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Verbi attivi e verbi passivi: impara a riconoscerli!

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Verbi attivi e verbi passivi: impara a riconoscerli!

Che differenza c'è tra un verbo attivo e uno passivo? Come mai si chiamano così? Come fare a distinguerli? Leggi la guida di Focus Junior.

Nella lingua italiana esistono due tipi di verbi: verbi attivi e verbi passivi.

Il perché esistano è molto semplice: noi possiamo compiere un'azione (verbi attivi) oppure subirla (verbi passivi). Spesso, però, si fa confusione. Ecco quindi poche, semplici regole per riconoscere gli uni e gli altri e usare al meglio questi verbi.

FORMA ATTIVA

Un verbo può essere sia attivo sia passivo a seconda della relazione che ha con il soggetto.

Un verbo è in forma attiva quando il soggetto della frase compie l'azione

Esempio: io mangio un biscotto

In questo caso sono io (soggetto) a mangiare il biscotto.

FORMA PASSIVA

Un verbo è in forma passiva quando il soggetto della frase subisce l'azione.

Esempio: il biscotto è mangiato da me

Il biscotto (soggetto) subisce l'azione di essere mangiato da me.

La forma passiva si costruisce con l'ausiliare essere seguito dal tempo participio passato del verbo. Ossia: essere + il participio passato (che si forma con i suffissi -ato, -uto, -ito)

DIFFERENZE TRA VERBI

Il significato di un verbo è sempre uguale, sia che venga usato nella sua forma attiva o in quella passiva.
Soltanto i verbi transitivi possono avere la forma passiva.

I verbi transitivi sono quelli a cui segue un complemento oggetto. Nella forma passiva  il complemento oggetto diviene soggetto e il soggetto complemento d'agente (se si tratta di persona) o di causa efficiente (se si tratta di cosa).

Esempi
Il disegno è stato colorato dai bambini (complemento d'agente)
La casa è protetta dal tetto (complemento di causa efficiente)