghi e la magia aveva molto a che fare con gli dèi dell’Olimpo. Tutti gli dèi sapevano trasformarsi (Giove lo faceva continuamente) e i riti magici erano fatti soprattutto per ottenere il favore di qualche dio. Ai Greci piacevano soprattutto i maghi e le maghe che sapevano prevedere il futuro e fare le profezie, come la Pizia di Delfi, che parlava a nome di Apollo e diceva quello che sarebbe successo, anche se poi spesso non si capiva bene che cosa volesse dire davvero.

DALL'ANTICHITÀ AL MEDIOEVO "MAGICO"

Gli antichi Romani erano gente più pratica e, anche se credevano alle profezie ed erano piuttosto superstiziosi, grandi maghi o streghe famose non ne hanno avuti. Piuttosto, Roma era piena di gente che faceva trucchi con le carte, come i moderni prestigiatori, ma anche lì c’erano riti magici. Forse è proprio nell’antica Roma che nasce l’immagine delle streghe con i pentoloni come le conosciamo noi. Ma è difficile dirlo, perché pozioni e incantesimi sono esistiti in tutti i popoli.

In ogni caso, è da allora che spesso le maghe risultano più cattive dei maghi.

Merlino era buono, mentre la sua rivale Morgana no. In realtà in alcuni racconti anche Merlino ha lati malefici, ma in generale faceva incantesimi per aiutare Artù e i Cavalieri della Tavola rotonda. Uno dei suoi trucchi preferiti, guarda un po’, era trasformarsi e trasformare gli altri. Proprio come nel film di Walt Disney, quando sfida Maga Magò e diventano tutti e due degli animali; oppure quando fa diventare il piccolo Artù un pesce. Può anche darsi che Merlino in realtà si chiamasse Myrddin e su di lui sono state raccontate molte storie. Ma può anche essere che non sia mai esistito e sia stato inventato dai cantastorie. Come la maga Circe o i maghi egizi.

I MAGHI DELLA STORIA

Invece è esistito di sicuro e visse anche lui nel Medioevo, tra il 1300 e il 1400, Nicolas Flamel, quello di cui si parla nel primo libro e nel primo film di Harry Potter. Flamel era un libraio, ma pure un alchimista e si dice che sarebbe stato capace di creare la pietra filosofale, quella che garantisce l’immortalità, oltre alla ricchezza e altre cose ancora. In realtà morì come tutti, benché piuttosto vecchio nel 1418, a 78 anni (a quel tempo non era facile arrivare a certe età!). Però la sua casa di Parigi è ancora in piedi dopo 700 anni e questo, ovviamente, fa pensare a molti che ci sia dietro qualche magia.

Il Medioevo, si sa, è stato l’epoca d’oro della magia, pieno di streghe e incantesimi, ma bisogna stare attenti a dirlo, perché gli storici non sono sempre d’accordo su questo. I processi contro le streghe continuarono per molti secoli. E si conoscono tanti nomi di maghi vissuti dopo. Cosimo Ruggeri, per esempio, nel 1500 viveva alla corte di Francia e le sue specialità erano l’astrologia e la capacità di prevedere il futuro. Peccato che non riuscì a prevedere come sarebbero andate a finire le congiure contro Carlo IX e contro Enrico IV alle quali fu accusato di aver preso parte. Sembra che usasse un pupazzo di cera per fare incantesimi contro i re e farli ammalare o morire e così fu arrestato e condannato e rischiò grosso ben due volte. Però poi fu sempre perdonato.

Nello stesso periodo un mago che si faceva chiamare Paracelso si dedicava soprattutto alla medicina e pare che come medico fosse anche abbastanza in gamba. A quell’epoca non esisteva ancora la chimica come scienza e quindi chi trafficava con erbe e sostanze naturali, facendole cuocere e bollire e magari cercando di usarle per curare, era un po’ un medico ma spesso finiva per essere considerato anche un alchimista e uno stregone.

Il mago più bravo a mettersi nei guai, anche senza pretendere di fare il medico, è stato però il conte di Cagliostro. Che tanto per cominciare non si chiamava neanche Cagliostro ma Giuseppe Balsamo. Nel 1700, proprio mentre l’Illuminismo cominciava a sbugiardare la magia e a dire che la scienza era una cosa seria e gli incantesimi solo fandonie, lui diventò il mago più famoso del mondo. Era uno che amava le avventure, di sicuro raccontava un sacco di bugie, a volte faceva delle truffe e spesso finiva nei guai, anche in galera. A Napoli vendeva un’acqua miracolosa e a Londra dava i numeri che sarebbero usciti al lotto. Girava tutta l’Europa, dalla Francia alla Russia ed ebbe una vita con cui si potrebbero riempire molte stagioni di una serie tv. Insomma, anche quando la scienza ha cominciato a svelare molte delle cose che sembravano magiche e l’epoca degli alchimisti e dei maghi poteva essere alla fine, tanti hanno continuato a darsi da fare con la pretesa di avere poteri straordinari.

Nel corso del 1800 un francese che si faceva chiamare Eliphas Lévi scrisse una storia della magia e molti altri libri che ancora adesso quelli che credono alla magia (o che la vogliono studiare e conoscere senza crederci) continuano a leggere. Ci sono stati maghi famosi persino nel secolo scorso anche se nel frattempo erano nati premi molto ricchi per chi fosse riuscito a dimostrare di avere capacità sovrannaturali. Il più famoso era di un milione di dollari, ma non è mai stato riscosso!

ABRACADABRA: LA PAROLA MAGICA

Da dove arriva la parola più magica del mondo? L’ipotesi più accreditata è che sia stato il medico Quintus Serenus Sammonicus a inventarla (nel III secolo d.C.), per curare l’imperatore Caracalla. C’è chi pensa invece che si tratti di una parola celtica composta da Abra (Dio) e Cad (santo) o che derivi dalla frase babilonese AbbadaKeDabra (“muori quando la parola stessa è pronunciata”). Oppure ancora che derivi dall’aramaico AvrahKaDabra (“Io creerò come parlo”). Nella foto, puoi vedere come si scriveva sugli amuleti.

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Formula abracadabra
Credits: Wikipedia