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Nuovi software per la scuola inclusiva: imparano tutti, non si annoia nessuno

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La scuola diventa divertente: nuovi metodi per fare lezione a scuola grazie al tablet e ai nuovi software.

Che noia la scuola! Ci sono tanti ragazzi che ancora la pensano così, perché si "stufano" a sentire la spiegazione delle insegnanti, a studiare per le interrogazioni e a ripetere la lezione ad alta voce, per esempio.



Bè la noia è nemica dell'apprendimento, ma le cose stanno cambiando.



 



Alcune scuole in Italia stanno sperimentando nuovi metodi di apprendimento: gli alunni hanno in dotazione il tablet, e gli insegnanti utilizzano dei software studiati apposta per rendere l'esperienza scolastica più coinvolgente, attraverso quiz, video o altri contenuti che integrano il "solito" testo scritto.



Per esempio con Star Logo si possono creare videogiochi o quiz educativi; Spark Video permette invece agli insegnanti di dare vita a una presentazione interessante con video, foto, e spiegazioni e con PowToon si realizzano semplici animazioni o piccoli video.



 





 



La lezione per tutti



Questo tipo di lezioni sono studiate per tutti gli studenti, perché oltre a creare coinvolgimento, anche emotivo, limita le difficoltà che ogni singolo individuo può incontrare. Per esempio chi ha difficoltà a leggere o a concentrarsi su un testo scritto imparerà meglio con un video esplicativo; chi è lento nell'eseguire i "soliti" compiti sarà più invogliato a risolvere un quiz o un videogioco educativo sulla lezione del giorno.



Esistono inoltre i software che aiutano gli studenti in difficoltà, come Vivo Next, che legge i testi scritti ed esistono anche font per i ragazzi dislessici (in Italia sono il 3% degli studenti). Tutti possono imparare quando ad ogni difficoltà viene data una soluzione.





Confronto tra studenti e insegnanti



Il confronto diretto tra insegnanti e alunni anche se è importante spesso è bloccato da timidezze, imbarazzi, paura di esporsi o di sbagliare. Anche in questo caso la tecnologia aiuta:  Google Classroom, per esempio, è un luogo virtuale dove insegnanti e alunni si possono confrontare sui progressi, sulle difficoltà in un compito o in una lezione e Udemy è una piattaforma dove gli insegnanti mettono a disposizione dei corsi on line, in modo che gli studenti possano approfondire un determinato argomento o ripassare materie in cui sono carenti.



 



Ma chi si occupa di questi nuovi metodi di apprendimento?



Ci sono diverse realtà, per esempio associazioni e gruppi di studiosi che si occupano di giovani e di scuola, per esempio Una città che scrive, che organizza concorsi letterari per studenti, o l'Associazione italiana Dislessia: ogni tanto queste persone si incontrano e organizzano dei convegni per presentare le novità o i nuovi progetti da realizzare. In uno degli ultimi sulla dislessia, organizzato a Milano, sono stati presentati i sofware di cui vi abbiamo parlato, spiegati dall'insegnante e autore Luca Chiesi, e alcuni programmi scolastici per favorire sempre di più una scuola per tutti, valorizzando e rispettando le differenze di ciascun individuo.



 



 



Nella vostra scuola usate i tablet durante la lezione? Oltre ad  alleggerire il peso dello zaino, guidano ad un uso consapevole della tecnologia e aiutano a studiare e imparare meglio.