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La storia della pagella

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La storia della pagella

Il foglio di carta più temuto dagli studenti un po' "distratti" ha origini lontane, ma i suoi effetti sono ancora ben presenti nella scuola moderna: ecco la storia della pagella!

Il solo nome fa accapponare la pelle a migliaia di giovani studenti e il suo contenuto può comportare giorni di spensieratezza e regali o  castighi e ulteriori fatiche sui libri: è la pagella, la versione scolastica di Minosse, il giudice dell'Inferno di Dante Alighieri!

 

Il nome è ingannevole e non rappresenta appieno l'importanza che occupa nella vita di un povero alunno: "pagella" è infatti il diminutivo del latino "pagina", cioè una “facciata scritta di libro o quaderno”.

Per la lingua italiana dunque essa sarebbe la “piccola pagina”.

Ma nell’antica Roma queste piccole pagine non valutavano gli allievi né concludevano i quadrimestri... ecco perché non gli hanno dato un nome più spaventoso!

 

UN'IDEA... AUSTRIACA!

 

La funzione moderna di quel maledetto pezzo di carta si deve invece al buon imperatore d’Austria Giuseppe II, che la introdusse nel 1783.

 

In Italia arrivò circa un secolo dopo, ma venne introdotta ufficialmente in tutte le scuole italiane con un unico modello, solo in epoca fascista, con il regio decreto del 20 giugno 1926.

 

Non era però la scuola a procurarla, ma ogni famiglia doveva acquistarla dal tabaccaio al costo di 5 lire (circa 4 euro odierni). Oltre al danno, la beffa!

 

Le prime pagelle avevano sul frontespizio (la pagina iniziale) lo stemma sabaudo della Casa Reale e i giudizi erano espressi in valutazioni (sufficiente, buono, lodevole... ) e non in voti numerici (come accade oggi).

 

Il regime fascista se ne servì anche per indottrinare i giovani, i quali dovevano essere sani, atletici e istruiti ai valori fascisti. 

 

Con le successive riforme, la pagella assunse la forma che ancora oggi influenza le estati degli studenti... non disperate però: la pagella non è un giudizio sulla persona, ma solo sul profitto scolastico!

 

Alcune eccellenze dell'umanità (Einstein, Garibaldi ecc...) avevano pessimi voti ma grandi idee!

 

FONTE: Focus.it