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Leonardo Sciascia: “Il Giorno della Civetta” è alla Maturità 2019

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Leonardo Sciascia: “Il Giorno della Civetta” è alla Maturità 2019
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Tra le tracce della prima prova è stato proposto un brano de "Il Giorno della Civetta", il romanzo di Leonardo Sciascia ambientato in Sicilia e che racconta un mondo avvelenato dalla mafia

Nell'Esame di Stato 2019 - il primo con la nuova formula che ha rivoluzionato prove scritte e orali - uno dei protagonisti delle tracce proposte per il tema d'italiano è Leonardo Sciascia (1921-1989) con Il Giorno della Civetta.

Certo, l'autore magari non sarà famoso come il suo "collega" Ungaretti - anch'esso presente alla prima prova con l'analisi della poesia “Risvegli” da “L’Allegria” Il Porto Sepolto - ma molti studenti saranno stati contenti di averlo incontrato sul proprio cammino sia perché il libro è molto gettonato tra le proposte di lettura dei docenti italiani (e dunque più di qualcuno lo avrà letto), sia perché i temi  che vi vengono trattati sono tutt'ora di grande interesse.

ANALISI DE "IL GIORNO DELLA CIVETTA"

Il Giorno della Civetta è un romanzo pubblicato nel 1961 dalla casa editrice Einaudi dopo che l'anno prima aveva riscosso un certo successo tra le pagine della rivista Mondo Nuovo.

Nel libro, Sciascia sfrutta un episodio di cronaca nera accaduto realmente (l’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia avvenuto nel 1947) per raccontare una Sicilia agreste, in cui la mafia è ormai un elemento radicato nella società.

Protagonista della vicenda è il capitano Bellodi, il quale deve trovare l'assassino di un certo Salvatore Colasberna, presidente di una piccola cooperativa edile. Tra silenzi spaventati, omertà e depistaggi, Bellodi si trova così a pestare i piedi al boss locale, Don Mariano, il quale, incarna tutte le caratteristiche del tipico mafioso: l'arroganza di chi sa di essere intoccabile, un distorto senso dell'onore e del rispetto, nonché la mancanza di scrupoli quando si tratta d'intimidire i più deboli.

Il brano proposto ai maturandi mostra per l'appunto le fasi iniziali delle indagini del capitano Bellodi, il quale però si scontra con un muro di silenzio e paura da parte degli abitanti del posto.

IL TITOLO

Ma perché un romanzo che parla di mafia si chiama "Il Giorno della Civetta"?

Lo stesso Sciascia a spiegato di essersi ispirato ad un passo presente nell'Enrico IV di Shakespeare: «come la civetta quando di giorno compare». Da qui l'idea di collegare un animale notturno, la civetta, con la mafia, che un tempo agiva di di notte e di nascosto per non farsi scoprire, mentre ora fa tutto alla luce del sole, convinta comunque di non poter essere contrastata.

UNA MAFIA "ROMANTICA"?

La mafia descritta nel romanzo è molto simile a quella che - purtroppo - abbiamo imparato a conoscere grazie a eroi come Falcone e Borsellino, ma Sciascia racconta comunque un tipo di malavita ancora legata ad alcuni "ideali" del passato, strettamente connessi ad una mentalità dell'onore che non deve mai venire a mancare.

A questo proposito è emblematica la distinzione tra i vari tipi di umanità che ad un certo punto della storia viene fatta da Don Mariano. Per il capomafia locale infatti, girando per il mondo si possono trovare cinque tipi di persone: gli uomini, i mezz'uomini, gli omicchi, i piglianc**o e i quaquaraqua, che sono i peggiori e i più insignificanti. Ebbene, nonostante l'odio che il mafioso prova per il poliziotto, Don Mariano colloca Bellodi tra gli "uomini", perché ne riconosce il valore.

Tale idea "romantica" di mafia verrà spazzata via dai fatti di sangue che sconvolgeranno la Sicilia tra gli anni '70 e '90.

Dal libro di Sciascia è stato tratto un'omonimo film nel 1968. In questa scena il boss mafiosa spiega al capitano Bellodi la sua idea sull'umanità.