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Perché si dice “non mi scocciare”?

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Perché si dice “non mi scocciare”?
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Come mai quando una persona ci infastidisce diciamo che ci sta "scocciando"? Facciamo un piccolo viaggio nel tempo scoprire l'origine di questo termine

E dai, non mi scocciare! È un’espressione che avrete sentito decine di volte, o che forse usate voi stessi. E’ un po’ come dire "smetti!", o "non rompermi le scatole", o qualcosa del genere. Ma quel verbo, ossia "scocciare", cosa significa? Da cosa deriva? Forse dallo scotch inteso come nastro adesivo? Mah...O forse dallo scotch che bevono alcuni adulti, che è un whisky?

ORIGINI DEL VERBO "SCOCCIARE"

In realtà, il verbo scocciare ha origine nell’Italia del sud e deriva dalla parola "coccia". Persino Pellegrino Artusi, un anziano paffuto dai baffoni bianchi che scrisse un importante libro sulla cucina italiana e che non era del sud ma romagnolo, usò la frase «scocciategli dentro l’uovo per dire che dentro il semolino», in una sua ricetta, si doveva mettere l’uovo (scocciare un uovo significa rompere il guscio).

Coccia, scocciare: a Roma e nel sud significa infatti rompere cose fragili e in particolare il guscio delle uova. Frantumare, rompere, spaccare, infrangere. Avete mai sentito dire Non rompermi le uova nel paniere? Ecco, significa più o meno non scocciare o perlomeno ha quel senso. E qui si ritrova il significato originario di coccia: ossia guscio.

PERCHÈ SI USA?

In senso figurativo, scocciare significa disturbare, seccare, dar noia, importunare, molestare. Ma significa anche avere imbarazzo o disagio per la possibilità di fare qualcosa di non conveniente. Ad esempio: «mi scoccia chiedere un favore a Gino» oppure «mi scoccia fare tardi all’appuntamento con Maria».

Ma il verbo usato al participio passato, ossia scocciato, significa anche annoiato. «Ad esempio, Questo film mi ha scocciato». Pensate, inoltre, che il verbo scocciare si usa anche nel gergo marinaresco o comunque nella pesca.

Si dice infatti scocciare per significare liberare un pesce dall’amo o, per quanto riguarda i nodi, togliere un gancio da un anello.

A quanto pare, questo verbo usato nel senso di rompere (le scatole) ha avuto origine nel ‘700, ossia circa tre secoli fa. Dal sud Italia e da Roma, questo modo di dire e di usare questo verbo si è diffuso in tutta Italia. Alcuni studiosi dell’etimologia, ossia dell’origine delle parole, dicono che coccia significhi, oltre che guscio, anche chiocciola, e che questa parola derivi dal greco kochlias che significa "chiocciola" ma anche "conchiglia". In spagnolo, ad esempio, che è una nostra lingua sorella, conchiglia si dice concha, che è molto simile a coccia. Insomma, da scocciare sono poi derivati scocciatore e scocciatura.

E i cocci di un vaso? Proprio così: i frammenti di un vaso, il rompere un vaso (scocciare un vaso). Scocciare nel senso di attaccare con lo scotch è un’altra cosa… Vedete che cammino incredibile hanno seguito le parole e la lingua che oggi usiamo?

FONTI:
Treccani
La Repubblica
Una parola al giorno