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Si dice il COVID o la COVID?

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Si dice il COVID o la COVID?
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La maggior parte di noi parla quotidianamente DEL Covid (e non DELLA Covid), anche se le regole grammaticali dell'italiano dovrebbero favorire l'uso al femminile. Qual è dunque la forma corretta?

In attesa che i vaccini ci aiutino pian piano alla normalità, a qualcuno è venuto in mente un dubbio tutt'altro per scontato: ma se in italiano gran parte delle malattie sono declinate al femminile (la malaria, la peste, l'influenza, la difterite ecc...) è giusto dire "il COVID", come facciamo più o meno tutti, o sarebbe più corretto dire "la COVID"?

Per fortuna l'Accademia della Crusca, la voce più autorevole nel campo linguistico, ha dato la sua risposta.

MASCHILE O FEMMINILE?

Come tutti noi abbiamo imparato a nostre spese, COVID-19 è la malattia respiratoria infettiva causata dal coronavirus SARS-CoV-2 e che ha scatenato la pandemia globale che tuttora ci troviamo ad affrontare.

Il nome, ufficializzato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, è l'acronimo - un nome formato con le iniziali di più parole - del termine inglese COronaVIrus Disease 19 ed così che è stato integrato dalla lingua italiana, finendo da subito per essere usato nella forma maschile (forse perché spesso si confonde il coronavirus con la malattia che provoca).

Stando alle regole grammaticali della nostra lingua però - ci dice la Crusca - visto che l'acronimo inglese fa riferimento ad una parola femminile (disease, "malattia"), secondo un principio chiamato "assegnazione del genere basato sull’associazione con il genere del traducente", anche l'uso italiano dovrebbe essere volto al femminile e quindi si dovrebbe parlare "della COVID".

Tuttavia, come spesso accade, sono i parlanti di una lingua a definirne alcune caratteristiche e poiché l'uso al maschile è ormai così diffuso, anche l'Accademia della Crusca si rassegna a fare uno "strappo alla regola", alzando le mani di fronte all'utilizzo comune ma raccomandando almeno di non saltare da un genere all'altro nel corso della stesa conversazione!

«L’uso di COVID al maschile - scrive il 3 luglio 2020 Sara Giovine, membro della Crusca -  non può dunque considerarsi grammaticalmente scorretto, sebbene la sua origine sia per lo più da ricondurre, come abbiamo visto, a un uso improprio del termine nel significato di ‘coronavirus responsabile della malattia respiratoria COVID-19’. Per questa ragione, sarebbe stato forse preferibile che il nostro acronimo si fosse affermato al femminile, in modo da evitare fraintendimenti e rendere chiara anche attraverso la distinzione di genere grammaticale la distinzione lessicale tra nome del virus (SARS-CoV-2) e nome della malattia (COVID-19). Così non è stato: non resta quindi che raccomandare quantomeno un trattamento coerente dell’acronimo, soprattutto all’interno del medesimo testo, evitando di ricorrere alternativamente al maschile e al femminile».